21 gennaio 2020

Le tre legioni, Innamorarsi a Bombay e altre novità Newton Compton in libreria dal 23 gennaio

Titolo: Le tre legioni
Autore: Roberto Fabbri
Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 9,90 €

9 d.C. Nella foresta di Teutoburgo, in un paesaggio segnato da burroni, querce centenarie e torrenti che scorrono lungo sentieri scoscesi, Arminio, alla testa di un esercito formato da sei tribù di germani, ha annientato tre legioni romane. Quasi ventimila uomini hanno perso la vita, massacrati senza pietà dai barbari. Il tradimento di Arminio ha sconvolto il Senato e la notizia del furto di tre aquile delle legioni ha raggiunto funesta il cuore dell’impero. Una pugnalata all’onore di Roma, ora costretta a ridimensionare i suoi domini entro il confine del grande fiume Reno. Ma come può un uomo omaggiato della cittadinanza romana arrivare a sfidare così clamorosamente l’impero? Quale sfrenata ambizione può avere spinto un soldato, addestrato dai più valorosi generali romani, a tradire coloro che si erano fidati di lui?

Titolo: Innamorarsi a Bombay
Autore: Jenny Ashcroft
Editore: Newton Compton
Pagine: 416
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 9,90 €

Bombay, 1913. Madeline Bright ha ventidue anni e sta lasciando l’Inghilterra per raggiungere l’India coloniale, piuttosto riluttante all’idea di fare ritorno nella casa di due genitori che a malapena conosce. Madeline non può immaginare la vita che la attende a Bombay. La città, infatti, è ricca di tesori che aspettano solo di essere scoperti, ma Maddy non ha il permesso di uscire di casa. Fino al giorno in cui un ammiratore sconosciuto le fa recapitare un misterioso pacchetto… Inghilterra, 1915. Un soldato ferito al fronte viene portato in un ospedale militare in stato confusionale. Non ricorda nulla: né come sia arrivato lì né cosa gli sia successo. Eppure quando dorme sogna una vita piena di calore, luce e colori. Nei sogni appare anche una ragazza con un vestito di seta, che lo esorta a ricordare qualcosa che appartiene al suo passato...

Titolo: La promessa dell'assassino
Autore: Teresa Driscoll
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 9,90 €

Doveva essere il loro segreto. Non avrebbero mai dovuto raccontare la verità su ciò che avevano fatto. Trent’anni dopo, Beth e Sally sono quasi riuscite a lasciarsi il passato alle spalle. Hanno perso i contatti con Carol, ma il patto tra di loro è ancora valido e, nonostante gli incubi continuino a tormentarle, non hanno mai parlato dell’accaduto con anima viva. Quando però novità scioccanti minacciano di riportare a galla la verità, Beth e Sally capiscono che non è più possibile far finta di nulla e assumono un investigatore privato per rintracciare Carol, ormai diventata un’estranea, prima che il loro crimine venga scoperto. Ora non sono più tre adolescenti spaventate. Adesso hanno tutto da perdere. Specialmente Beth, che intende proteggere la sua famiglia a ogni costo. E persino la promessa di non rivelare mai l’accaduto potrebbe essere messa in discussione. Ma c’è qualcuno che le osserva ed è disposto a fare qualunque cosa per impedire che parlino.

Titolo: Sfida per la vittoria
Autore: Renato Tavella
Editore: Newton Compton
Pagine: 256 + 32 t.f.t.
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 9,90 €

Il 1938 è un anno memorabile per la storia del calcio italiano. La nazionale vince il mondiale in Francia, battendo in finale per 4-2 la temuta squadra ungherese e ripetendo la vittoria del 1934. Mussolini sfrutta prontamente l’eco di quel successo a scopi propagandistici: l’Italia è sul tetto del mondo. Ma il 1938 è anche l’anno delle leggi razziali fasciste e, come in ogni settore della vita sociale, anche nello sport ne pagarono le conseguenze tutti coloro che non erano “puramente ariani”. Così fu per gli allenatori Árpád Weisz (che troverà la morte in un lager) ed Egri Erbstein, costretti a lasciare il Paese di punto in bianco. Da quel momento la situazione politica e gli eventi precipitano, ma neanche l’entrata in guerra porterà alla sospensione del campionato. Il calcio continua a dare spettacolo anche sotto le bombe. Addirittura il 4 luglio 1943 viene assegnata la coppa Barbesino, disputata tra squadre appartenenti a varie divisioni militari e vinta dagli Automobilisti: solo cinque giorni dopo le truppe alleate sbarcheranno in Sicilia. Tante sono le storie di atleti, presidenti, tecnici che imbracciano le armi: calciatori soldati, marinai, fanti, alpini, bersaglieri, persino vigili del fuoco. Questo libro passa in rassegna gli eventi sportivi e le storie individuali, fortunate e sfortunate, degli uomini che fecero la storia del calcio negli anni più bui del fascismo e della seconda guerra mondiale.

