domenica 4 settembre 2016

Milano da morire; Dispetti di famiglia; Lettera a Dina: novità Giunti in libreria dal 7 settembre

Titolo: Milano da morire
Autore:
Achille Serra, Giovanni Di Sorte
Editore: Giunti
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 9,90 €


Appena arrivato da Roma per dirigere la Squadra Mobile nel capoluogo lombardo, il commissario Rocchi si ritrova ben presto ipnotizzato e sedotto dalla magia delle notti milanesi, con i locali scintillanti, il dinamismo sfrenato, la voglia di apparire. Quando Marco Cavalli, ricco proprietario di un famoso night nonché noto playboy, viene trovato morto nel suo appartamento, tutti gli indizi sembrano convergere su una persona: Anna Martini, la vicina di casa, da sempre invaghita del giovane e gelosa della bellissima figlia Chiara, che ha avuto una relazione con la vittima. Ma Rocchi
non si lascia ingannare dalle apparenze: il quadro pare fin troppo semplice e lineare. Solo il fine intuito del commissario riuscirà a portare alla luce una verità sconvolgente, che nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare. 

Giovanni Di Sorte, giornalista dal 1978, è stato Direttore della Comunicazione e Capo Ufficio Stampa di diverse grandi aziende italiane e multinazionali nel settore dell’elettronica, dell’aerospazio e della difesa. È appassionato di mare e di vela. Milano da morire, ideato e concepito insieme all’amico Serra, è il suo primo romanzo. Achille Serra nasce a Roma nel 1941; dopo aver conseguito la Laurea in legge, entra in Polizia nel 1968. Viene destinato a Milano, ricoprendo nel tempo l’incarico di dirigente della Squadra Mobile, capo della Digos e della Criminalpol. Inviato a Roma come direttore del Servizio Centrale Operativo (SCO) assesta un duro colpo al cartello della droga di Medellin (operazione Green Ice); poi come Questore di Milano e Prefetto di Palermo, Firenze e Roma gestisce con successo importanti eventi come il Social Forum del 2002 a Firenze, la firma della Costituzione Europea a Roma nel 2003, i funerali di Giovanni Paolo II nel 2005. Nel 2008 è stato eletto Senatore della Repubblica. Per Giunti ha pubblicato nel 2012 La legalità raccontata ai ragazzi con cui spiega, attraverso le vicende vissute in prima persona, che cos'è e come si combatte il crimine. Milano da morire è il suo ultimo romanzo, scritto con Giovanni Di Sorte e uscito nel 2016.  

Titolo: Dispetti di famiglia
Autore:
Jill Sooley
Editore: Giunti
Pagine: 384
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 12,90 €


Un marito che se la dà a gambe e una figlia da crescere da sola: a quarant’anni Marie non si aspetta certo altre sorprese dalla vita, e la piccola Floss è tutto quello che le rimane. Almeno fino al giorno in cui, su un autobus, non cade letteralmente tra le braccia di Ray, un giovane vedovo dai folti capelli neri, e Lolly, una ragazzina ribelle di undici anni che ha appena perso la mamma. Ed ecco che in un batter d’occhio la famiglia si allarga, perché Marie e Ray, travolti dalla passione, convolano a seconde nozze e tutti si ritrovano a vivere amorevolmente – o quasi – sotto lo stesso tetto. Un autentico manicomio, e saranno le voci di Marie, Floss e Lolly a raccontarlo, ognuna dal suo particolarissimo punto di vista. Marie sempre più impegnata nel suo doppio ruolo di madre-matrigna, Floss ai ferri corti con il patrigno, e Lolly che non riesce proprio a mandar giù il secondo matrimonio di papà. Tra dispetti, malintesi e riconciliazioni, in una miscela a dir poco esplosiva, chi sarà a trionfare alla fine: l’amore o i legami di sangue?

Jill Sooley scrittrice canadese, ha lavorato per anni a New York nel campo delle pubbliche relazioni. Vive a Long Island con la famiglia. Per Giunti è uscito con successo Il circolo delle giovani vedove (2012). Dispetti di famiglia è il suo ultimo romanzo (2016).

Titolo: Lettera a Dina
Autore:
Grazia Verasani
Editore: Giunti
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 14,00 €


E' una mattina del 1973 e nella classe 2a H entra per la prima volta Dina. Ha dodici anni, indossa abiti costosi, è bionda e sovrappeso. Si volta verso la sua nuova compagna di banco e le dice: ''Io sono fascista''. L'altra le risponde: ''Io sono comunista''. E' un colpo di fulmine. Tra le due nasce un'amicizia travolgente, fatta di sotterfugi, giuramenti, chiacchiere, litigi, riconciliazioni appassionate. Due mondi diversi, due famiglie di estrazione opposta, una di matrice operaia, l'altra, quella di Dina, decisamente borghese, che le due ragazzine mescolano e alternano in una Bologna animata dalle prime lotte studentesche. Trentasette anni dopo, mentre parcheggia l'auto, la protagonista di questa storia sente alla radio la canzone che lei e Dina ascoltavano fino allo sfinimento su un giradischi. E di colpo, vivissima, Dina è di nuovo lì. Dove si è persa l'adolescente ribelle sempre in lotta con una madre fredda e seducente? Qual è stato il momento esatto in cui qualcosa si è spezzato? E perché quella tentazione irrefrenabile di camminare a occhi chiusi sul bordo di un precipizio?

Grazia Verasani (Bologna 1964), scrittrice e musicista, ha esordito ventenne pubblicando racconti sul Manifesto, nella rubrica curata da Gianni Celati. Sono seguiti romanzi, antologie, opere teatrali, fino a Quo vadis baby? (Feltrinelli) da cui il regista Gabriele Salvatores ha girato l’omonimo film nel 2005 e prodotto una serie tv. Per Feltrinelli, oltre a Tutto il freddo che ho preso, sono usciti Velocemente da nessuna parte, Di tutti e di nessuno, Cosa sai della notte e Senza ragione apparente (menzione speciale premio Scerbanenco 2015), con protagonista l’investigatrice privata Giorgia Cantini. Del 2012 è il film Maternity Blues tratto dalla sua opera From Medea (Sironi Editore), vincitore di molti premi. Per Giunti, sono usciti Mare d’inverno (2014) e Lettera a Dina (2016). 

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