17 novembre 2019

Il trailer ufficiale de "L'immortale", diretto e interpretato da Marco D'Amore. Al cinema dal 5 dicembre

Vision Distribution e Cattleya presentano il trailer de L'immortale, l’atteso film per il cinema che segna il ritorno di Ciro Di Marzio, il personaggio reso celebre da “Gomorra”, serie originale Sky prodotta da Cattleya e Fandango in collaborazione con Beta Film, e interpretato da Marco D’Amore, qui al suo esordio nella regia cinematografica. Il film è una produzione Cattleya - parte di ITV Studios - con Vision Distribution in collaborazione con SKY, TIMVISION e Beta Film e uscirà nelle sale il 5 dicembre 2019 distribuito da Vision Distribution. 

Il trailer prende il via lì dove si concludeva la terza stagione: il corpo di Ciro sta affondando nelle acque scure del Golfo di Napoli dopo il colpo di pistola che gli ha sparato l’amico fraterno Genny. E mentre sprofonda sempre di più, i suoni attutiti dall’acqua si confondono con la sua voce fuori campo: “Nella vita non devi avere paura di niente, nemmeno di morire”. Poi il suo corpo appare su una barella: è vivo. “Allora è vero quello che si dice, l’Immortale non lo uccide nessuno” sentenzia la voce di Don Aniello. Ed è proprio quest’ultimo a offrirgli una nuova vita lontano da Napoli. Da quel momento, sulle note della cover "Don't You Forget About Me" di Stephen Barton feat. Kelsy Karter, si alternano le immagini dell’infanzia di Ciro e della sua educazione criminale e sentimentale nella Napoli degli anni 80 e quelle della sua nuova vita alle prese con un nuovo business criminale nell'Est Europa e con uno spietato boss della mafia russa. “Non ho paura di morire perché sono già morto" dice Ciro mentre avanza tra le fiamme dell'ennesima guerra per il potere. 

L'immortale non è solo un’opera cinematografica ma un nuovo capitolo che si integra completamente in “Gomorra” e fa da ponte tra la quarta e la quinta stagione. Un progetto crossmediale e innovativo attraverso il quale, per la prima volta in assoluto nella storia della serialità, un film a sé stante diventa anche un segmento del racconto a cavallo tra le due stagioni di una serie tv.

La ladra di frutta, Innamorarsi a Virgin River e altre novità in libreria dal 21 novembre

Titolo: La ladra di frutta
Autore: Peter Handke
Editore: Guanda
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 20,00 €


Ad aprire questo libro di Peter Handke, definito dall'autore stesso «Ultimo Epos», è una puntura d'ape, la prima dell'anno, che in una giornata di mezza estate rappresenta per lui un segnale. È il momento di lasciare la «baia di nessuno», la casa nei pressi di Parigi, per mettersi in cammino verso la regione quasi disabitata della Piccardia, ripercorrendo l'itinerario compiuto, in un passato non meglio definito, dalla ladra di frutta. La ragazza - un personaggio sfuggente, dai tratti leggendari - «afflitta dalla smania di vagare» e incline a scartare dalla strada maestra per «sgraffignare» e assaporare i frutti di orti e frutteti, è partita invece con un intento preciso: ritrovare la madre, scomparsa da circa un anno dopo aver lasciato senza preavviso il suo posto di dirigente in una banca. Il viaggio della ladra di frutta e quello del narratore finiscono per sovrapporsi, per confondersi, per specchiarsi l'uno nell'altro: una serie di peripezie, incontri, folgorazioni ispirate dal contatto con la natura, che culminano in una grande festa. E questa sarà un approdo e un ricongiungimento, ma anche l'occasione per celebrare il vagare, l'erranza fine a se stessa, tutte quelle deviazioni dal tracciato che regalano visuali e doni inaspettati, come i frutti presi di soppiatto dai frutteti altrui. Il «semplice viaggio nell'entroterra» è ricco di rivelazioni e scoperte, e diventa, o forse è sempre stato, anche un percorso interiore.

Titolo: Wolf Solent
Autore: John Cowper Powys
Editore: Corbaccio
Pagine: 690
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 24,00 €

Wolf Solent è la storia di un giovane uomo che torna da Londra a Ramsgard, un piccolo paese del Dorsetshire, dove il padre ha insegnato storia per anni. Qui Wolf scopre un mondo di pagano splendore e di «chiusura insulare» accentuata da vecchi scandali e risentimenti. E qui Wolf incontra due donne, Gerda e Christie, diverse ma per lui ugualmente necessarie. Complesso, romantico, ironico, Wolf Solent unisce una fine descrizione dei desideri e delle follie umane a una spietata analisi della società, alla contemplazione quasi estatica della bellezza della natura.               
Titolo: Il villaggio
Autore: Ivan Bunin
Editore: Corbaccio
Pagine: 286
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 18,00 €

Il villaggio, scritto dal premio Nobel per la letteratura Ivan Bunin, è un ritratto potente della vita rurale nella Russia meridionale ambientato all’epoca della rivoluzione del 1905. Attraverso le vicende dei fratelli Tikhon e Kuzma, figli di un bottegaio e discendenti da una famiglia di servi della gleba, Bunin mette in scena la vita di un villaggio, che è poi la vita di tutta la Russia perché «la Russia, tutta la Russia, non è che un villaggio». E ne emerge un quadro dipinto nelle tinte opache della neve sporca, dei colori spenti dei campi bagnati da una pioggia incessante e delle abitazioni miserabili degli abitanti del paese. Tikhon, arraffone e grezzo, è riuscito ad arricchirsi con il commercio, ma soffre per la mancanza di un figlio; Kuzma invece, apparentemente dotato di qualche talento letterario, vive in miseria dandosi al bere, finché non viene chiamato dal fratello come sorvegliante di una sua tenuta. Né l’uno né l’altro sono felici e nessuno dei due è meglio dell’umanità che li circonda: mercanti, funzionari, padroni, prostitute, vagabondi, monaci, pezzenti e soprattutto contadini, un’umanità dolente, crudele e attaccabrighe, religiosa solo per paura del castigo divino. Un popolo immutabile in quello che sembra un eterno presente, apparentemente impermeabile all’inizio dei movimenti rivoluzionari che, nell’immensità della campagna russa, risuonano solo come tuoni lontani. Scritto in una prosa asciutta e precisa, Il villaggio è un romanzo lucido e implacabile che ha suscitato alla sua pubblicazione un certo scandalo in patria e diviso la critica, ma che si è affermato universalmente come uno dei capolavori della letteratura russa, definito da Gide «l’opera più potente della letteratura russa del Ventesimo secolo».