Campioni e leggende, eroi e vittime: una storia di grandi successi calcistici negli anni più bui della storia d’Italia

Tra le vicende raccontate nel libro:


  • Piero Rava, terzino della Juventus e della nazionale, volontario nella campagna di Russia
  • Mario Pagotto, terzino del Bologna, deportato nel lager di Hohenstein 
  • Árpád Weisz, vincitore dei due scudetti come allenatore del Bologna, deportato ad Auschwitz
  • Egri Erbstein, allenatore del grande Torino, vittima delle leggi razziali
  • Valentino Mazzola, marinaio, attaccante, cannoniere del Venezia e del grande Torino
  • Michele Moretti, il terzino partigiano che sparò al duce
  • Il campionato di guerra e il campionato dell’Italia libera
  • Il campionato Alta Italia vinto dai vigili del fuoco
  • Il dopoguerra e il dominio del grande Torino

20 gennaio 2020

La recensione di " De-Siderale - Mare anarchico. Trilogia della nuda vita", scritto da Giuseppe Maria Martino e Lauraluna Fanina e andato in scena dal 16 al 19 gennaio al Teatro Studio Uno

Recensione a cura di Mario Turco

“Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo. Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a farne parte”. Si entra al Teatro Studio Uno e il collettivo BEstand per “De-Siderale", in scena dal 16 al 19 gennaio che rappresenta il secondo atto del progetto “Mare anarchico. Trilogia della nuda vita”, consegna agli spettatori una copia della lettera che Michele, il ragazzo friulano di 30 anni morto suicida nel 2017, lasciò in una giacca prima di impiccarsi. Lo spettacolo scritto da Giuseppe Maria Martino e Lauraluna Fanina intende raccontare proprio il dramma del giovane che in quell'anno divenne rapidamente il simbolo di una generazione il cui sempre più insostenibile precariato economico ha riverberi esiziali nelle vite di lavoratori privi di qualunque tutela sindacale. “Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavori come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l'altro genere [...]”, scriveva in altro passo della sua epistola d’addio.


In “De-Siderale” Michele è una presenza fantasmatica, più evocato che realmente presente in scena. Angela Dionisia Severino in quei rari momenti in cui s'affaccia sul palco lo restituisce nella sua dimensione più fragile e gli concede un unico monologo, quasi ossessivo nel suo paragone con un topolino che riesce a vedere la gabbia in cui si muove solo se gli si toglie il cibo. Nella pièce scritta dai due giovanissimi autori si vuole parlare della sua vicenda esemplare in absentia, dando piuttosto voce al circo mediatico che si è scatenato dopo la sua drastica scelta. La vera protagonista è allora la giovane madre interpretata dalla stessa Lauraluna Fanina che funziona da fil rouge della vicenda raccontando anche alcuni stralci di vita del suo bambino nel corso dell’infanzia. Lo spettacolo si articola quindi in una serie di bozzetti che dovrebbero scandagliare da diversi punti di vista il suicidio del ragazzo. Forse l’eccessivo pudore degli autori nell’avvicinarsi a una scelta così difficile lo fa navigare però in acque etiche fin troppo chete che non delineano una scelta ideologica chiara e con la quale magari raffrontarsi. Gli unici strali di “De-Siderale” sono rivolti verso bersagli fin troppo facili: la comunità dei vicini (il vecchio bisbetico interpretato dalla stessa Fanina con eccessiva caricatura), la svampita inviata tv, lo psicologo dal chiacchiericcio sterile, Salvini e finanche L’isola dei famosi


