giovedì 4 settembre 2014

I diabolici; Il gioco e il massacro: novità Adelphi in libreria da settembre

Titolo: I diabolici
Autore:
Boileau-Narcejac
Editore: Adelphi
Pagine: 173
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 16,00 €


«Una sorta di interminabile attacco di cuore»: così è stato definito I diabolici, che – unanimemente considerato un classico della letteratura noir – non ha perso un grammo del suo torbido fascino: come dimostrano i commenti dei giovani blogger francesi, i quali scoprono stupefatti quanto l'attuale letteratura psicologica francese «à suspense» debba a un libro che ai loro occhi appare «di un'incredibile modernità», dotato di «un intrigo perfetto» e di «una tensione che fino all'ultimo non ti dà un attimo di tregua».
Come nei migliori romanzi di Simenon, quello che conta qui è la progressiva perdita, da parte del protagonista, della percezione della realtà, il suo sprofondare sempre più allucinato in una vertigine di angoscia e di terrore in cui i deliri si accavallano ai ricordi d'infan­zia e a un lacerante senso di impotenza. Nei Diabolici compaiono per la prima volta alcuni dei marchi di fabbrica della sterminata, formidabile produzione di Boileau e Narcejac: lo schema triangolare, l'am­bienta­zio­ne provinciale e piccoloborghese, il motivo del colpevole tormentato dal rimorso e dalla paura, la contiguità fra innocenza e colpa; e soprattutto l'inversione dei ruo­li: in un'autentica spirale di orrore, l'as­sassino si trasforma in una vittima braccata da «colei che non c'è più» – la donna che sa di aver ucciso. Non a caso Francis Lacassin (sceneggiatore di molti Maigret televisivi e grande studioso di Simenon) ha scritto che proprio grazie a Pierre Boileau e Thomas Narcejac «il romanzo poliziesco senza poliziotti è diventato una variante tragica del romanzo tout court».

Titolo: Il gioco e il massacro
Autore:
Ennio Flaiano

Editore: Adelphi
Pagine: 316
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 14,00 €


Esattamente come in Una e una notte (1959), anche in questo libro del 1970 due racconti ‒ sono parole di Flaiano ‒ «Si riflettono l'uno nell'altro e si completano, ed è questo il fine che li unisce». Due racconti che parlano di singolari, amare metamor­fosi: quella di Lorenzo Adamante, arredatore e produttore cinematografico, una faccia che ricorda Humphrey Bogart negli ultimi anni, una invincibile vocazione alla battuta gelida e tagliente («Tutto quello che vuole è morire in odore di pubblicità» dice di uno scrittore vanitoso e con smanie mistiche), una diffusa fama di omosessualità che pare misteriosamente dissolversi nella relazione con An­na Bac. E quella di Liza Baldwin, la giovane ricca, bellissima, «certamente kennediana» eppure stanca e sull'orlo della nevrosi, con cui Giorgio Fabro, catapultato a New York per sviluppare il soggetto di un film, va a vivere: per scoprirla poi, con stupore, donna-cane. Il fatto è che, come i suppliziati di una volta, «chiusi in casse dalle quali sporgevano soltanto con la testa», Adamante e Liza si rispecchiano e ci raccontano, per ingannare il tormento, «le loro storie, sempre meno improbabili in una società dove la metamorfosi è una vita di ricambio, tra il gioco e il massacro».  

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2 commenti:

  1. I diabolici l'ho finito di leggere da poco, mercoledì prossimo pubblicherò la recensione...
    Particolare, forse per me che non sono molto abituata al genere, anche se ho letto alcuni commenti in cui si parlava di una trama scontata. Magari è ricorrente nei noir, anche se bisogna ricordare che questo è un classico, potrebbe essere che romanzi più recenti siano ispirati a questo, no?

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    Risposte
    1. Possibile, anche se non avendolo letto non saprei dirti

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