venerdì 9 dicembre 2016

Recensione: QUANDO BABBO NATALE ARRIVO' A SIMPSON'S BAR E ALTRI RACCONTI NATALIZI

Titolo: Quando Babbo Natale arrivò a Simpson's Bar e altri racconti natalizi
Autore: AA.VV.
Editore: Elliot
Pagine: 128
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 14,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Tra le raccolte natalizie 2016, non poteva mancare certamente quella della casa editrice Elliot, che ancora una volta propone al pubblico dei lettori qualcosa di affascinante, magico e oscuro. In Quando Babbo Natale arrivò a Simposon’s Bar e altri racconti natalizi, gli autori, grazie ad un linguaggio aulico, elegante e ricercato, mettono in risalto sia gli aspetti favolistici e irreali del Natale, e di conseguenza la magia prodotta da desideri e speranze; sia
l’arcaicità e la misticità generate da credenze popolari.

Nove sono i racconti e gli autori che si alternano nella raccolta. All’interno di essa, numerosi sono i riferimenti agli usi, costumi e poesie inglesi dell’epoca: dai canti tradizionali come God Rest Ye Merry, Gentlemen, While Shepherds Watched Their Flocks by Night; agli antichi dolci natalizi fatti di zucchero e pan di spagna; alle opere di altri autori vittoriani come St. Agnes’ Eve di Alfred Tennyson; ai giochi di società come il Gioco del vassoio, la Caccia allo scoiattolo e Viaggio a Gerusalemme.

Tra quelli che mi hanno colpita di più: Quando Babbo Natale arrivò a Simpson’s Bar (da cui il titolo dell’intera raccolta) di Bret Harte. In un cittadina nella Valle di Sacramento, si consuma una vicenda di compassione, solidarietà e altruismo da parte di un uomo -disprezzato dai compaesani- nei confronti di un bambino gracile e malato; William Dean Howells con Natale tutti i giorni, in cui una bimba chiede al padre di raccontarle una storia di un Natale infinito, che si ripete ogni giorno dell'anno, dove i tacchini diverrebbero più cari dell'oro, le foreste verrebbero decimate per fare alberi di Natale e le persone si odierebbero a forza di doversi scambiare regali; La celebrazione di H. P. Lovecraft, dove il protagonista si muove in direzione di Kingsport per la celebrazione dell’antico rito di Yule, che i sui antenati si tramandano di generazione in generazione. Sulla collina su cui si svolge la cerimonia però, strane creature, fuochi di diverso colore e l’inquietudine dell’atmosfera fanno svenire il protagonista che viene ritrovato il giorno dopo in una Kingsport diversa da quella che aveva visto la sera della cerimonia. Ed infine Un Natale in campagna di Louisa May Alcott, in cui l’autrice descrive un piccolo gruppo di persone formato da amici e parenti che celebrano le festività con semplicità, gioia e tradizioni, nella casa in Vermont della vecchia zia di uno di loro.

Completano la raccolta, il racconto di Henry Van Dyke, intitolato Il primo albero di Natale, in cui si racconta la storia di Winfried d’Inghilterra, noto nella lingua romana come Bonifacio, un grande predicatore, nonché ottimo studioso, viaggiatore audace e pellegrino erudito. Quest’ultimo, una volta raggiunto il monastero di Pfalzel, comincia a narrare storie antiche e tradizionali; Un errore di Natale di Lucy Maud Montgomery, in cui la famiglia povera dei Grant viene invitata per errore al pranzo di Natale di una ricca signora della cittadina in cui vivono, ma inaspettatamente, tale sbadataggine, si rivela una benedizione per gli ospitanti: grazie all’allegria dei bambini Grant, la casa si riempie di gioia, festa e meraviglia; I giochi di Natale di A. A. Milne, in cui l’autore ci descrive l’atmosfera natalizia in cui è immerso, dei possibili giochi natalizi e dei requisiti che questi devono avere per essere nominati come tali; Christopher Morley con Vecchi pensieri per Natale, in cui l’autore fa una lunga digressione sui vari aspetti della festività: dalla celebrazione religiosa, al materialismo, al consumismo, alle emozioni suscitate, alla poesia, alla letteratura natalizia; ed infine Attorno all’albero di Natale di William Makepeace Thackeray, in cui l’autore ci parla delle sue giornate festive trascorse all’insegna di spettacoli teatrali, dolci tipici e allegria dei bambini raccolti intorno all’albero.

Una raccolta magnetica e interessante che ci fa scoprire parte delle tradizioni che da sempre fanno brillare sia le grandi metropoli che le cittadine disperse tra le montagne. 

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2 commenti:

  1. a Natale e dintorni, un libro dedicato, sta sempre bene...
    questo sarà il mio libro natalizio 2016?
    mah... i racconti non esercitano mai un particolare fascino sulle mie scelte devo dire, però chissà che non mi lasci convincere da te

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    Risposte
    1. Ciao Patalice. Ti ringrazio per il commento. Personalmente posso dirti che, le raccolte di quest'anno sono tutte bellissime e interessanti. Tutte volte a celebrare al meglio la nascita del genere ( intendo il racconto natalizio)avvenuta nell'800. Quindi, se sei amante di questa festività ti ritroverai immersa nello spirito e nella tradizione reale. Te lo consiglio davvero. Inoltre i racconti si leggono facilmente e senza impegno! =)

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