13 luglio 2021

La presentazione della nuova stagione del Teatro Quirino

A cura di Mario Turco

"Siamo i primi a presentare la stagione qui a Roma e tra i primi in Italia": annuncia con orgoglio Geppy Gleijeses, direttore artistico del Teatro Quirino, dal palco dello storico teatro romano durante la presentazione della stagione 2021/2022. L'incontro con la stampa per la riapertura del teatro situato a due passi dalla Fontana di Trevi avviene la mattina successiva alla vittoria calcistica dell'Italia ad Euro 2020 ma in questi prestigiosi loggioni l'attenzione è tutta rivolta ad una riapertura che avviene in queste modalità dopo ben 18 mesi. Rimarcando ironicamente la distanza tra l'attenzione mediatica suscitata dal più popolare degli sport ed un'arte che a torto viene sempre data per spacciata, il poliedrico attore, drammaturgo, regista e produttore - qui nelle vesti anche di presentatore col consueto magnetismo che lo contraddistingue anche per queste piccole cose - continua fieramente: "Noi vogliamo dire che esistiamo. Noi lavoratori dello spettacolo non siamo solo quelli dei sussidi, che pure sono stati importanti e ci hanno permesso di tirare avanti. Questa è la stagione dei 150 anni dalla fondazione del Teatro Quirino. È un appuntamento molto importante. Più volte rinviato. Ma siamo ancora in tempo: 1871-2021. Importante per noi, che dopo un anno e mezzo di astinenza e sofferenze torniamo a fare il nostro mestiere e per voi. E crediamo anche di onorare al meglio i 150 anni di questo glorioso teatro. Compleanno che festeggeremo con varie iniziative, tra cui, assai importante, l’uscita di uno straordinario volume sulla storia del Quirino. Ma veniamo all’agognata ripresa: abbiamo pensato ad un “prologo” della stagione vera e propria. Un pot-pourri di piccoli e grandi eventi, dalla ricerca alla nuova drammaturgia, al concerto, alla grande prosa. Sarà una sorta di “camera di compensazione” che andrà dal 24 settembre al 31 ottobre, anche in attesa e nella fondata speranza che le restrizioni finiscano del tutto e che la nostra capienza possa essere utilizzata in pieno e in sicurezza [...] La stagione in abbonamento a posto fisso comincerà invece il 2 novembre con Gabriele Lavia e Federica Di Martino, e dopo loro una galleria di grandi nomi vecchi e nuovi per il nostro palcoscenico che conferma il Quirino come il primo teatro di Prosa di Roma, per qualità di proposta, numero di abbonati e di spettatori. Nel suo segmento, grande teatro privato di prosa, il Quirino è il primo “organismo di programmazione” d’Italia per numero di biglietti venduti". 


In questa sorta di suddivisione, per usare la terminologia teatrale, tra prologo e opera vera e propria, a risaltare nella programmazione della prima fase della stagione è Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa, che andrà in scena dal 24 Settembre al 3 Ottobre. Lo spettacolo è frutto di un lungo lavoro creativo iniziato nel 2015 ad Holstebro, celebre sede dell’Odin Teatret, il gruppo danese fondato da Eugenio Barba nel 1964. La regia e la drammaturgia sono firmate da Eugenio Barba, Julia Varley e Lorenzo Gleijeses, mentre gli oggetti coreografici sono di Michele Di Stefano, la consulenza drammaturgica di Chiara Lagani, il suono e le partiture luminose di Mirto Baliani. Un progetto prodotto direttamente dal Nordisk Teaterlaboratorium (branca produttiva dell’Odin) in collaborazione con il Teatro Biondo di Palermo e con la Gitiesse Artisti Riuniti. È la prima e unica regia firmata da Barba al di fuori dell’Odin Teatret e, in questi anni, è stato ospitato – tra gli altri - dal Teatro Nazionale della Toscana, Teatro Nazionale di Genova, Teatro dell’Arte-Triennale di Milano, Teatr Dramaticzny Varsavia, Fondazione TPE di Torino. Dal 5 al 10 Ottobre si proseguirà invece con Tutto sua madre. Scritto, e rappresentato nel 2012 da Guillaume Gallienne, attore e regista di punta della Comédie Française, lo spettacolo ha avuto a Parigi uno straordinario successo, una quantità enorme di repliche e successivamente, con il titolo “Tutto sua madre”, una versione cinematografica del 2014 che ha fatto man bassa di César. È questa la prima volta in assoluto che lo spettacolo viene tradotto e presentato in Italia con una produzione che si avvale dell’interpretazione di Gianluca Ferrato, la traduzione di Anna D’Elia, l’adattamento drammaturgico di Tobia Rossi e la regia di Roberto Piana. Si prosegue dal 12 al 14 Ottobre con Letizia va alla guerra, la suora, la sposa e la puttana, spettacolo di Agnese Fallongo, giovane attrice under 35 scoperta dalla compagna di Geppy Gleijeses in un teatro di periferia e che prova grande piacere, come da lei stessa raccontato sul palco del Quirino, ad entrare in un cartellone così importante. Letizia va alla guerra: la suora, la sposa e la puttana è un racconto tragicomico di tenerezza e verità. Tre donne del popolo che, irrimediabilmente travolte dalla guerra nel loro quotidiano, si ritroveranno a sconvolgere le proprie vite e a compiere piccoli grandi atti di coraggio in nome dell’amore. Dal 15 al 17 Ottobre andrà in scena Maradona concerto, un’opera-concerto col celebre Danilo Rea al pianoforte, discreta e innamorata, dedicata ad una delle più grandi emozioni del Novecento: Diego Armando Maradona. Parole di grandi poeti e prosatori contemporanei e note suonate da un singolare compagno di gioco rendono omaggio alla memoria di un mito. Dal 19 al 21 Ottobre spazio alla ricerca sperimentale de Il muro trasparente - Delirio di un tennista sentimentale, in cui il protagonista palleggerà contro una parete di plexiglass presente sul palco per 897 volte mentre racconta al pubblico i suoi più reconditi pensieri. Il 22 e 23 ottobre Lucia Poli presenta La pianessa, omaggio ad Alberto Savinio, intellettuale dimenticato dallo nostra storiografia culturale perché, come ricordato dalla regista "sconta il fatto di essere il fratello meno celebre di Giorgio De Chirico e che invece resta genio multiforme poiché era allo stesso tempo raffinatissimo scrittore, pittore nonché audace compositore". Il 24 e 25 ottobre Anna Galiena, presenza fissa del Quirino da qualche anno ed amatissima dal pubblico per le sue interpretazioni teatrali e televisive, porterà un one-woman-show dal titolo Coppie e doppi, in cui rivisita dieci dei più importanti monologhi shakespeariani. Chiude questa prima parte di stagione, dal 28 al 31 Ottobre, il regista Daniele Salvo che porta in scena La divina Sarah, su testo di Eric-Emmannuel Schmitt e basato sulla vita di Sarah Bernhardt, soprannominata The First Artist Superstar e amata da Victor Hugo e Oscar Wilde. 


