1 aprile 2013

Recensione: L'IPNOTISTA di Lars Kepler

Titolo: L'ipnotista
Autore: Lars Kepler
Editore: Longanesi
Pagine: 594
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo copertina: 9,90 €


Recensione a cura di Beatrice Pagan

La coppia composta da marito e moglie, che firma le proprie opere con lo pseudonimo Lars Kepler, è riuscita a dare vita a una storia intrigante che appassiona il lettore, nonostante nella seconda metà il romanzo perda leggermente di credibilità e affretti in modo rapido la soluzione dei casi narrati.
Nella città di Tumba, in Svezia, viene compiuto un sanguinoso triplice omicidio in cui quasi tutta la famiglia Ek viene sterminata, lasciando in fin di vita il figlio Josef. L'ispettore Joona Linna si interessa immediatamente al caso e capisce prima di tutti gli altri che non si tratta di un regolamento di conti.

L'Ipnotista: una scena del film
Nel timore che il killer stia cercando la figlia maggiore della coppia uccisa, Linna chiede aiuto al dottor Erik Maria Bark, che in passato era uno dei più famosi ipnotisti del paese, per cercare di ottenere un identikit del colpevole dall'unico testimone oculare, Josef, ferito gravemente nell'agguato. Il dottore ha però smesso di effettuare questo tipo di procedure dieci anni prima, dopo un evento che aveva messo a rischio la sua carriera e vita personale. La decisione di aiutare le indagini innescherà una serie di eventi che lo coinvolgeranno da vicino, mettendo a rischio la moglie e il figlio che soffre di emofilia, mentre il detective deve affidarsi al suo intuito e alle proprie capacità investigative per risolvere entrambi i casi.

L'Ipnotista: una scena del film
Lo stile scorrevole e intrigante dei due autori fa immergere immediatamente il lettore in un mondo ricco di dettagli e animato da personaggi ben costruiti. Gli autori sono riuscito a intrecciare con sapienza l'omicidio e la seconda dimensione narrativa, quella che vede l'ipnotista alla disperata ricerca del figlio rapito misteriosamente, lottando contro il tempo che scorre e potrebbe decretarne la morte. Questa struttura ben calibrata, però, nei capitoli finali del romanzo subisce un po' la pressione di dover mantenere viva l'attenzione su entrambe le situazioni. L'ipnotista riesce a superare questo calo di credibilità degli eventi grazie a dei protagonisti costruiti con molta cura. Erik Maria Bark sa catalizzare su di sé la curiosità per scoprire qualcosa di più sull'originalità della professione e sui pazienti che ha provato ad aiutare in passato, ma anche i mondi della moglie e del figlio possiedono una buona dose di dettagli che permettono di comprenderli al meglio e, in un certo senso, fare il tifo per loro. Il rapporto famigliare è complesso e gli eventi tragici fanno emergere le difficoltà e le paure che animano il matrimonio tra il medico e Simone, ma anche le inquietudini di Benjamin, adolescente che ha dovuto fare i conti fin da bambino con una malattia potenzialmente mortale e due genitori dal rapporto incrinato a causa di un tradimento mai perdonato. Un'attenzione maggiore l'avrebbero meritata, invece, il padre di Simone, Kennet, e Aida, la ragazza di Benjamin. Di questi due personaggi si suggerisce molto, ma non ci si addentra mai veramente in qualche aspetto che li riguardi da vicino.

L'Ipnotista: una scena del film
Gli scrittori sono riusciti a nascondere i diversi indizi con bravura nei flashback del lavoro di Erik e l'identità dei colpevoli rimane un mistero fin quasi la rivelazione conclusiva. Il libro sa creare un'atmosfera molto intensa, viaggiando nelle menti dei protagonisti e non edulcorando mai le immagini più violente e truci, analizzate nel modo più obiettivo possibile rispettando il punto di vista dei detective. Il personaggio di Joona Linna presenta delle caratteristiche che lo rendono interessante e suscitano la curiosità di scoprire qualcosa in più sulla sua vita privata e sul suo passato, elementi che nel libro vengono solo accennati per gettare le basi a una serie di romanzi a lui dedicati.

L'Ipnotista: una scena del film
L'ipnotista è un buon thriller che sa condurre con facilità il lettore in una realtà distante e fredda, mescolando con bravura una struttura tradizionale da poliziesco con una trama che sfrutta molte situazioni e atmosfere diverse, senza dimenticare di esplorare una dimensione famigliare mai fonte di sicurezza, ma piuttosto di dolore, gelosia e paure. Lo sforzo di collegare negli ultimi capitoli i tanti, forse troppi elementi, si nota, ma non priva il romanzo della sua piacevolezza per chi ama un buon giallo secondo i canoni nordici resi famosi da Stieg Larsson.

L'AUTORE
Lars Kepler è lo pseudonimo dei coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril. Vivono a Stoccolma con le loro tre figlie, a pochi metri dalla centrale di polizia. Sono appassionatissimi di cinema e da quando si conoscono guardano almeno un film al giorno. Entrambi sono scrittori, ma nel 2009 hanno deciso di sospendere momentaneamente le loro carriere separate per provare a scrivere un romanzo insieme. Ne è nato il caso editoriale europeo del 2010, L’ipnotista, il romanzo che ha scalzato dalla vetta delle classifiche svedesi la trilogia di Larsson, vendendo oltre 200.000 copie in Italia; sarà presto un film diretto da Lasse Hallstrom.

Dall'11 aprile nelle sale anche l'omonimo film
diretto da Lasse Hallström
con Tobias Zilliacus, Mikael Persbrandt, Lena Olin, Helena af Sandeberg, Oscar Pettersson, Anna Azcarate, Jonatan Bökman, Jan Waldekranz  


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