giovedì 2 gennaio 2014

Recensione: THE BUTLER - UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA (2013)

The Butler - Un maggiordomo alla casa bianca racconta la storia vera di Eugene Allen, un maggiordomo di colore che lavorò alla Casa Bianca dal 1952 al 1986 al servizio di sette presidenti degli Stati Uniti, nel film interpretato da Forest Whitaker con lo pseudonimo di Cecil Gaines. La storia privata e intima di un maggiordomo che si interseca con la lotta degli afroamericani per l'emancipazione e l'affermazione dei diritti civili, di cui il figlio maggiore di Gaines, contro il volere del padre, diventò uno dei maggiori sostenitori.

Lee Daniels dopo l'ottimo Precious torna ad affrontare il tema della discriminazione razziale attraverso un tentativo ambizioso di raccontare le tappe principali della lotta per l'emancipazione delle persone di colore, dalla resistenza passiva di Martin Luther King al Black Power, passando per la Civil Right Act del 1964 promossa dal Presidente John Fitzgerald Kennedy.

Una storia lunga e spesso contorta che il regista prova ad inquadrare nell'ottica del burrascoso rapporto tra padre e figlio, bloccati in due posizioni agli antipodi: il maggiordomo, simbolo della sottomissione, costretto ad indossare una "maschera" di umiltà e obbedienza per far contento il "padrone" bianco; dall'altra parte chi è pronto a rischiare la propria vita per superare le disriminazioni e guadagnarsi il sacrosanto diritto all'uguaglianza. Due posizioni opposte, appunto, ma tutt'altro che definite e lineari, soprattutto nella considerazione della "rivoluzione incosapevole" di chi servendo l'altro con capacità e dignità dimostra la propria uguaglianza. Così come appare contorto il percorso di protesta attiva che dalla posizione pacifista di Martin Luther King si spostò verso l'estremismo dei Black Panther.

Un film che regala momenti di grande commozione grazie soprattutto all'intensa interpretazione di Forest Whitaker e Oprah Winfrey, nei panni di Gloria Gaines, la moglie del maggiordomo che assiste inerme alla disgregazione della propria famiglia, affogando i malumori nell'alcool. Un film sostanzialmente lento e a tratti anche ripetitivo che tuttavia trova la sua forza in alcune scene cariche di significato, in cui le parole non dette e gli sguardi dei protagonisti trasmettono tanto allo spettatore. Tra quelle più emozionanti, Jacqueline Kennedy (Minka Kelly) seduta su un divano alla Casa Bianca con il vestito insaguinato dopo la morte di John o quella finale, che non voglio anticiparvi, in cui si chiude idealmente il cerchio della Storia.

Un film senza dubbio da vedere per le tematiche trattate e per l'ottima intepretazione dei protagonisti, che tuttavia sono convinto non piacerà a tutti soprattutto a causa di un ritmo blando, qualche ripetizione di troppo e una certa difficoltà nel seguire e comprendere alcune svolte epocali nella politica sociale americana, raccontate in modo troppo frettoloso.

USCITA CINEMA:
GENERE: Biografico, Drammatico
REGIA: Lee Daniels
SCENEGGIATURA: Lee Daniels, Danny Strong
ATTORI: Forest Whitaker, John Cusack, James Marsden, Jane Fonda, Robin Williams, Alan Rickman, Lenny Kravitz, Alex Pettyfer, Jesse Williams, Liev Schreiber, Minka Kelly, Nelsan Ellis, Terrence Howard, Cuba Gooding Jr., Vanessa Redgrave, Mariah Carey, Melissa Leo, Oprah Winfrey, David Oyelowo
FOTOGRAFIA: Andrew Dunn
MONTAGGIO: Joe Klotz
PRODUZIONE: Laura Ziskin Productions, Windy Hill Pictures
DISTRIBUZIONE: Videa
PAESE: USA 2013
DURATA: 115 Min
FORMATO: Colore

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2 commenti:

  1. Sono curiosa di vederlo più che altro per sapere se è la solita americanata!!!

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    1. Onestamente non la definirei un'americanata. E' un buon film.

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