Ad aprire le danze della stagione vera e propria, che vede tra i desiderata del direttore artistico del Teatro Quirino ma anche di tutti i registi ed attori presenti all'affollata presentazione la speranza di poter aprire completamente senza distanziamento e mascherina, è l'adattamento fatto da Gabriele Lavia con Le leggi della gravità, atto unico dal romanzo di Jean Teulé “Les lois de la gravité”, non ancora tradotto in italiano. Chiamato a parlare dello spettacolo che andrà in scena dal 2 al 14 Novembre, Lavia in appena tre minuti si esibisce in una sentita presentazione che termina con una colta glossa terminologica sul significato della parola "teatro". Dal 16 al 21 Novembre ecco riprendere la presentazione di classici della storia del teatro con Tartufo, di Molière diretto da Roberto Valerio che promette "il nostro spettacolo sarà una commedia molto divertente, che saprà unire la satira corrosiva alla profonda riflessione sull'animo umano e sui valori sociali". Dal 23 Novembre al 5 Dicembre ecco invece il più aspettato esordio sulle tavole del teatro romano: Carlo Buccirosso porta infatti il suo Colpo di scena. Come dice l'attore partenopeo nel video di presentazione mandato da un luogo di villeggiatura con la brezza marina che copre perfino alcune sue parole: "il testo fa ridere ed allo stesso tempo sorprende, soprattutto negli ultimi 20 minuti che sono una girandola incredibile di colpi di scena". Dal 14 al 19 Dicembre tornerò dopo tanto nella programmazione del Quirino l'operetta con La vedova allegra, di Franz Lehar per la regia di Umberto Scida che ha amalgamato con perizia le tre Arti del Canto, della Recitazione e della Danza ed avvalendosi di un nutrito cast di 10 cantanti e attori selezionati in tutta Italia. Nel periodo natalizio, dal 21 Dicembre al 9 Gennaio, toccherà ad Emilio Solfrizzi divertire il pubblico delle grandi occasioni con un altro grande classico di Moliere, Il malato immaginario. L'attore pugliese, intervenuto anch'egli per presentare questo adattamento di Guglielmo Ferro, inanella una serie di battute sulla sua interpretazione "performante" di un personaggio spesso portato in scena da attori anziani e sul fatto che spera non ci sia più nessun rinvio altrimenti rischia purtroppo di avere il phisique du role dei suoi attempati colleghi! Dall'11 al 16 Gennaio torna invece uno degli attori più amati dal pubblico del Quirino, Enrico Maria Guarneri che cura la regia di L'ispettore generale, tratto da Nikolaj Vasil'evič Gogol’. L'attore siciliano, nel suo video di presentazione davanti una vigna, solletica il pubblico dicendo che la sua versione proverà ad unire letteratura russa e siciliana andando ad astrarre la vicenda sia temporalmente che geograficamente. Altro classico che andrà sul palco dal 18 al 23 Gennaio sarà Troiane, di Euripide per l'adattamento di Angela Demattè che vuole un teatro poetico e politico, nuovo protagonista di una stagione di pensiero, creatività e resistenza alle derive e ai pericoli di chiusura, rabbia, solitudine che questa durissima crisi sanitaria ed ora economica e sociale reca in sé. Ripartiamo dunque dai padri indimenticabili, ripartiamo da Euripide, per cominciare a ricostruire il teatro e il mondo di domani". Si ritorna alla grandezza della letteratura italiana del Novecento dal 25 al 30 Gennaio con Uno, nessuno e centomila, spettacolo teatrale basato sull'ultimo romanzo del premio Nobel Luigi Pirandello. E si prosegue con la tradizione del secolo breve con un capolavoro, questa volta d'oltreoceano, come Un tram che si chiama desiderio, di Tennessee Williams per la regia di Pier Luigi Pizzi, vittima della chiusura anticipata dei teatri a Marzo 2020 e riproposto quasi due anni dopo con enorme soddisfazione dai protagonisti Daniele Pecci e Mariangela D'Abbraccio