Dalla seconda metà il testo si raggomitola in polemiche con le quali è troppo facile empatizzare rinunciando ad alcune precedenti forti riletture e prese di posizione. Notevolissima ad esempio l’iniziale performance della Fanina in un segmento dall’impatto quasi videoclipparo che illuminata solo da un piccolo fascio di luce direttamente sul volto si dinoccola in una serie di smorfie rabbiose con in sottofondo il potente score musicale di “Il corpo del reato” di Iosonouncane. La replica però di questa scelta in un secondo spezzone con una canzone molto meno aggressiva e il finale con l’immortale ma fin troppo conosciuta “Annarella” dei CCCP ne depotenzia il significato facendone un semplice stilema piuttosto che un’incontrollabile reazione. “De-Siderale” ha il pregio e il difetto di sembrare un’opera scritta all’indomani del suicidio di Michele e se da un lato ciò gli conferisce la vicinanza di chi se ne sente toccato anagraficamente e socialmente, dall’altra non gli permette di acquisire la giusta distanza politica. “P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi. Ho resistito finché ho potuto”: poteva essere spunto di riflessione che mostrasse, a nemmeno tre anni da quel riferimento diretto, come l’assenza di politiche ministeriali fosse in realtà indipendente dal momentaneo capo del dicastero del lavoro. Non poteva essere sicuramente la tragedia inenarrabile del singolo NEET a porre rimedio ad una delle tare più significative dell’Italia post boom.

Nel centenario della nascita, la recensione di "Edificio Fellini. Anime e corpi di Federico", di Isabella Cesarini

Titolo: Edificio Fellini. Anime e corpi di Federico
Autore: Isabella Cesarini
Editore: Les Flâneurs Edizioni
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 14,00 €

Recensione a cura di Mario Turco

Nel centenario dalla nascita l'Italia ha deciso di fare definitivamente di Federico Fellini uno dei suoi monumenti, l'archetipo del genio peninsulare da mostrare al mondo intero per la sua irripetibilità tutta mediterranea. Più che raccontare di lui, insomma, si vuol far credere che questo Paese sia ancora, nonostante le innumerevoli magagne, la terra dell'arte che condizioni storiche, politiche ed economiche sempre meno influenti nello scacchiere mondiale non riescono comunque a livellare verso la mediocrità di altri Stati magari migliori dal punto di vista sociale ma non ancora così prolifici dal punto di vista culturale. In mezzo a questo tripudio di celebrazioni così intrise di nazionalismo, è forse meglio rivolgere l'occhio a piccoli saggi che cercano di sviscerare “l'anima inquieta” del regista riminese e che non hanno paura di cogliere i collegamenti con il ricchissimo humus letterario/cinematografico più marcatamente europeo al quale ascrivere la sua opera.


Edificio Fellini”, di Isabella Cesarini uscito per i tipi de Les Flâneurs Edizioni nella collana Boulevard è un ottimo esempio di questo tipo di ricerca centrato direttamente sulle fonti. Come scritto nella quarta di copertina “questa è un'indagine sui personaggi che hanno incrociato la sua formazione e dunque la sua carriera, un viaggio tra le sue fondamenta culturali che va da Italo Calvino a Charles Dickens, da Tonino Guerra a Edgar Allan Poe, da Dino Buzzati a Gustavo Rol. Il tutto osservato attraverso la lente della psicologia analitica, poiché un'assidua frequentazione ha legato per molti anni il regista romagnolo a Ernst Bernhard, allievo di Jung”. Un proclama esegetico importante che sceglie però da subito più che puntare sull'imponenza accademica sull'agilità delle sue intuizioni e dei suoi accorti collegamenti. Cesarini è saggista ma soprattutto scrittrice (si veda il suo interessante sito nel quale l'avido lettore di barocchismi si può felicemente smarrire) dal limpido taglio espressionista, che vuole illuminare attraverso vari lampi e con la sua ricca sintassi l'altrettanto opulento corpus felliniano. In un elegante volumetto di 153 pagine, molto curato e con alcune scelte grafiche azzeccate (il potente nero su cui campeggiano i titoli dei capitoli) inevitabilmente qualcosa di questo ricchissimo oceano immaginifico andava sacrificato. E già nell'introduzione Cesarini fa capire cosa non sarà presente: “Fellini non è ascrivibile solo all'immagine, seppur epica, di Anitona che ancheggia dentro la cornice della fontana di Trevi”. 


