Recensione: Montgomery Bonbon. Mistero a Palazzo, di Alasdair Beckett-King con le illustrazioni di Claire Powell

Titolo
: Montgomery Bonbon. Mistero a Palazzo
Autore: Alasdair Beckett-King, Claire Powell
Editore: Lapis
Pagine: 288
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 13,50 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Montgomery Bonbon. Mistero a Palazzo è il terzo capitolo della serie ideata da Alasdair Beckett-King, autore che ha trovato una formula narrativa rara e sorprendentemente efficace: unire il giallo classico alla commedia più surreale, costruendo storie capaci di conquistare allo stesso modo giovani lettori e adulti appassionati di misteri. In queste pagine convivono infatti l'omaggio ai grandi whodunit della tradizione britannica, l'umorismo nonsense tipicamente inglese e un'avventura dal ritmo serrato che non concede tregua. Al centro della vicenda troviamo ancora una volta Bonnie Montgomery, dieci anni, una passione smisurata per le indagini e un segreto che nessuno sembra in grado di intuire: sotto i baffi finti, il berretto e l'accento francese improbabile del celebre investigatore Montgomery Bonbon si nasconde proprio lei. Ad accompagnarla c'è il fidato nonno Banks, assistente, fotografo di scene del crimine e complice perfetto di ogni sua impresa. Questa volta Bonnie e il nonno vengono incaricati di consegnare un misterioso pacco a Palazzo Adderstone, una gigantesca dimora immersa nella brughiera. Già dalle prime pagine si percepisce l'atmosfera da grande classico del mistero: una magione isolata, corridoi infiniti, passaggi segreti, stanze dai nomi eccentrici, un proprietario ambiguo e una serie di ospiti che sembrano avere tutti qualcosa da nascondere. Il destinatario del pacco è Fergus Croke, ex criminale diventato ricchissimo, personaggio carismatico, teatrale e assolutamente imprevedibile. Nel pacco si trova un diamante leggendario, una gemma di valore inestimabile che dovrebbe entrare a far parte della sua eredità. Croke ha infatti riunito i suoi apprendisti – una rapinatrice di banche, una scassinatrice, un illusionista e altri collaboratori dai trascorsi tutt'altro che limpidi – per decidere chi sarà il suo successore. Ma il piano salta immediatamente. Fergus Croke viene assassinato nella casa delle scimmie e il diamante sparisce. Da quel momento prende avvio un'indagine che intreccia cacce al tesoro, alibi apparentemente perfetti, depistaggi, passaggi segreti, rivalità personali e una lunga serie di sospettati, tutti dotati delle competenze necessarie per commettere il delitto.


Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio la costruzione del cast. Beckett-King popola Palazzo Adderstone di personaggi eccentrici e memorabili, ognuno caratterizzato da un talento particolare e da una personalità ben definita. Naomi Igarashi, impulsiva e amante degli esplosivi; Daniel Devant, illusionista e borseggiatore; Frankie Novak, abilissima scassinatrice; la severa signora Muggins; l'immancabile ispettore Sands, incapace di guadagnarsi la fiducia dei lettori quanto quella dei protagonisti. Nessuno è davvero innocente, nessuno è completamente affidabile e proprio per questo il gioco investigativo risulta particolarmente divertente. Accanto all'indagine trova spazio anche il rapporto tra Bonnie e Dana Hornville, amica brillante e intuitiva che in questo volume assume un ruolo più importante. La loro amicizia attraversa momenti di tensione e gelosia che aggiungono spessore emotivo alla storia senza rallentarne il ritmo. Beckett-King dimostra ancora una volta di saper raccontare i sentimenti e le insicurezze dell'infanzia con leggerezza e autenticità. Il vero punto di forza del libro resta però la scrittura. Lo stile dell'autore è brillante, rapido e irresistibilmente ironico. Ogni pagina è attraversata da giochi di parole, battute, osservazioni assurde e situazioni al limite del grottesco che riescono a strappare sorrisi continui. L'umorismo non nasce soltanto dai dialoghi, ma anche dalla voce narrante, che commenta gli eventi con una comicità elegante e mai banale. È una scrittura che si diverte e che invita il lettore a divertirsi insieme a lei. Eppure, dietro l'apparente leggerezza, il romanzo possiede una struttura gialla sorprendentemente solida: gli indizi sono disseminati con attenzione, i falsi sospetti funzionano e la soluzione finale risulta credibile senza essere prevedibile.


L'ambientazione merita una menzione particolare. Palazzo Adderstone è molto più di uno sfondo: diventa un vero personaggio della storia. La brughiera avvolta nella nebbia, la villa gotica dalle guglie appuntite, il cortile delle scimmie, le sale interminabili e i corridoi labirintici evocano immediatamente la grande tradizione del mystery inglese, da Agatha Christie alle più celebri storie ambientate nelle country house. Beckett-King si diverte a giocare con questi elementi classici, li omaggia e allo stesso tempo li parodizza, creando un equilibrio perfetto tra suspense e comicità. Fondamentale è anche il contributo delle illustrazioni di Claire Powell. I suoi disegni in bianco e nero non si limitano ad accompagnare il testo, ma ne amplificano continuamente l'umorismo e l'atmosfera. I personaggi assumono espressioni caricaturali irresistibili, le scimmie diventano protagoniste di scene esilaranti e la magione acquista un fascino ancora più gotico e misterioso. Le tavole contribuiscono a rendere la lettura dinamica e coinvolgente, trasformando il libro in un'esperienza narrativa completa. Montgomery Bonbon. Mistero a Palazzo è un giallo per ragazzi intelligente, divertente e costruito con grande cura. Un romanzo che riesce nell'impresa non semplice di far convivere omicidi, investigazioni, inseguimenti e colpi di scena con una comicità costante e mai forzata. È un libro che parla di amicizia, collaborazione e fiducia, ma soprattutto del piacere di osservare, dedurre e lasciarsi sorprendere. Una lettura che diverte dall'inizio alla fine e che conferma Montgomery Bonbon come una delle detective più originali e simpatiche della narrativa per ragazzi contemporanea.

Beckett-King Alasdair, comico, scrittore pluripremiato e regista, metà inglese metà scozzese, nel 2012 ha conseguito una laurea in Politica e un Master in Giornalismo. Ha scritto per la radio della BBC, è ideatore di videogiochi e ha creato numerosi sketch virali per i social, pubblicati sul suo canale YouTube. Nel 2017 ha vinto il New Act of the Year Show, uno dei premi più prestigiosi nel mondo della commedia britannica.

Powell Claire, artista estremamente versatile, ha un talento per creare personaggi pieni di emozione e personalità con l’uso del disegno e delle tecniche tradizionali. Il romanzo da lei illustrato, La famiglia Switfs, di Beth Lincoln, è stato un bestseller immediato per il New York Times, mentre i libri realizzati con Kes Gray e Simon Farnaby hanno raggiunto le vette delle classifiche nel Regno Unito.

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