Titolo: Bodacious. Il gatto pastore
Autore: Suzanna Crampton
Editore: HarperCollins Italia
Pagine: 288 ill.
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 18,00 €

Per molti versi, Bodacious è un gatto come gli altri, indipendente, schizzinoso e molto sicuro di sé. Niente gli piace come appallottolarsi e sonnecchiare vicino alla cucina Aga. Ma diversamente dagli altri suoi simili ha un lavoro piuttosto bizzarro: è un gatto pastore. Questo commovente memoir è la cronaca degli alti e bassi della vita nell'idilliaca campagna irlandese, con tutto ciò che questo implica: svegliarsi all'alba, lavorare sodo, intrattenere gli altri animali della fattoria e avere a disposizione cibo da far venire l’acquolina in bocca. Con le sue stesse parole (miagolando, per essere precisi), Bodacious ripercorre un anno della sua vita di gatto pastore, raccontandoci la propria esperienza nel radunare il gregge, le storie sulla stagione dell’accoppiamento, e le incredibili avventure che ha vissuto. 


Titolo: Innamorarsi a Virgin River
Autore: Robyn Carr
Editore: HarperCollins Italia
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 9,90 €

Al termine di una piovosa sera autunnale, John Middleton, detto Preacher, ha finito il suo turno nell'unica locanda presente nella tranquilla Virgin River; ma proprio quando sta per chiudere, sulla soglia compare una giovane donna col suo bambino, spaventata e scossa. John, nonostante i modi burberi, riesce a far breccia nelle paure di Paige e a scoprire che è in fuga dal marito violento. Senza la minima esitazione decide di prendere lei e il piccolo Christopher sotto la sua ala protettrice, in modo che nessuno possa più far loro del male. Ben presto, però, stando a stretto contatto, i due si accorgono che tra loro sta nascendo un sentimento e, quando la donna si trova nuovamente in una situazione di pericolo, Preacher non ha dubbi che valga la pena lottare per raggiungere la felicità più profonda.

Titolo: Il segreto del canto di Natale
Autore: Vanessa Lafaye
Editore: HarperCollins Italia
Pagine: 208
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 17,00 €

Mentre guarda una casa di bambola nella vetrina del negozio di giocattoli del signor Quoit, Clara Marley pensa che il suo desiderio più grande è sentirsi di nuovo parte di una famiglia. Come le piccole figurine dietro il vetro, avere un letto ben rifatto, una tavola apparecchiata per l’ora del tè, un papà e una mamma da abbracciare. Ma questo ormai non può più succedere perché Clara e Jacob Marley sono tragicamente rimasti orfani e vivono di espedienti per le strade della Londra di inizio Ottocento, rubacchiando un tozzo di pane tra i rifiuti delle osterie e dormendo, quando sono fortunati, all’ospizio dei poveri. Ogni notte, prima di addormentarsi, Jacob, il fratello maggiore, abbraccia la sorella e le promette: “vedrai domani andrà meglio”. E proprio per mantenere la sua promessa, quando gli si presenta l’occasione, la coglie senza pensarci un attimo, anche se il prezzo da pagare è troppo alto. E così, negli anni, Jacob intraprende un cammino che lo porta a diventare socio in affari di Ebenezer Scrooge. Ogni giorno che passa Jacob costruisce una fortezza fatta di denaro per tenere il resto del mondo fuori e diventare sempre più arido. Solo Clara può salvarlo dall’orribile destino che lo attende se non permetterà all’amore e alla gentilezza di albergare di nuovo nel suo cuore… Vanessa Lafaye ricrea con maestria le atmosfere del capolavoro di Dickens e ci racconta la storia di uno dei suoi personaggi più misteriosi, il socio in affari di Ebenezer Scrooge. Il segreto del Canto di Natale è stato un piccolo caso editoriale in Inghilterra ed è anche una storia commovente di amicizia e solidarietà. L’autrice infatti è scomparsa prima di poterlo finire e la sua migliore amica, Rebecca Mascull, ne ha raccolto il testimone. Vanessa Lafaye ricrea con maestria le atmosfere del capolavoro di Dickens e ci racconta la storia di uno dei suoi personaggi più misteriosi, il socio in affari di Ebenezer Scrooge. Il segreto del Canto di Natale è stato un piccolo caso editoriale in Inghilterra ed è anche una storia commovente di amicizia e solidarietà. L’autrice infatti è scomparsa prima di poterlo finire e la sua migliore amica, Rebecca Mascull, ne ha raccolto il testimone. 

16 novembre 2019

La recensione in anteprima di "Un giorno di pioggia a New York", il nuovo film di Woody Allen al cinema dal 28 novembre


Recensione a cura di Mario Turco

In merito a "Un giorno di pioggia a New York" di Woody Allen, in uscita nelle sale italiane dal 28 Novembre distribuito da Lucky Red, leggerete la solita sequela di invettive riassumibile in un'unica macro-accusa. Che sarebbe più o meno questa: la cadenza annuale con cui il regista statunitense si ostina a far uscire le sue opere ne dissipa la fertile inventiva disperdendola in rivoli esilissimi. Il discorso in realtà è meno semplice di quello che è diventato un pigro modo di visionare le opere del maggiore umorista vivente. "Un giorno di pioggia a New York" mostra come ad essere friabili siano questi discorsi critici, basati su meri dati anagrafici-biografici da cui si vuol principalmente far desumere la vetustà e il ripiegamento dell'occhio allenniano. Il corpus delle sue opere è un monolite solo apparentemente contrario alla rifrazione dell'attualità ma che in realtà ne viene continuamente e intelligentemente attraversato pur mantenendo il solido nucleo di base. Anche in quest'ultimo film Allen sembra immergere la sua penna nel ginepraio sentimentale in cui si diverte a immaginare i suoi borghesissimi protagonisti. Il giovane Gatsby Welles, interpretato da un Timothèe Chalament che sembra nato per essere il prossimo pupillo del regista, è diviso tra la passione per la bella ed ingenua Ashleigh e la conturbante Chan. Un altro triangolo amoroso a prima vista, di nuovo tra due figure agli antipodi ed entrambe ugualmente ammalianti, per di più ambientato nella New York a cui periodicamente tornare per godere della sua pioggia e dei suoi fumi di scarico. In questa quarantennale perpetuazione del canovaccio Allen col passare degli anni ha voluto costruire una specie di composizione musicale in cui inserire ad ogni film variazioni minime che alzino od abbassino di un solo tono il tema principale. O se si vuole restare al cinema i film di Allen debbono essere oramai analizzati come fossero un genero autonomo. 