Il fil rouge di “Edificio Fellini – Anime e corpi di Federico” è infatti il rintracciamento dell'importanza della psicanalisi junghiana che trova sotterranea modo d'espansione in tanti suoi personaggi, soprattutto quelli più distanti dal caos urbano di Roma. Nello strabordante “La città delle donne”, ad esempio, i capi d'accusa che la pletora di donne fa piovere sul capo di Snaporaz non lasciano adito ad ambiguità: “Non risponde alla domanda perché sei qui; non risponde alla domanda perché hai deciso di nascere maschio: non ha risposto all'invito di dire quello che sa; non trova la via d'uscita; non si è mai dato, abbandonato, fidato; non è in grado di fornire un perfetto piacere sessuale alla donna [...]”. Proprio su questo film il capitolo migliore del libro delinea per la sua purtroppo breve estensione un interessante parallelo tra quest'opera di Fellini e “Il processo”, di Kafka: “Il cappello di Kafka sul capo di Fellini è il passe-partout per entrare nella Città delle donne, un capoluogo descritto dall'elemento femminile e da un vorticoso labirinto di norme speciali”. Il parallelo tra Toby Dammit, mediometraggio apparso in “Tre passi nel delirio” e negli ultimi anni finalmente rivalutato profondamente dalla critica internazionale, e il racconto di Edgar Allan Poe da cui è ispirato “Mai scommettere la testa con il diavolo” elenca invece le analogie tra due artisti apparentemente agli antipodi. Anche se Fellini, da gran bugiardo qual'era, vuole marcare le distanze dicendo di aver letto il racconto dello scrittore statunitense solo sul set mentre giravano, Cesarini mostra come da egli “prende il messaggio più tonante: l'egemonia del male su ogni forma di bene”. 


Questi brevi stralci di “Edificio Fellini” fanno intuire come il libro sappia anche andare oltre la perseguita (qualche citazione diretta di Jung) analisi psicologica e riesca in realtà a delineare ottime riflessioni nei rapporti dichiarati e non tra letteratura e cinema. Dalle donne di Calvino che trovano parziale corrispettivo nei film con Giulietta Masina protagonista si giunge all'amore dichiarato per Dickens, dall'esoterismo di Buzzati e di Rol si arriva alla rilettura personalissima del mediocre Casanova in una costruzione artistica incredibile che solo il primo e il migliore dei felliniani poteva innalzare con quell'estro. Il miracolo dell'Edificio Fellini, insomma.

19 gennaio 2020

Vin Diesel protagonista nel nuovo trailer italiano di "Bloodshot", al cinema dal 26 marzo diretto da David S. F. Wilson

Sinossi: 
Basato sull’omonimo fumetto campione di vendite, Vin Diesel, nel ruolo di Ray Garrison, interpreta un soldato riportato in vita dopo essere stato ucciso in battaglia. Trasformato nel supereroe Bloodshot dalla società RST e potenziato grazie alla nanotecnologia, Ray diventa una forza inarrestabile, più forte che mai e in grado di rimarginare le proprie ferite all'istante. Nel controllare il suo corpo, però, la società è in grado di manipolare anche la sua mente e i suoi ricordi. L’obiettivo di Ray sarà quello di scoprire cos’è reale e cosa non lo è.
 

Difetti di famiglia, Una donna normale (Roberto Costantini) e altre novità in libreria dal 23 gennaio

Titolo: Difetti di famiglia
Autore: Jole Zanetti
Editore: Garzanti
Pagine: 100
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 15,30 €

Il crepuscolo sta calando e con le sue ombre annuncia la fine di un'altra giornata. Né memorabile né straordinariamente ordinaria. Proprio come la quotidianità di Eva, che da tempo vive in un limbo tra il desiderio di cambiare e l'incapacità di fare anche un solo passo per paura di sconvolgere un fragile equilibrio. Quello che è convinta di aver trovato nel matrimonio con Marco, uomo attento e premuroso che ha saputo darle ciò che nella sua infanzia non ha mai conosciuto: affetto e una famiglia. Eva ha sempre creduto nella loro unione. Fino ad ora. Perché si è resa conto che la sollecitudine di Marco nasconde una gelosia soffocante, che ha lentamente trasformato il loro matrimonio in una prigione. In un regno dell'immobilità e della monotonia da cui Eva sa di dover fuggire. Così, una notte, mentre Marco dorme, si allontana da casa con poche cose nella borsa e vaga per il quartiere, in cui abita da quando è sposata, pensando a come andarsene e non farsi trovare. Ma non ne ha il tempo. Quel quartiere, che all'inizio le sembrava accogliente e ideale per costruire una famiglia, nasconde un'anima nera proprio come il suo rapporto con Marco. E quando ci sei dentro, è quasi impossibile uscirne. A meno che non siamo pronti ad affrontare le conseguenze di un affrancamento, e a pagare un prezzo forse troppo alto persino per la libertà.

