10 gennaio 2016

Recensione: PRIMA FAMIGLIA di Pietro Valsecchi. Il romanzo del produttore di "Quo Vado?"

Titolo: Prima famiglia
Autore: Pietro Valsecchi 
 
Editore: Mondadori
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2015 

Prezzo copertina: 20,00 €

Recensione a cura di Greta Sala

Uno dei miei timori nel leggere questo libro era quello di scoprire personaggi già visti o trovare una storia simile a quelle già raccontate sull’argomento. Non è stato così e, anzi, non avrei potuto iniziare l’anno con un libro migliore. In questo romanzo si racconta la storia della famiglia Palermo, italiani trasferitisi nella New York dell’inizio del ventesimo secolo. Sebbene vivano sotto lo stesso tetto, ogni componente della famiglia cresce con una propria visione
della vita e da queste scaturiscono spesso delle discussioni, soprattutto tra i due fratelli Frank e Sal. Il primo è un gran lavoratore e sogna di diventare avvocato; il secondo si allontana dalla retta via entrando in un mondo da sempre deprecato dal padre Luigi: quello mafioso. Il lettore vedrà crescere Frank e Sal insieme alla sorella Nina e al fratellino Tony, da sempre appassionato di cinema, guidati dalle figure di Luigi e Carmela: due personaggi buoni, orgogliosi e onesti.

La lettura è scorrevole e arricchita da salti temporali che passano dall’epoca in cui i fatti si svolgono ai giorni in cui Tony, ormai arrivato a Hollywood, inizia a girare un film basato sulla sua famiglia. E’ grazie a queste scene, tra un ciak e l’altro, che il lettore scopre alcuni particolari della vita di questa famiglia italiana alle prese con problemi di denaro - dovuti dalle continue estorsioni da parte della “mano nera” che richiede il pizzo, ma anche le emozioni e la soddisfazione di farcela con le proprie forze, di costruirsi un futuro in un posto così lontano da casa.

Il lettore avrà difficoltà a schierarsi con uno o con l’altro personaggio perché ognuno di loro ha un proprio fascino e, grazie anche alla figura della madre Carmela, la vera colonna portante, l'unico vero baluardo resta la famiglia: ci si aggrappa ad essa per superare i problemi e le umiliazioni subite al lavoro, per festeggiare una promozione, per lamentarsi delle discriminazioni subite da chi vive in un Paese straniero; per superare un lutto. Il lettore segue con curiosità gli avvenimenti descritti da Pietro Valsecchi, rimanendo a bocca aperta in seguito ad alcuni colpi di scena. Il finale, aperto ed emozionante, contraddistingue una storia che, tra vendetta e orgoglio, sembra destinata a non finire mai.

Personalmente consiglio questo libro a tutti coloro che hanno voglia di incontrare personaggi tutt’altro che banali capace di farci ricordare l’importanza del libero arbitrio: sono le nostre scelte a determinare chi siamo e che cosa vogliamo fare della nostra vita.

L'AUTORE
Pietro Valsecchi è nato a Crema nel 1953. Dopo gli studi universitari al DAMS di Bologna, nel 1977 si trasferisce a Roma, dove muove i primi passi nel mondo dello spettacolo come attore. Dopo pochi anni lascia la recitazione e diventa un produttore cinematografico. Tra i film prodotti per il grande schermo: La condanna di Marco Bellocchio e Un eroe borghese di Michele Placido. Nei primi anni '90, insieme a Camilla Nesbitt con cui ha fondato la Taodue Film, inizia a ideare e produrre miniserie e serie per la televisione: tra i maggiori successi Ultimo, Distretto di polizia, RIS (Delitti imperfetti), Paolo Borsellino, Karol ' Un uomo diventato Papa, Maria Montessori, Il capo dei capi, Squadra Antimafia. Negli ultimi anni è tornato a produrre per il cinema, realizzando, tra gli altri, i film di Checco Zalone. 

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