In questo senso "Un giorno di pioggia a New York" funziona sia come episodio singolo che soprattutto all'interno del filone in cui è inserito. Impossibile in tal senso non vedere nella depressione artistica di Rolland Pollard il cantore del carsico pessimismo dell'autore ebreo o nella spregiudicatezza latina di Francisco Vega il modello maschile a cui il piccoletto ebreo con gli occhiali scherzosamente ha finto di voler aspirare nel corso di tutta la sua carriera. In questo ri-attraversamento autarchico dei suoi topoi cinematografici, "Un giorno di pioggia a New York" riesce a scrollarsi di dosso la pesantezza della lunga camminata e ad ottenere una freschezza battutistica che si esplica in dialoghi meno ingessati rispetto alla recente produzione. L'aver rinunciato alla componente auto-rappresentativa a favore di una specie di delega giovanilistica rappresentata da protagonisti mai forse così gioiosamente spettinati di fronte alla vita (e per una volta l'unica donna anziana del film saprà riscattare la sua meschinità di vedute con un colpo di scena memorabile e, splendido eccesso, dal risvolto tipicamente alleniano), porta un brio che rende partecipe anche lo spettatore a cui si demanda similare immedesimazione. 


Come forse non mai, "Un giorno di pioggia a New York" assume i toni della favola (moderna): tra interni di abbacinante bellezza, bohemienne giocatori di poker, attori fedifraghi e la magica visione di Central Park filtrata dalla fotografia di Vittorio Storaro (che continua gli sperimentalismi sui cambiamenti di luce naturale all'interno della stessa inquadratura già iniziati con "La ruota della meraviglie - Whonder Wheel") veniamo catapultati all'interno del macrocosmo culturale alleniano. Già, perché a partire dalla scelta del nome del protagonista che nel suo doppio omaggio non finge nemmeno di voler filtrare i riferimenti, il film si smarrisce volutamente tra gite ai musei, salotti letterari e continue chiacchiere piene di sofisticherie. L'angst adolescenziale dei personaggi si tinge così di reminiscenze e colori altrui e così facendo Allen rende bene l'insicurezza di un'età dove i primi dolori sembrano così definitivi da doversi poggiare a quelli di esempi illustri per non soccombervi. Se si sta al patto finzionale screziato di magia che richiede, "Un giorno di pioggia a New York" rappresenta uno dei migliori lavori del regista di "Manhattan" e che lo cristallizza ancora di più nell'empireo dei grandi del Novecento.

Tre piccole bugie, Il destino di una famiglia, Il club P.S. I love you e altre novità in libreria dal 19 novembre

Titolo: Tre piccole bugie
Autore: Laura Marshall
Editore: Piemme
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 18,90 €


Difficile pensare a che cosa sarebbe stata la tua vita senza Sasha North, la fascinosa, carismatica cattiva ragazza che ha plasmato la tua adolescenza. Un'amicizia pericolosa, certo. Oggi forse puoi chiamarla così. Eppure ti sei sempre sentita così bene a essere sua amica, a essere illuminata da lei e dalla sua luce speciale. Eccome se ha cambiato la tua vita, Sasha North. Ma adesso lei è scomparsa. All'improvviso, senza lasciare tracce. Ti sei svegliata nell'appartamento di Londra che condividete e non l'hai trovata. Sembra svanita nel nulla. Gli altri, quelli che la conoscono meno bene di te, diranno che è scappata volontariamente, che non vuole farsi più trovare. Ma tu la sai più lunga. In fondo vi conoscete da quando eravate ragazzine, quando Sasha e la sua famiglia portarono vitalità e colore nella vita tua e dei tuoi amici. Finché quella notte maledetta tutto cambiò. E tu sai esattamente cosa successe quella notte. Sai quali sono i tre piccoli grandi segreti, le tre piccole grandi bugie che sconvolsero per sempre la vostra innocenza. E sai anche che c'è qualcuno che, dopo tutti questi anni, sta ancora cercando vendetta. Ma allora, se Sasha è scomparsa... vuol dire che la prossima sarai tu? Un thriller compulsivo, che vi farà rizzare i peli sulle braccia e che leggerete d'un fiato, perché nulla è più potente di una bugia. Anzi, tre.

Titolo: Olympo's Got Talent. Tre dee alla scuola media
Autore: Lia Celi
Editore: Piemme
Pagine: 384
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 15,00 €

Crono, il dispettoso dio del tempo, ha colpito ancora. Dopo aver mandato Atena, Artemide e Afrodite nel futuro, ha pensato bene di spedire due giovani mortali nel passato. E che passato! Amerigo e Ste, già con le Olympos Girls nella loro prima missione, si ritrovano nell'età di Pericle. All'ombra del Partenone in costruzione incontrano Stratonice, una ragazza molto avanti, che sogna di cambiare il mondo! E quello antico, di mondo, ricorda parecchio quello del futuro. Tra emergenze ambientali, oracoli oscuri come la dimora di Ade e fanciulle ribelli, i due dovranno chiedere aiuto alle loro dee preferite per tornare a casa. Ma prima dovranno dare un contributo al talent show più rivoluzionario dell'antichità, da cui sembra dipendere il destino dell'intera umanità.


Titolo: Iulia. Storia di un'imperatrice
Autore: Santiago Posteguillo
Editore: Piemme
Pagine: 656
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 19,90 €

197 d.C. È notte fonda quando Elio Galeno, medico personale della famiglia imperiale, decide di scrivere una pagina importante del suo diario. I segreti che conosce, le cose che ha visto, le battaglie cui ha assistito in anni e anni di vicinanza con le persone più potenti dell'impero: tutto viene registrato nel suo diario. Ma c'è una persona in particolare la cui storia Galeno vuole scrivere: Iulia Domna. La donna che passò, in soli dieci anni, dall'essere una sconosciuta adolescente nelle sconfinate province orientali a diventare augusta imperatrice, in un cursus honorum che nessuna donna ha mai potuto vantare nella storia dell'impero. Educata nel modo più raffinato, amante della poesia e della filosofia, sposa di Settimio Severo imperator , madre di Caracalla, fu mater senatus et patri æ (un titolo che non fu concesso neppure a Livia, moglie di Augusto), a consacrazione del suo posto speciale nelle gerarchie del potere imperiale. Ma non solo: Iulia, l'imperatrice filosofa, ebbe anche molti nemici, e dovette lottare sempre per proteggere se stessa e la sua famiglia.