Titolo: Una donna normale
Autore: Roberto Costantini
Editore: Longanesi
Pagine: 480
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,90 €

Aba Abate è una donna normale. Suo marito Paolo, pubblicitario aspirante scrittore, è un uomo colto ma con scarso senso pratico. I suoi figli, Francesco e Cristina, sono adolescenti e, come tutti i ragazzi a quell’eta, problematici e conflittuali. La sua unica vera amica sin dai tempi della scuola, Tiziana, ha una libreria e da single continua a cercare il grande amore. Aba si rivolge a lei in cerca di un aiuto per le aspirazioni di romanziere del marito. Aba fa di tutto per tenere unita la sua famiglia e i suoi affetti, ma non è sempre facile per via del suo vero lavoro. Perché Aba Abate in realtà è anche «Ice». Non una semplice impiegata ministeriale come credono i suoi familiari, ma una funzionaria dei Servizi segreti con un compito delicatissimo: reclutare e gestire gli infiltrati nelle moschee. È proprio da un suo informatore che Aba apprende una notizia potenzialmente catastrofica: in Italia sta arrivando via mare dalle coste libiche un terrorista pronto a farsi esplodere. La scadenza: una settimana. Aba si trova costretta a intervenire in prima persona anche sul campo, in Libia e in Niger. E per avere una pur minima speranza di successo deve avvalersi della collaborazione di un agente del posto, il professor Johnny Jazir, un uomo che la trascina gradualmente in una spirale in cui tutti i suoi valori sono messi in dubbio. Le missioni si moltiplicano, le emergenze familiari e lavorative si sovrappongono nel giro di pochi, frenetici giorni, e quando niente va come dovrebbe il mondo di Aba – quello professionale, ma anche quello degli affetti e dell’amore per il quale ha sempre così tenacemente lottato – comincia inesorabilmente a crollarle addosso. Possono davvero coesistere Aba e Ice?

Titolo: La notte prima
Autore: Wendy Walker
Editore: Nord
Pagine: 346
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,00 €

 Laura e Rosie hanno avuto un'infanzia difficile. E le cose sono peggiorate quando Mitch, il fidanzato di Laura, è stato ucciso in circostanze misteriose. Da allora, Laura ha messo in pausa la sua vita. Alla soglia dei trent'anni, non ha ancora un lavoro fisso e abita con la sorella e col cognato. Adesso però è tempo di ricominciare. Sentendosi pronta ad amare di nuovo, Laura fssa un appuntamento con un uomo conosciuto su Internet. Rosie è felice che la sorella stia finalmente superando il trauma, eppure, nel vederla uscire dalla porta, non può fare a meno di essere un po' preoccupata. E l'inquietudine si trasforma in panico quando, la mattina dopo, si rende conto che Laura non è tornata a casa. Come se ciò non bastasse, nel cercare indizi in camera della sorella, Rosie incappa in una serie di biglietti nascosti nella tasca di una giacca, minacce che fanno riferimento alla morte di Mitch. Possibile che qualcuno incolpasse Laura dell'accaduto? E che abbia aspettato il momento giusto per vendicarsi? Ben presto, Rosie capirà che l'unico modo per ritrovare Laura è fare luce sui segreti che ancora si celano tra le ombre di quella fatidica notte.

Titolo: Cuori scuri
Autore: James Frey
Editore: TEA
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 15,00 €

Un bacio, un sorriso, un fremito. Amore, sesso, sogni, arte, droga, follia. Tradimento, rimpianto, dolore, malinconia. Un'impetuosa e tormentata storia d'amore che si svolge tra Parigi nel 1992 e Los Angeles nel 2017. Al centro di questa storia ci sono un giovane scrittore e una modella scandinava affamati di successo, entrambi incoscienti, impulsivi e profondamente innamorati. I due si amano, si consumano, si feriscono, si perdono. Venticinque anni dopo, il protagonista, che è diventato uno scrittore ricco, famoso e depresso, riceve un messaggio anonimo che gli restituisce la vita, e forse l'amore che aveva abbandonato anni prima, anche se è troppo tardi...          

