2 luglio 2015

Recensione: CALIGOLA. IMPERO E FOLLIA di Franco Forte

Titolo: Caligola. Impero e follia
Autore: Franco Forte
Editore: Mondadori
Pagine: 408
Anno di pubblicazione: 2015 

Prezzo copertina: 22,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Caligola. Impero e follia è il nuovo romanzo storico di Franco Forte. Un libro che attraverso 400 pagine rende giustizia alla figura controversa e screditata di uno degli imperatori più temuti dell’impero romano. Lo scritto comincia dall’infanzia del cosiddetto “sovrano folle”. Gaio Giulio Cesare ha cinque anni quando suo padre, Germanico (il più potente generale romano), decide di portarlo con sé nelle terre nordiche dell’impero: in Germania. La storia continua presentando al lettore la palestra, uno dei luoghi di formazione del giovane futuro sovrano, ambiente di buoni e cattivi insegnamenti.

E ancora leggiamo del viaggio ad Antiochia, la terza capitale più importante del mondo antico, fino ad arrivare ad uno dei momenti cruciali che segna la vita di Caligola a partire dai 7 anni di vita: l’assassinio di suo padre Germanico. Da quel momento in poi giura vendetta: una vendetta attesa, studiata, servita come un piatto freddo. Il giovane protagonista cambia radicalmente. Comincia a recitare, a tacere, osservare il nemico, a girovagare per i corridoi dei palazzi imperiali, a scoprire segreti e punti deboli, a comprendere il mondo politico fatto di macchinazioni e brutali assassini. Addirittura si reca a Capri dove resta fino ai ventidue anni sotto il controllo del prozio Tiberio che, nonostante l’età veneranda, si presenta ancora vigoroso e spietato. Insegnamenti sempre più duri e crudeli, che lo portano da un lato a stringere importanti alleanze, dall’altro ad eliminare il vecchio prozio imperatore e a sedere sul trono di Roma come princeps, a soli venticinque anni. Nulla può più fermare la sua scalata verso la promessa vendetta. Tra tradimenti, congiure, macchinazioni, sotterfugi, continui delitti legati al veleno, un’aristocrazia sempre più denigrata e privata dei propri poteri e privilegi, e una popolazione acclamante, il Senato trama nell’ombra, ordisce piani di vendetta per liberarsi di un tiranno diventato ostico. Caligola viene assassinato a ventinove anni da un gruppo di pretoriani guidati da Cassio Cherea.

L’ambientazione è perfetta. Da un lato troviamo descritte le province romane con il loro continuo rivoltarsi, figlie di barbarie, sangue e presidi militari; dall’altro l’Urbe, la città eterna, un luogo magico agli occhi di un visitatore straniero, ma fatale per i personaggi scomodi all’alta aristocrazia. La particolarità di questo romanzo però è il protagonista centrale dell’opera, ossia il sovrano. A mio avviso un grande riconoscimento va allo scrittore per aver analizzato la figura di Caligola tanto attraverso le fonti antiche, quanto negli scritti e nelle teorie degli studiosi moderni. Questo sovrano, strano e tanto dibattuto, dagli antichi viene disprezzato e definito folle per le sue gesta, trasformandolo così, nei secoli fino ad oggi, come una figura ostile, negativa e oscura. Va ricordato però che, gli stessi autori latini che si sono premurati di eleggersi a testimoni e giudici di una verità celata, appartengono al ceto sociale disprezzato e danneggiato da Caligola. Soltanto recentemente e attraverso studi moderni, l’imperatore Gaio Giulio Cesare ha avuto una nuova connotazione. Come ci descrive magistralmente Franco Forte, va vista nella sua pazzia l’opposizione e il dissenso nei confronti di una politica marcia e corrotta, giostrata da un ceto sociale che lui stesso condanna. Quindi non folle, bensì geniale nel vituperare e screditare agli occhi di tutti l’aristocrazia. A tal proposito va ricordato un evento particolare, quello in cui Caligola elegge a senatore il suo cavallo, non per diletto, ma per dimostrare a tutti che il Senato è ormai divenuto un luogo vizioso e alterato. Altro elemento importante nella vita del sovrano è il suo rapporto con le donne del suo casato: da Livia, bisnonna e moglie di Augusto, ad Antonia, nonna, a sua madre Agrippina, fino a giungere a una delle persone che lui stesso tiene in alta considerazione, sua sorella Drusilla.

Lo stile è diretto, accattivante, ed elegante. La narrazione è in prima persona e il lettore si ritrova direttamente immerso nelle vicende che caratterizzarono la vita del princeps, riuscendo così ad immedesimarsi nelle scelte ardue che fu costretto a compiere. Un'interpretazione originale e profondamente psicologica di uno degli imperatori che fece tribolare l’impero.

L'AUTORE
Nato a Milano nel 1962, Franco Forte cura le collane da edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori, Segretissimo, Urania) ed è considerato uno dei più importanti autori italiani di romanzi storici. Molti dei suoi romanzi sono stati pubblicati da Mondadori. Tra questi i due titoli della serie 'Il romanzo di Roma' Carthago (2009) e Roma in fiamme (2011), i gialli storici con protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna Il segno dell'untore (2012) e Ira Domini ' Sangue sui Navigli (2014) e Gengis Khan ' Il figlio del Cielo (nuova edizione 2014). Ha inoltre lavorato per la televisione, come autore delle serie 'Distretto di Polizia' e 'RIS: Delitti imperfetti' e dei film TV 'Giulio Cesare' e 'Gengis Khan'.

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