Titolo: Cinque misteri per Natale
Autore: Irene Adler
Editore: Piemme
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 17,00 €

Il Natale si tinge di mistero nel salottino londinese di Briony Lodge e l'attesa della mezzanotte è l'occasione perfetta per raccontare di avventurose indagini e di intricati enigmi. Cinque casi apparentemente impossibili che solo l'abilità investigativa delle menti più brillanti saprà risolvere.

Titolo: Il destino di una famiglia
Autore: Marie Lamballe
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 19,50 €

Wiesbaden, 1945. La guerra è agli sgoccioli, e quando Hilde Koch riemerge dal rifugio antiaereo dopo l'ultimo, devastante bombardamento che ha messo in ginocchio la sua città, stenta a credere alla sua fortuna: il Café Engel è ancora lì al suo posto, un po' ammaccato ma è lì, come se un miracolo avesse voluto salvare dalla distruzione la caffetteria dei suoi genitori, quel posto a un passo dal Teatro dell'Opera da sempre pieno di vita, frequentato da cantanti, attori, musicisti, direttori d'orchestra. E allora contro ogni buon senso, perché ora, nella Germania sconfitta e occupata dagli americani, è persino difficile trovare la polvere di caffè, la giovane Hilde si mette in testa di riaprire il locale. Per trasformarlo, in mezzo a tutta quella desolazione, in un'isola di speranza. Perché tutti, lì, di speranza hanno bisogno, a cominciare da lei che è rimasta sola dopo la partenza del soldato francese da cui aspetta un figlio. È un microcosmo straordinario, il Café Engel, una casa ritrovata per chi ha perso quasi tutto - che sia un tetto, o una gamba, o il senso del futuro. Come ogni casa è attraversata da risate improvvise, e un attimo dopo adombrata dalle sofferenze che non si riesce più a nascondere. Ma è pur sempre un approdo, nel deserto lasciato dalle macerie di questa cittadina di provincia; e verso le sue finestre illuminate, come attirati da una calda promessa che possa lenire l'orrore visto e scampato, si incamminano in tanti.

Titolo: Ti stavo pensando
Autore: Mattia Ollerongis
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 3,99 €

Era fatta per gli equilibri, non per i terremoti. Alla ricerca della persona giusta, di qualcuno che la ascoltasse per davvero o che semplicemente le dicesse: « Ti stavo pensando » . L'amore confonde, illude, manipola, ferisce, delude. E Greta lo sa bene. Quando Simone decide che tra loro è finita, il dolore la travolge e niente sembra poterla consolare, nemmeno le parole vuote delle amiche di sempre che la rivogliono allegra e spensierata. Ma non c'è un tempo per rinascere, non c'è un modo universale per guarire, ciascuno ha il suo. E quello di Greta ha un nome: Matteo. I due frequentano la stessa università ma s'incontrano per caso, nel bar in cui lei lavora, e da quel momento la vita cambia per entrambi. Con delicatezza, Matteo si fa spazio nel cuore di Greta e le offre una spalla su cui piangere, ascoltandola come nessun altro aveva mai fatto prima di allora. Mentre lui la sorprende con la sua silenziosa vicinanza, lei lo incanta con il suo sorriso che lo fa sentire leggero e spensierato. Ben presto però Greta, sempre alla ricerca del perfetto equilibrio, s'imbatterà di nuovo nell'ennesimo terremoto: Simone sembra essere tornato e Matteo nasconde qualcosa che agli occhi di lei pare un tradimento. Non tutti gli amori sono destinati a resistere a tutto: per alcuni, due cuori che battono all'unisono non sono abbastanza; per alcuni, bisogna vincere le paure per non precipitare.

Titolo: Il club P.S. I love you
Autore: Cecelia Ahern
Editore: DeA Planeta Libri
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 17,00 €

Sono passati sette anni dalla morte di suo marito Gerry, e Holly Kennedy ha finalmente ritrovato un po' di serenità. Ora che ha un nuovo lavoro e una persona speciale è entrata nella sua vita, è ben decisa a lasciarsi il passato alle spalle e a guardare avanti, sempre e soltanto avanti. Ma quando scopre che la storia sua e di Gerry ha ispirato la nascita di uno strano fan club, il ricordo dei momenti più disperati minaccia di tornare a inghiottirla. Solo accettando di aiutare i membri del club "P.S. I love you" a dire addio a coloro che amano, Holly potrà capire che cosa desidera veramente. E scoprire il vero significato delle parole ricordo, passato, amore. E, soprattutto, futuro. Quindici anni dopo "P.S. I love you", la storia si arricchisce di un nuovo capitolo.

Titolo: La leggenda del cigno d'argento
Autore: Sir Steve Stevenson
Editore: DeA 
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 12,90 €

Per una volta le feste di Natale a Mistery House sono trascorse in tutta tranquillità. Niente casi urgenti da risolvere, né liti tra parenti. Ad Agatha e Larry non resta che rilassarsi, ma un'ultima visita li attende, imprevista quanto sgradita: è Morton Mistery, lo zio che ha tradito la famiglia per darsi al crimine e che ora ha bisogno del loro aiuto. Qualcuno, infatti, sta cercando di incastrarlo, incolpandolo del furto di un prezioso cigno d'argento. E Agatha e Larry non possono fare altro che assecondarlo, perché lo zio ha in serbo per loro un terribile ricatto. Inizia così una corsa contro il tempo che porterà i due cugini in giro per i più misteriosi e affascinanti castelli inglesi, in compagnia del loro peggior nemico.                       

15 novembre 2019

La compagnia Fucina Zero porta in scena lo spettacolo “Cucina buona in tempi cattivi", al Teatro Studio Uno dal 21 al 24 novembre

In scena al Teatro Studio Uno dal 21 al 24 novembre la compagnia Fucina Zero con lo spettacolo “Cucina buona in tempi cattivi” scritto da Francesco Battaglia e diretto da Matteo Finamore, protagonisti gli attori Andrea Carriero, Lorenzo Guerrieri, Paolo Madonna, Sara Giannelli.

Inverno 1940. Mussolini, nel famoso discorso del 18 novembre, dichiarò: ‘’Spezzeremo le reni alla Grecia’’. A migliaia vennero strappati dalle loro case, dai loro mestieri, dalle loro radici: Guido, un giovane cuoco, è uno di questi. Non combatterà in prima linea, sul campo di battaglia, ma cucinerà alle dipendenze dell’esercito fascista. Durante il servizio si troverà a passare per varie cucine e preparare pasti per altre bocche da sfamare, da cui spesso fuggire. L’unico obiettivo è tornare a casa, Villa Santa Maria, per ricongiungersi alla sua famiglia, alle sue radici, alla sua cucina.