18 gennaio 2020

In prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 23 al 26 gennaio 2020 “Amido” di e con Alì Bhatti

In prima assoluta al Teatro Studio Uno dal 23 al 26 gennaio 2020 Amido” di e con Alì Bhatti, allievo attore del laboratorio teatrale interculturale “Oltre i Banchi” che attraverso un intenso e suggestivo monologo, porta in scena la sua storia personale di giovane migrante, diretto da Mauro Santopietro con l'organizzazione di Spring di Grazia Sgueglia. Ascoltare questa sua storia, una storia vera, una storia ad alto livello glicemico, dovrebbe fare riflettere sulla parola coraggio. Dal latino cor habeo, avere cuore. E forse fare nascere un pensiero a chi guarda gli stranieri come gente priva di virtù. Non vuole essere una storia di razzismo. Alì è un ragazzo perfettamente integrato. È la storia di Alì. Semplicemente una storia dolce, capace di ammorbidire le rigidità del nostro quotidiano. Una delle tante qualità dell'amido. Dal 2017, per tre anni consecutivi, Mauro Santopietro, attore e regista, e Grazia Sgueglia, organizzatrice e produttrice, danno vita, insieme ad altre partnership, a un laboratorio interculturale di teatro per adolescenti dai 18 ai 25 anni. Il laboratorio è aperto a tutti, con un occhio particolare a tutti quei ragazzi che provengono dalle periferie: periferie del mondo occidentale, periferie di una grande città. Ed ecco che ragazzi che non conoscono il teatro o che non lo vivono e lo praticano nella loro quotidianità hanno avuto modo di portare avanti un’esperienza teatrale con l’obbiettivo primario non di formare attori ma di far nascere in loro un’idea, una decisione, una consapevolezza, la volontà di esporla e di esporsi e di credere in sé stessi. Alì è nel gruppo dal primo momento: quando ha iniziato a partecipare al laboratorio era da pochi mesi in Italia, non parlava l’italiano, anzi non parlava, vinto dalla timidezza e dalla paura di non essere accolto e accettato. Ha resistito e ha affrontato il primo saggio. E’ scoccata una scintilla. Ha cominciato ad amare il teatro, tanto da continuare il laboratorio anche al secondo anno e al terzo, malgrado la sua vita quotidiana fosse votata a crearsi indipendenza, stabilità economica e la possibilità di rimanere in Italia.


“Non ricordo molto, ho annullato il tempo, forse, non so come ho fatto a trovare la forza. Volevo tornare indietro, non potevo farcela ma lì bisognava solo andare avanti, non ti potevi fermare perché “la guida” ti colpiva o poteva ucciderti. A un certo momento ho smesso di pensare. Dal Pakistan siamo arrivati in Iran, non so bene quanto tempo sia trascorso. C’erano solo uomini in viaggio con me, anche due bambini di circa dieci anni. Ricordo solo che finita una montagna ne iniziava un’altra e poi un’altra ancora, finché non siamo arrivati al confine turco. Lì ho davvero sentito la paura, capivo che era pericoloso. La polizia cercava di colpirci anche con le pietre, alcuni dei miei compagni sono caduti mentre correvano e uno è stato ucciso. Ricordo il freddo e il sapore dei biscotti. Era l’unica cosa poco pesante che il peso dei nostri zaini potesse sopportare. Non voglio ricordare. Arrivato in Italia avevo venti euro in tasca e sono corso in un bar, ho comprato una bottiglia d’acqua, non da mangiare perché per me è ancora difficile farlo, e ho chiesto le chiavi del bagno. Mi sono lavato, il sapone era nero, avevo con me anche un rasoio e mi sono tagliato la barba.”