Dall'8 al 20 Febbraio Gitiesse Artisti Riuniti e il Teatro Stabile di Catania portano in scena Servo di scena, di Ronald Harwood con la straordinaria partecipazione di Maurizio Micheli che, intervenendo a sostegno dell'opera, spera che non ci siano altri rimandi in modo da poter confermare l'affitto della casa presa da poco! Una delle più belle commedie contemporanee, successo strepitoso in tutto il mondo, sarà diretta da Guglielmo Ferro. Altro spettacolo molto atteso dal 22 Febbraio al 6 Marzo sarà Morte di un commesso viaggiatore, di Arthur Miller, uno dei testi teatrali più famosi al mondo e senza alcun dubbio la Grande Commedia Americana, quella che gli americani sentono come più autenticamente “loro”. Il protagonista Willy Loman sarà interpretato da Alessandro Haber, il cui video a sostegno è probabilmente la cosa migliore della conferenza: stralunato, assurdo monologo in grado di far temere sulla sanità mentale del suo interprete se non si conoscesse la sua straordinaria natura istrionica. Dall'8 al 13 Marzo altro grande ripasso di un capisaldo della letteratura siciliana con I Malavoglia, di Giovanni Verga per la regia di Guglielmo Ferro. Dal 15 al 27 Marzo in ricordo di Pietro Garinei e della ditta Garinei e Giovannini, Gianluca Ramazzotti porta Se devi dire una bugia dilla grossa, due atti di Ray Cooney. La commedia, caratterizzata da una solida struttura comica, è stata rappresentata dallo stesso autore Cooney allo Shaftesbury Theatre. Ha poi fatto il giro del mondo, e il nostro grande regista Pietro Garinei l’ha portata in scena con enorme successo. Dal 29 Marzo al 3 Aprile ecco un altra grand star del teatro ad impreziosire le assi del Quirino con Bartleby lo Scrivano, di Francesco Niccolini liberamente ispirato al racconto di Herman Melville. Sarà infatti Leo Gullotta ad interpretare il memorabile scrivano nato dalla penna melvilliana che col suo “Avrei preferenza di no” è l'eroe dell'inazione e della rinuncia alla follia di questo mondo. Dal 5 al 10 Aprile ecco un altro grandissimo esordio: Marco Paolini porta al Quirino Ulisse Filò, adattamento in forma oratoriale dello spettacolo “NEL TEMPO DEGLI DEI il calzolaio di Ulisse”, prodotto da Jolefilm e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, sull'umano scaltro quanto gli dei ma non così potente. Dal 12 al 17 aprile Gitiesse Artisti Riuniti, in coproduzione con Compagnia Molière, presenta Processo a Gesù, di Diego Fabbri. In occasione del 40esimo anniversario del drammaturgo italiano, il capolavoro di Diego Fabbri è un testo di strabiliante attualità e ci interroga sul senso della Fede, sulla giustizia, sulla solidarietà, fruga nell’intimo delle nostre coscienze stimolandoci a una riflessione profonda sulla forza della figura di Cristo oggi, portando lo spettatore, ateo o credente che sia, a interrogare sé stesso e la propria anima. Dal 19 al 24 Aprile ecco invece La classe, di Vincenzo Manna, un piccolo testo senza nomi di rilievo attoriale da poter esibire che si concentra sulle esperienze di scuola di un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali che avviano al lavoro. Dal 26 Aprile all'1 Maggio per la regia di Moni Ovadia e Giuseppe Cutino ecco Mimì da Sud a Sud sulle note di Domenico Modugno, "Un viaggio. Da Sud a Sud. Sulle note delle canzoni di Domenico Modugno, quelle legate alla Sicilia, a una terra che lui ha adottato". A chiudere la stagione 2021/2022 ecco la commedia italiana scritta da Gianni Clementi Buoni da morire e diretta da Emilio Solfrizzi che adduce al "non fare un cazzo del lockdown" la sua voglia di cimentarsi alla regia. Nutrito il cast: dallo stesso Solfrizzi, a Gianluca Ramazzotti fino ad arrivare a Pino Quartullo e Debora Caprioglio, orgogliosa di festeggiare il suo compleanno - ma da vera diva non svela l'età - proprio con la prima di questo spettacolo.