“Cucina Buona in tempi cattivi” nasce dalla necessità di raccontare la storia di un soldato osservata da un punto di vista nuovo: quello del cuoco. L'orrore della guerra, raccontato e rappresentato più volte, è qui spiato con le lenti inconsuete della cucina. Guido prima di essere un soldato è un cuoco, ma nonostante non viva mai la prima linea del campo di battaglia, respira comunque lo strazio di quegli anni. Tutti i personaggi che il protagonista incontrerà durante la vicenda saranno rappresentati dagli altri tre attori che si alterneranno in più di dieci ruoli in una sorta di girandola di voci, dialetti, lingue e culture (anche culinarie). Nello spettacolo non c'è nessun tentativo di totale mimetismo o iperrealismo scenico e gli stessi attori non usciranno mai veramente dal palco, i loro cambi saranno visibili e la trasformazione nei vari personaggi avverrà dichiaratamente davanti allo sguardo del pubblico. L'avventura di Guido è un viaggio, una fuga, un tentativo di ritornare a casa, così da potersi finalmente spogliare della divisa e indossare nuovamente gli abiti civili e il grembiule da cucina. “Cucina Buona in tempi cattivi” può essere definita un'odissea moderna in cui il “tornare a casa” non si esaurisce nell'accezione geografica del termine ma che si configura come una continua lotta esterna e interna nel tentativo di ritrovare, durante lo scempio di un conflitto mondiale, l'odore e il sapore di “casa”.

“Cucina buona in tempi cattivi” 21-24 novembre 2019
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00


Recensione: I grigi, di Guido Sgardoli

Titolo: I grigi
Autore: Guido Sgardoli
Editore: DeA
Pagine: 321
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 14,90 €


Recensione a cura di Luigi Pizzi

Luglio, 1986. A bordo del vecchio Transit, Angelo e suo padre Pietro raggiungono la località di Cavazza, dove quest'ultimo ha affittato una casa tra i boschi apparentemente per trascorrere una tranquilla vacanza. Angelo tuttavia, fin da subito ha il sospetto che lo scopo sia un altro: suo padre infatti da tanti anni è alla ricerca dei Grigi, ovvero forme di vita extraterrestre, motivo per il quale i due sono continuamente in viaggio, sospinti dai diversi avvistamenti. Sospetti che trovano conferma quando, non appena giunti alla locanda "Ai Tre Pini" Angelo si trova a parlare con un vecchio signore che farfuglia di misteriose luci sulla montagna. De facto, non appena giunti nella vecchia e puzzolente casa nel bosco, Pietro inizia a montare le sue bizzarre attrezzature mentre Angelo scopre che l'odore nauseante proviene dallo sgabuzzino in cui si cela un misterioso buco. In concomitanza con la strana scoperta, Angelo inizia a perdere sangue dal naso. Sarà solo il primo di inspiegabili episodi. Prima infatti il ragazzo scopre che dallo sgabuzzino provengono anche delle luci, e poi inizia a sentire voci nella sua testa che lo invitano a "non farli uscire" e "liberare il guardiano". In più suo padre, dopo la scoperta del buco non sembra più lo stesso e trascorre le intere giornate ad allargare lo stesso.

Non sapendo con chi confrontarsi, Angelo decide di condividere le sue preoccupazioni con Claudia, la ragazza conosciuta nel bosco. Quest'ultima non solo decide di credere alle parole del ragazzo ma a sua volta condivide con lui un segreto: la scoperta di una pietra sferica gelatinosa che sembra contenere un uovo capace di cambiare forma e colore. Intanto, mentre Angelo e Claudia tentanto di venire a capo della intricata vicenda, gli avvistamenti delle luci aumentano, altri abitanti iniziano a scavare buchi, alcune scosse di terremoto scuotono la montagna e due falsi campeggiatori, approdati in cima alla montagna con strambe attrezzature, sembrano attendere un evento molto importante. Ma di cosa si tratta? E perché suo padre non sembra più lo stesso? Qual è la forza che spinge le persone a scavare? Che cosa vogliono esattamente le voci da lui? E cos'è quello strano oggetto che Claudia ha scoperto sulla sella di Col Quaternà?



Guido Sgardoli, affermato scrittore per ragazzi nonché vincitore del Premio Strega di categoria con il bellissimo romanzo "The Stone: La settima pietra", torna in libreria con un'avvincente avventura a metà strada tra fantascienza, horror e racconto di formazione. Prendendo spunto dalla letteratura e filmografia di genere, da "Incontri ravvicinati del terzo tipo" (citato nello stesso libro) a "E.T. l'extra-terrestre", Sgardoli elabora una storia originale che ha il pregio di creare sin dalle prime pagine la giusta atmosfera di suspense, inquietudine e attesa che spinge il lettore a seguire le avventure di Angelo col fiato sospeso. L'autore infatti, non si perde in lunghi preamboli ma entra subito nel cuore della vicenda, attivando pagina dopo pagina una lunga serie di interrogativi (misteriosi) a cui lo stesso protagonista vuole trovare le risposte. Inoltre, Sgardoli si rivela molto abile nel gestire le sottotrame che poi si intersecano su piani temporali diversi in un crescendo di pathos e colpi di scena. Per quanto riguarda i personaggi, l'autore non si sofferma tanto nel dare un aspetto nuovo e/o diverso ai Grigi, anzi al contrario in qualche modo cavalca l'immaginario collettivo, quanto a creare un legame tra i lettori ed Angelo, il giovane protagonista che da una parte ama ancora divertirsi con il Liquidator (oggetto che si rivelerà di grande utilità!), mettendo in mostra il suo lato infantile; dall'altra esibisce la giusta maturità per affrontare una situazione ben al di sopra della proprie possibilità, coadiuvato all'inizio solo dall'intraprendente e indomita Claudia. Particolarmente riuscita a mio avviso anche la figura del padre Pietro, che andando avanti con la stroria ricorda sempre più Jack Torrance di Shining.


Personalmente ho letto il libro tutto d'un fiato durante un viaggio in treno da Termoli a Milano, e alla fine, nonostante un epilogo per certi aspetti scontato, ho fatto davvero fatica a metterlo via. Tutto questo grazie ad una trama ben congeniata, ambientazioni affascinanti, una scrittura magnetica e personaggi a cui risulta impossibile non affezionarsi. Dunque un bel libro che entra di diritto tra le migliori letture dell'anno. Consigliato.