In natura l'amido è una sostanza che presenta un alto potere calorico, fornisce un lento rilascio di glucosio nel sangue e assicura all'organismo energia a lungo termine. Lo stesso effetto lo si ha nell’ascoltare una bella storia di vita. Ali è seduto a centro palco. Ai suoi piedi un secchio colmo di patate da sbucciare e travasare in un contenitore vuoto. Alle sue spalle una radio che trasmette musica pop Italiana. Sono già diversi anni che è nel nostro Paese. Parla bene la nostra lingua e sembra essere perfettamente integrato. Ha lavoro, casa, cerca di costruirsi una famiglia ma non ha fretta. Il futuro è lì avanti a sé che lo attende, prova ad afferrarlo ogni giorno, ma il passato è ancora troppo ingombrante e lo scaraventa a terra. Alì è fuggito per vivere meglio. Non per scampare alla morte o alla rivoluzione. Solo per vivere il futuro nel migliore dei modi. Proprio come pensano di voler fare molti giovani italiani. Che poi non fanno. Mentre lui ha attraversato a piedi il deserto.

“Amido” 23-26 gennaio 2020
Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingresso 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21,00 e Dom ore 18.00

Per info: 3494356219- 3298027943

L'uomo che salvò la bellezza, The ghost bride. La sposa fantasma: novità HarperCollins Italia in libreria dal 23 gennaio

Titolo: L'uomo che salvò la bellezza
Autore: Francesco Pinto
Editore: HarperCollins Italia
Pagine: 288
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 18,00 €

Rodolfo Siviero ha ventisette anni quando, nel 1938, viene spedito in Germania: lo mandano a fare la spia. La sua destinazione è Erfurt, una cittadina educata e pulita, al centro della nazione tedesca. Scoprirà cosa c'è dietro lo splendore della nuova Germania nazista, i suoi attori senza trucco e cerone e l'orrore che si nasconde a pochi chilometri dalla piccola capitale della Turingia. Lì conoscerà una donna bellissima e pericolosa, uno strano professore e il piano di Hitler e dei suoi gerarchi di impadronirsi di tutta l'arte europea per trasferirla nel cuore del nuovo impero. Firenze, con il suo Rinascimento custodito nella Galleria degli Uffizi, è tra le prede più importanti. Nei mesi cupi della guerra Siviero combatterà, nella sua città, con un pugno di uomini che si opporranno all'esercito tedesco e alla brutalità della potenza del Reich. Per provare a batterli sarà violento, doppiogiochista, astuto e spregiudicato, e per difendere l'arte italiana pagherà un prezzo altissimo. Ispirato a una storia vera, il romanzo di un grande eroe italiano.

Titolo: The ghost bride. La sposa fantasma
Autore: Yangsze Choo
Editore: HarperCollins Italia
Pagine: 452
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,00 €

Malesia, 1893. È una serata afosa e la giovane Li Lan siede nello studio del padre nel tentativo di rallegrarlo. Spirali di fumo si innalzano lente dalla pipa da oppio dell'uomo che, seduto nella sua poltrona di vimini, si lascia andare al vizio che li ha condannati alla bancarotta. I Pan erano una famiglia benestante della ricca città portuale di Malacca, ma da quando il vaiolo si è portato via la madre e ha lasciato sfigurato il padre, Li Lan sa di avere poche prospettive per il futuro. Improvvisamente suo padre, risvegliatosi dal torpore, le fa una strana richiesta. La ricca e potente casata Lim l'ha scelta come sposa per il loro primogenito, Lim Tian Ching, morto in circostanze misteriose. Si tratterebbe dunque di un "matrimonio fantasma", di quelli che si celebravano quando una famiglia desiderava placare uno spirito inquieto. L'unione potrebbe garantire una casa e una posizione di privilegio a Li Lan per il resto della vita, ma il prezzo da pagare sarebbe terribile. Lei sa che da questa scelta dipende il futuro della sua famiglia, eppure nel profondo del cuore sente che non deve accettare. Dopo una semplice visita di cortesia nella nobile dimora dei Lim, Li Lan comincia a essere perseguitata nel sonno dallo spirito del promesso sposo. Notte dopo notte viene trascinata contro la sua volontà nel paese delle ombre, un mondo parallelo fatto di città fantasma e demoni assetati di vendetta, schiacciato da una mostruosa e ineluttabile burocrazia. È qui che il ricco e borioso Lim Tian Ching la aspetta e non intende lasciarla andare. Eppure è solo qui che Li Lan può liberarsi dal maleficio: deve scoprire i segreti più oscuri della famiglia Lim, ma anche di suo padre. E deve farlo in fretta, prima di rimanere intrappolata nell'Oltretomba per sempre...

