martedì 4 novembre 2014

The Judge; Dracula Untold; Annie Parker; La spia: opinioni sui film nelle sale

Hank Palmer (Robert Downey Jr.), avvocato di successo con un matrimonio in bilico, è costretto a tornare nella sua città natale, in Indiana, per il funerale della madre. Tuttavia tornare a casa significa soprattutto dover affrontare il padre Joseph (Robert Duvall), il giudice, con il quale Hank intrattiene un rapporto freddo e conflittuale. Quando però quest'ultimo viene arrestato con l'accusa di omicidio, per aver investito un uomo, Hank, convinto della sua innocenza, decide di rimanere e difendere il padre. Una scelta che lo costringerà a fare i conti con i fantasmi del passato...

The judge, diretto da David Dobkin, si muove sul doppio registro della causa per omicidio da una parte, e del conflitto tra padre e figlio dall'altra; due trame che con il passare dei minuti finiscono per fondersi in una storia articolata e ricca di colpi di scena, capace di tenere lo spettatore incollato fino all'epilogo. Intensa ed emozionante la prova attoriale di Robert Downey Jr., così come quella di Robert Duvall alle prese con un personaggio complesso come il giudice Joseph, padre rigido dai principi irrinunciabili. Un film dunque ben scritto e recitato che affronta in modo originale tematiche eterne, come i conflitti padre-figli e il rapporto tra etica e giustizia. Assolutamente da non perdere!

Dracula Untold rappresenta l'ennesima variazione sul tema della storia di Dracula, anche conosciuto come Vlad l'Impalatore. Il film racconta l'origine del mito proprio partendo dalla storia di quest'ultimo, interpretato da Luke Evans, costretto a fare un patto con un vampiro per poter salvare il figlio dagli ottomani. Un patto che finirà per trasformarlo nel vampiro più famoso della storia letteraria e cinematografica.

Da uomo crudele e sanguinario a eroe romantico, disposto a sacrificare la propria vita per la famiglia; Gary Shore trasforma il personaggio di Dracula e lo presenta sotto una nuova luce, dando avvio, probabilmente, ad una nuova saga. Il regista punta quasi esclusivamente sulla recitazione degli attori, abbastanza buona, e sugli effetti speciali, poichè la trama, per quanto semplice e lineare, presenta diversi buchi. La visione risulta leggere e il film scorre via bene, anche se alla fine lascia poco e nulla. Per chi ama il personaggio di Dracula, può valere la pena fare un salto al cinema. Per tutti gli altri, tranquillamente evitabile!

Annie Parker racconta due storie in parallelo: quella di Annie Parker appunto, interpretata in modo egregio da Samantha Morton, e quella della dottoressa Mary-Claire King (Helen Hunt). La prima costretta a combattere contro un cancro al seno, dopo aver visto morire per lo stesso problema la mamma, la zia e la sorella; la seconda, famosa genetista, impegnata a dimostrare l'ereditarietà del cancro al seno attraverso la ricerca genetica.

Annie Parker si rivela un film intenso e commovente. La prima parte è resa più leggera da una certo sarcasmo, soprattutto in riferimento alla morte, mentre la seconda è decisamente più drammatica. La straordinaria prova attoriale di Samantha Morton contribuisce in modo determinante alla riuscita del film, che mette in evidenza la forza e la determinazione di due donne diverse, agli antipodi, impegnate a dimostrare la stessa cosa: da una parte la lotta di Annie per la sopravvivenza e la conoscenza del proprio male; dall'altra la caparbietà della dottoressa, pronta a tutto pur di dimostrare la propria tesi. Un film bello e interessante. Da non perdere soprattutto per le donne!

Yssa Karpov, profugo mezzo ceceno e mezzo russo, arriva clandestinamente ad Amburgo dopo essere fuggito da un carcere russo. Qui Yssa, mediante l'aiuto della giovane avvocatessa Annabel Richter (Rachel McAdams), deve riscattare un'ingente somma da un losco banchiere, Tommy Brue (Willem Dafoe). Yssa però finisce nel mirino di Günther Bachmann (Philip Seymour Hoffman), agente segreto anti-terrorismo con un passato difficile alle spalle, che vuole provare a sfruttare il ragazzo per incastrare un ricco benefattore islamico, sospettato di finanziare alcune cellule terroristiche legate ad Al Qaeda. Ma mentre Güntherè è convinto di poter incastrare l'uomo e salvare Yssa, qualcuno nei servizi segreti è pronto a scommettere sull'ennesimo fallimento dell'agente segreto...

La spia, tratto dal romanzo A Most Wanted Man di John Le Carré, è un thriller di gran classe, basato quasi esclusivamente sulla psicologia dei personaggi. In tal senso biogna sottolineare la straordinaria prova attoriale di Philip Seymour Hoffman, nella sua ultima interpretazione prima della tragica scomparsa. E' proprio lui a prendersi sulle spalle tutto il peso del film, rendendo memorabile il personaggio di Günther Bachmann, una spia lontana da qualsiasi stereotipo; uomo pieno di difetti, burbero, ma allo stesso tempo carico di umanità. Hoffman affiancato da Rachel McAdams, Robin Wright, Willem Dafoe, Daniel Bruhel e Nina Hoss, tutti convincenti nei rispettivi ruoli.

Un film che riesce ad essere intenso ed avvincente senza ricorrere all'azione, oltreché credibile dall'inizio alla fine, grazie all'abilità registica di Anton Corbijn, già apprezzato nel film The American. Tra i temi principali, oltre il terrorismo e il ruolo dei servizi segreti dopo l'11 settembre, anche il confronto culturale tra Paesi che concepiscono l'attività di spionaggio e lotta al terrorismo in modo diverso, come emerge in modo chiaro durante il film. Consigliato a chi cerca un thriller psicologico raffinato ed elegante, lontano dai grandi ritmi del cinema moderno.

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