L'AUTORE
Guido Sgardoli è uno dei più famosi e premiati scrittori italiani di libri per ragazzi. Scrive per giornali, cinema e TV, ed è appassionato di disegno e scrittura. I suoi libri hanno venduto oltre trecentomila copie in tutta Italia e tra i suoi riconoscimenti vanta l’International Board on Books for Young People Italia (IBBY) per The Frozen Boy, il premio Bancarellino (nel 2012 con Eligio S. I giorni della ruota), il premio Andersen (nel 2012 come miglior scrittore dell’anno, nel 2015 con Il giorno degli eroi e nel 2018 con L’isola del muto) e il premio Strega Ragazze e Ragazzi, vinto nel 2019 con The Stone.

14 novembre 2019

Il trailer de "Il Peccato - Il Furore di Michelangelo", un film di Andrei Konchalovsky dal 28 novembre al cinema

Il Peccato – Il furore di Michelangelo è un kolossal d’autore, una grande produzione russo-italiana che Andrei Konchalovsly dedica a Michelangelo. Attraverso il racconto di un periodo della vita del genio del Rinascimento, il pluripremiato regista, riconosciuto a livello internazionale e due volte Leone d’Argento a Venezia, indaga un artista inarrivabile ma soprattutto un uomo in perenne ricerca, in lotta con i potenti del tempo, in conflitto con la sua famiglia e, soprattutto, con se stesso. Un film che mostra l’umanità più profonda del genio del Rinascimento attraverso i suoi dissidi, le sue debolezze e suoi demoni interiori e che rivela un Michelangelo inedito, autentico, inaspettato, lontano dall’immagine iconica e accademica dell’immaginario collettivo. Il Michelangelo che non ti aspetti.
 

Classifiche dei libri più venduti in Italia dal 4 al 10 novembre

CLASSIFICA GENERALE
  1. New La vita bugiarda degli adulti - Elena Ferrante (Edizioni E/O)
  2. New La misura del tempo - Gianrico Carofiglio (Einaudi)
  3. Una gran voglia di vivere - Fabio Volo (Mondadori)
  4. Lungo petalo di mare - Isabelle Allende (Feltrinelli)
  5. In cucina con voi! Tutte le nuove ricette di «Fatto in casa da Benedetta» - Benedetta Rossi (Mondadori Electa)
  6. New Prima che tu venga al mondo - Massimo Gramellini (Solferino)
  7. New Non fate i bravi. La testimonianza che ci ha lasciato - Nadia Toffa (Chiarelettere)
  8. New Diario di una schiappa. Giorni da brividi - Jeff Kinney (Il castoro)
  9. I leoni di Sicilia. La saga dei Florio - Stefania Auci (Nord)
  10. Il colibrì - Sandro Veronesi (La Nave di Teseo)
CLASSIFICA NARRATIVA ITALIANA
  1. New La vita bugiarda degli adulti - Elena Ferrante (Edizioni E/O)
  2. New La misura del tempo - Gianrico Carofiglio (Einaudi)
  3. Una gran voglia di vivere - Fabio Volo (Mondadori)
  4. I leoni di Sicilia. La saga dei Florio - Stefania Auci (Nord)
  5. Il colibrì - Sandro Veronesi (La Nave di Teseo)
  6. New Assassinio a Villa Borghese - Walter Veltroni (Marsilio)
  7. Il treno dei bambini - Viola Ardone (Einaudi)
  8. Non ti scordar di me. #Ops. Vol. 2 - Elisa Maino (Rizzoli)
  9. Questione di Costanza - Alessia Gazzola (Longanesi)
  10. New L'anno dei misteri. Un'indagine del commissario Bordelli - Marco Vichi (Guanda)
CLASSIFICA NARRATIVA STRANIERA
  1. Lungo petalo di mare - Isabelle Allende (Feltrinelli)
  2. Cercami - André Aciman (Guanda)
  3. New Le verità sepolte - Angela Marsons (Newton Compton)
  4. L'Istituto - Stephen King (Sperling & Kupfer)
  5. New La vita gioca con me - David Grossman (Mondadori)
  6. I love shopping a Natale - Sophie Kinsella (Mondadori)
  7. Il ciarlatano - Isaac Bashevis Singer (Adelphi)
  8. Il treno per Istanbul - Graham Greene (Sellerio)
  9. Ti regalo le stelle - Jojo Moyes (Mondadori)
  10. I vagabondi - Olga Tokarczuk (Bompiani)
Fonte: iBUK

Recensione: Il mistero Van Gogh, di Costantino D'Orazio

Titolo: Il mistero Van Gogh
Autore: Costantino D'Orazio
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 256
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 18,00 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi

Durante il corso della nostra esistenza, da appassionati d’arte o meno, abbiamo sicuramente sentito parlare del famoso pittore folle Vincent van Gogh, il quale trasmutò la sua ira in opere d’arte meravigliose. E sicuramente ci sarà capitato di vedere in giro, sul web o in riproduzione, diversi suoi dipinti. Però, come accade molto spesso, non molti vanno oltre le dicerie e le leggende urbane, finendo così per etichettare un grande uomo con qualcosa di veritiero ma non interamente appropriato. Ciò che in realtà ignoriamo, sono i retroscena, la quotidianità e l’esistenza stessa di un’artista che ad eccezione degli ultimi due anni della sua vita, fu una persona socievole, affamata di compagnia, di conoscenze e incuriosita dal mondo che lo circondava. Così, a tal proposito Costantino D’Orazio riprende un diario scritto da Vincent Willem van Gogh, nipote del famoso artista che, a metà del ‘900 decise di compiere un viaggio verso i luoghi che avevano conosciuto il defunto zio, raccontando in modo meticoloso la carriera, i tormenti e le passioni di un uomo che dipingeva finestre sul mondo. 


Van Gogh junior, durante questi suoi viaggi tocca terre come Borinage, dove ha inizio la carriera di pittore dello zio; L’Aia, dove si raduna un circolo di pittori importante e dove l’artista conosce un amore condannato; Nuenen, dove allestisce una prima galleria nella lavanderia di casa e dipingerà il famoso quadro dei contadini intitolato I mangiatori di patate; Parigi, la città per eccellenza dove l’artista entra in contatto con gli impressionisti del posto e dove esporrà altre sue opere, anche se il tutto risulterà fallimentare; ed infine le tappe finali come Saint- Rémy-de-Provence e Auvers-sur-Oise dove verrà ricoverato in strutture per malati mentali e dove riposerà definitivamente. D’Orazio, si pone come obiettivo principale lo scopo di far luce su una figura controversa, oggi chiacchierata e discussa, i cui quadri furono ignorati dal pubblico mentre era ancora in vita. Questo, stando al diario del nipote e alla corrispondenza del pittore, fu uno dei motivi che lo spinse in un baratro oscuro che lo portò a diverse crisi negli ultimi anni della sua esistenza. Per diversi anni, nessuno ha mai saputo spiegare come un’artista amatissimo nella nostra epoca, sia stato ignorato per più di cento anni, adducendo perlopiù la sua arte alla follia. In realtà, la verità estrapolabile dai documenti presenti nel libro, è che l’arte di Van Gogh voleva essere una rappresentazione del vuoto lasciato dalle emozioni e dai sentimenti delle persone che gli gravitavano intorno.


