10 luglio 2014

Recensione: L'ABBAZIA DEI CENTO PECCATI di Marcello Simoni

Titolo: L'abbazia dei cento peccati
Autore: Marcello Simoni
Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 9,90 €

 

26 agosto 1346. I soldati francesi vengono sconfitti nella battaglia di Crécy dall'esercito inglese. Il valoroso cavaliere Maynard de Rocheblanche, ferito, riesce a fuggire dal campo di battaglia, non prima di aver assistito alla morte del re Giovanni I di Boemia, che farfugliando di un complotto gli consegna un anello cardinalizio e una pergamena con un enigma vergato. Il misterioso testo fa riferimento a una reliquia preziosa, il Lapis exilii, di cui Maynard finisce subito per interessarsi, soprattutto per mantenere fede alla promessa fatta al re morente.

Karel di Lussemburgo
Una reliquia a cui sembrano interessati il principe Karel di Lussemburgo, figlio di Giovanni I, e un misterioso cardinale di Avignone, Bertrand du Pouget; due nemici potenti che proveranno in tutti i modi a recuperare la pergamena, unico mezzo per arrivare al Lapis exilii. Maynard, dal canto suo, si recherà prima dalla sorella Eudeline, badessa del convento di Sainte-Balsamie, per far curare l'amico cavaliere ferito durante un agguato, e poi si metterà sulle tracce della reliquia raggiungendo il monastero di Mont-Fleur, dove l'abate Manessier gli affiderà il compito di rintracciare il monaco Facio di Malaspina, l'unico a sapere dove sono finite le altre reliquie menzionate nel misterioso Codex Millenarius...

La trama dell'Abbazia dei cento peccati è in realtà decisamente più complessa. Il libro infatti è solo il primo di una saga e serve per introdurre il lettore nella vicenda. In tal senso l'autore tesse una trama ricca e articolata, in cui entrano in gioco diversi personaggi oltre quelli già citati, tutti caratterizzati in modo adeguato. 

Abbazia di Pomposa
Come in altri romanzi, Simoni si rivela abile nel costruire una storia credibile mescolando personaggi e vicende storiche reali con altri frutto della sua fantasia. La scrittura è fluida, scorrevole, ma i personaggi si esprimono in modo adeguato rispetto al ruolo e al contesto storico di riferimento. Inoltre pur essendo un romanzo d'avventura, un thriller storico, l'introspezione psicologica dei personaggi risulta adeguata e questo rende la storia ancora più appassionante. 

Naturalmente, come detto in precedenza, essendo questo solo il primo romanzo della saga risulta difficile formulare un giudizio definitivo sull'opera, ma va riconosciuto all'autore il merito di intrigare il lettore al punto giusto da attendere con ansia l'uscita del seguito. Per questo il mio consiglio, rivolto a tutti gli appassionati del genere e ai numerosi fan di Simoni, è quello di non perdere questa lettura, particolarmente indicata per il periodo estivo.

L'AUTORE
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante, L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013, e L'abbazia dei cento peccati. Nella collana Live è uscito I sotterranei della cattedrale.

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