Personalmente, una cosa su cui mi sento di porre l’accento è il fatto che D’Orazio presenta ai lettori una nuova visione del pittore dai capelli rossi. Non più arrabbiato, infuriato col mondo, pazzo, asociale e un dunque un genio distaccato dal mondo; bensì qualcuno di molto più umano, alla mano e alla costante ricerca della felicità, del bello, e di tutte quelle emozioni forti che possono lasciare un individuo senza fiato. Insomma cerca di mettere a nudo l’anima di un essere umano con particolarissime doti artistiche che quotidianamente si struggeva alla ricerca di qualcosa che avrebbe dato valore alla sua esistenza. In conclusione è un viaggio introspettivo e meraviglioso nella vita di Van Gogh che mi sento di consigliare a tutti senza distinzione di genere.

L'AUTORE
Costantino D'Orazio è storico dell'arte e funzionario della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Collabora con l'Università LUISS e la Link University. Conduce la rubrica AR Frammenti d'Arte su Rainews24, il programma Bella davvero su Radio2 ed è l'esperto d'arte di Unomattina su Rai1. Per Sperling & Kupfer ha pubblicato Caravaggio segreto, La Roma segreta del film La Grande Bellezza, Raffaello segreto, Michelangelo. Io sono fuoco, Leonardo svelato e il romanzo Ma liberaci dal male. I suoi libri sono stati tradotti in numerosi Paesi.

13 novembre 2019

Peppe Servillo, Francesco Piccolo e Francesca Pica al Teatro Vascello con tre spettacoli dal 16 al 20 novembre

16 novembre 2019 h.19.00
IL RESTO DELLA SETTIMANA [Prima assoluta] di Maurizio De Giovanni con Peppe Servillo musiche eseguite dal vivo: Natalio Mangalavite
A Napoli il tempo si ferma tra una domenica pomeriggio e l'altra, quando la città si raccoglie intorno ad un pallone e le differenze sociali sbiadiscono fino a scomparire. Siamo dentro un bar della città vecchia, colorato dagli archetipi della società partenopea, tra una sfogliatella, un fritto fumante e l'ultimo pettegolezzo, in un chiacchiericcio diffuso che molto rappresenta la città. Servillo, in scena con la doppia veste di attore e cantante in una magistrale interpretazione dell'opera di Maurizio De Giovanni, prende per mano lo spettatore e lo accompagna attraverso gli odori che salgono tra i tavolini del bar, tra le viuzze piene di vita e le passioni e paure dei suoi abitanti, in quel flusso di vita quotidiana che si nasconde dietro la sensuale passione del calcio che Napoli sola possiede. 

17 novembre 2019 h.17.00
L’ANIMALE CHE MI PORTO DENTRO [Prima assoluta] di e con Francesco Piccolo
Quella che Francesco Piccolo racconta è la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco – e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti più impensati. In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare più in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra – Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l’amore e il matrimonio, l’egoismo e la tenerezza – in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.

20 novembre 2019 h. 21.00
MARE liberamente tratto da “Donne di mare” e “La danza delle streghe” di Macrina Marilena Maffei di e con Francesca Pica supervisione di Elena Bucci
In un sogno lucido, brillante, emozionante e avventuroso, due donne si incontrano. Miti, simboli e figure arcaiche, ora amichevoli ora minacciose, svelano le isole Eolie e la loro feroce bellezza, tra storie di majare, pescatrici e serpi con i capelli. Mare, delicato e potente al tempo stesso vive nella splendida interpretazione di Francesca Pica, che porta lo spettatore per mano in un Sud in cui realtà e fantasia si confondono. Mare è un gioco di scatole cinesi in cui vita e morte vegliano l’una sull’altra tra le onde, in un eterno presente che muta ogni cosa e la lascia com’è.

Il trailer di "Coppélia", il balletto in diretta via satellite nei cinema il 10 dicembre

Affascinante e divertente, Coppélia racconta una storia che fonde amore, malizia e bambole meccaniche. Un classico del repertorio del Royal Ballet, coreografato dalla sua fondatrice Ninette de Valois. La sua coreografia è tecnicamente complessa e richiede un impeccabile tempismo da parte dei ballerini. Il pubblico cinematografico conoscerà un cast superbo con Marianela Nuñez nei panni della vivace Swanilda, Vadim Muntagirov in quelli dell’amatissimo Franz e Gary Avis nel ruolo del magico Dr Coppélius. 
 Il dottor Coppélius ha una bellissima figlia - Coppélia. Franz si infatua di lei nel vederla seduta al balcone del dottore. La fidanzata di Franz, Swanilda, è molto turbata. Lei e le sue amiche fanno irruzione in casa e scoprono che in realtà Coppélia è una delle tante bambole meccaniche a grandezza naturale realizzate dal medico. Il dottor Coppélius rapisce Franz; ha intenzione di mettere a punto un sacrificio umano e quindi consentire a Coppélia di prendere vita. Tuttavia, Swanilda riesce a salvare Franz facendo ballare le bambole meccaniche; distrae così Coppélius in modo che lei e Franz possano scappare. Fortunatamente il dottor Coppélius non è così malvagio come sembra, e nell'atto finale fa pace con Swanilda e Franz, che ora sono liberi di celebrare il loro matrimonio. Gli appuntamenti con la Royal Opera House al cinema offrono al pubblico di tutto il mondo i migliori posti in sala e includono materiale esclusivo capace di raccontare quel che accade dietro le quinte con interviste e dettagliati ritratti dei performer. 
Coppélia sarà trasmessa in oltre 1000 cinema in 53 paesi del mondo. In Italia la stagione 2019-2020 della Royal Opera House è distribuita nei cinema da Nexo Digital in collaborazione con la Repubblica, MYmovies.it, Classica HD, Danza&Danza e Danzadove, Sipario-La Rivista dello Spettacolo, British Council e il progetto UK Italy Partners for Culture.
 

Recensione: Storie da brividi, a cura di R.L. Stine

Titolo: Storie da brividi
Autore: R.L. Stine (a cura di)
Editore: Mondadori
Pagine: 396
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 18,00 €


Recensione a cura di Luigi Pizzi

Robert Lawrence Stine, celebre autore della serie di libri per ragazzi Piccoli Brividi e La strada della paura, torna in libreria con Storie da brividi, una raccolta di venti racconti caratterizzati da un unico filo conduttore: la paura. Oltre al suo racconto, Stine raccoglie in questa antologie diciannove storie firmate da altrettanti scrittori, tutti più o meno noti al grande pubblico. In essi ritroviamo tutte le figure archetipiche della narrativa horror, ma anche ambientazioni e tematiche focali del genere: due ragazzini sono protagonisti dell'imprevedibile racconto di Stine "La miglior vendetta", impegnati a tener a bada due bulli che proprio non possono immaginare con chi hanno a che fare; nel secondo racconto, intitolato "Teschio e ossa sanguinanti" e firmato da Bruce Hale, due ragazzi sono pronti a tutti pur di allestire la casa stregata più bella della città, ma finiranno per evocare qualcosa che va oltre le loro aspettative...; in "Mattoni e ossa" di Emmy Laybourne, un ragazzino, guidato da un fantasma, dovrà vedersela con due spietati malviventi che vogliono recuperare un tesoro nascosto in una vecchia fabbrica che sta per essere demolita; il quarto racconto, "Suona e scappa" di Steve Hockensmith, si svolge durante una notte di Halloween buia e tempestosa in cui un bambino un po' fifone, Cooper, decide di sfidare le proprie paure uscendo con l'irrequieto fratellino e la sorella maggiore per fare "dolcetto o scherzetto". L'ultima casa però, metterà a dura prova il suo coraggio... .


Decisamente originale è il quinto racconto, "Il patriota ignoto" di Chris Grabenstein, in cui un ragazzino secchione delle scuole medie, appassionato di storia, vede trasformarsi un'innocua gita scolastica a Colonial Williamsburg in un'incredibile avventura in cui sarà chiamato a svolgere una delicata missione per salvaguardare il futuro del proprio Paese; ne "L'estate degli squali" di Lisa Morton, una ragazzina nerd si trova a dover fare i conti con mutanti in grado di trasformarsi in diversi animali, tra cui squali assetati di sangue...; il settimo racconto, intitolato proprio "La regola numero sette" di Ray Daniel, vede come protagonista il figlio di uno sceneggiatore horror che si pone l'obiettivo di far spaventare il padre, ma lo scherzo in una casa degli orrori si trasforma in un vero e proprio incubo...; ne "Il gatto ti ha mangiato la lingua" di Wendy Corsi Staub, una ragazzina costretta a trasferirsi dai parenti in un nuovo quartiere vuole scoprire perché la sua bizzarra vicina ha smesso di parlare e trascorre le sue giornate a fissare la casa sulla collina in mezzo al bosco, che si dice sia abitata da una strega...; tre bambini golosi sono protagonisti del racconto "Gelati da urlo" di Beth Fantaskey, in cui dietro un misterioso furgoncino dei gelati e il suo bizzarro guidatore si cela una macabra verità...; il decimo racconto, "La strega della palude di Byron" di Heather Graham, vede un gruppo di ragazzini alle prese con la leggenda di una vecchia strega e un pericoloso criminale evaso dal carcere...; singolare è anche il racconto "La pietra di sangue" di Phil Mathews, in cui un bambino, avvertito da un "fantasma custode", dovrà impedire ad un altro fantasma assetato di sangue di uccidere la sua adorata baby sitter...; un'altra storia di fantasmi è "Prefisso 666" di Carter Wilson, in cui una ragazzina orfana di mamma, dopo aver ricevuto in regalo dal padre un nuovo cellulare inizia a ricevere chiamate che sembrano provenire direttamente dall'inferno... .


Il tredicesimo racconto, "Il problema degli scoiattoli" di Doug Levin, ha come protagonista un ragazzino che vuole capire perché la sua cittadina è stata invasa dagli scoiattoli, ma quello che scoprirà andrà ben oltre la sua immaginazione...; ne "Il mostro e la collana" di Jeff Soloway, due ragazzini dovranno fare i conti con il potere di una misteriosa collana capace di trasformare le storie in realtà, comprese quelle di paura....; decisamente originale è il racconto "Il figlio unico" di Joseph S. Walker, ambientato in un parco divertimenti che si trasforma in un luogo dell'orrore quando un ragazzino scopre di essere stato sostituito da una sua copia, in realtà un essere malvagio con un palloncino rosso a cui dovrà impedire di lasciare il parco se non vorrà rischiare di sparire per sempre; una ragazzina appena arrivata in una nuova città, alcuni bulli e un'iguana magica sono i protagonisti del racconto "Iguana kamikaze" di Alison McMahan; ne "Il treno degli incubi" di Daniel Palmer, un ragazzino scoprirà a sue spese come un semplice ritardo può trasformare un viaggio in treno in un incubo ad occhi aperti...; decisamente inquietante il racconto "La ragazza in vetrina" di Tonya Hurley, in cui il sogno di una ragazzina povera di essere come la ragazza manichino del negozio di vestiti di fronte a casa finisce per trasformarsi in un incubo...; un ragazzino orfano, protagonista del racconto "Non dare da mangiare agli uccellini" di Stephen Ross, si trasferisce a vivere con gli zii in una macabra casa sperduta in un bosco che sembra completamente disabitato. Ma perché non ci sono più animali? E perché il misterioso zio continua a ripeterli che non deve dare da mangiare agli uccellini? L'ultimo racconto, "Il binario" di Peter Lerangis è un mix tra fantascienza e horror in cui troviamo mondi paralleli, strani mostri, occhiali speciali e una triste verità che l'ignaro protagonista scoprirà a sue spese.


Case stregate, cimiteri, fabbriche abbandonate, boschi misteriosi e persino mondi paralleli fanno da cornice a questi venti racconti in cui i piccoli protagonisti si trovano a dover fare i conti con mostri, zombie, fantasmi, streghe, mutanti, entità sovrannaturali e adulti decisamente folli. Se la paura è al centro di tutto, altre tematiche trovano spazio come il bullismo, l'elaborazione del lutto, la memoria, la rabbia degli adulti, la ricerca del coraggio, l'attenzione verso i desideri, il potere della narrazione, il rispetto della natura. Robert Lawrence Stine, in tal senso propone un buon mix di storie che da una parte si rifanno al folclore e richiamano alla mente fiabe antiche, dall'altra guardano al futuro con elementi e tematiche che fanno riferimento alla modernità. Alcuni racconti fanno sorridere, altri incutono davvero timore e sono in grado di suscitare nei giovani lettori i brividi evocati dal titolo. Consigliato.