17 gennaio 2020

Jared Leto protagonista nel primo trailer italiano di Morbius. Al cinema dall’estate 2020 diretto da Daniel Espinosa

Sinossi: 
Uno dei personaggi più enigmatici e tormentati della Marvel, l’antieroe Michael Morbius, arriva sul grande schermo interpretato dall’attore Premio Oscar Jared Leto. Infetto da una rara e pericolosa malattia del sangue, determinato a salvare chiunque sia destinato a subire la sua stessa sorte, il Dr. Morbius tenta una scommessa disperata. Quello che inizialmente sembra essere un successo si rivela presto un rimedio potenzialmente più pericoloso della malattia stessa.
 

La ragazza col cappotto rosso, Sulle orme di un padre (Danielle Steel), La trasparenza del camaleonte e tante altre novità in libreria dal 21 gennaio

Titolo: La ragazza col cappotto rosso
Autore: Nicoletta Sipos
Editore: Piemme
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 18,00 €

Nives Schwartz non ha mai pensato che nella vita di sua madre Sara si celassero segreti di cui lei non sapeva nulla. Dopo la morte della donna, però, costretta a superare il dolore in fretta per occuparsi, sola, di tutte le incombenze che spettano a una figlia, Nives trova, dimenticata, una scatola di latta. Una vecchia scatola per i biscotti che stride con l'ordine maniacale di sua madre. In essa, una vecchia fotografia che ritrae due giovani sconosciuti, qualche biglietto e una lettera. Violare l'intimità di Sara non è nelle sue intenzioni, ma quelle pagine sembrano chiamarla e così, come per caso, Nives entra in un mondo di segreti e verità taciute per più di mezzo secolo, di cui non sospettava l'esistenza. Una donna di nome Bekka Kis aveva scritto, nel 1965, una lunga lettera a sua madre, confidandole le proprie paure, lo strazio mai dimenticato di essere sopravvissuta alla Shoah, di aver perduto tutto ciò che amava. E forse di aver causato la morte di tanti. Da quel momento, per Nives inizia un'indagine per ritrovare Bekka Kis, una ricerca che è anche uno scavo nei segreti più intimi della sua famiglia, un dissotterramento di verità incomprensibili per chi non ha vissuto quel mondo. Sarà un viaggio nel cuore più fragile e dilaniato della Seconda guerra mondiale, un disvelamento di quel senso di colpa che solo i salvati possono spiegare. Ma sarà anche la storia di un amore più forte della guerra, della separazione. Più forte della morte.

Titolo: Ultima fermata Auschwitz. Come sono sopravvissuto all'orrore 1943-1945
Autore: Eddy de Wind
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 18,00 €

Sul finire del 1944 i tedeschi stanno abbandonando Auschwitz, mentre l'Armata Rossa si avvicina. Portano con sé gran parte dei prigionieri rimasti, forzandoli in estenuanti marce verso i lager della Germania. Per sfuggire a quel destino, Eddy de Wind si nasconde in una delle baracche, sotto un cumulo di vestiti; Friedel, sua moglie, non ha il coraggio di imitarlo. Di lì a qualche giorno Eddy trova un taccuino abbandonato e comincia a scrivere la sua storia. Lui e Friedel si sono conosciuti nel campo di transito di Westerbork, nei Paesi Bassi. Giovani e in salute, i due erano stati messi al lavoro: Eddy come medico, Friedel come infermiera. Si erano frequentati, innamorati e sposati sempre all'interno del campo, ma quella parentesi di relativa pace non era destinata a durare. Caricati sui convogli della morte, erano stati anche loro trasferiti ad Auschwitz. Sopravvissuti alla prima selezione, si erano ritrovati di nuovo a lavorare nelle infermerie del campo, ma questa volta divisi. Eppure, persino lì sono riusciti a mantenere una qualche forma di comunicazione, scambiandosi di nascosto brevi lettere d'amore, stringendosi in abbracci fugaci quanto illegali e resistendo fino all'ultimo. Quella di Eddy e Friedel è una vicenda autentica, una ricostruzione fedele scritta «a caldo» da dietro al filo spinato del lager. Una storia in cui il racconto delle atrocità quotidiane – il timore nei confronti delle SS, gli abusi, le umiliazioni, l'abbrutimento, l'agonia propria e altrui – è venato da una flebile ma tenace speranza: quella di un amore che non smette di lottare anche in un simile scenario di sofferenza e morte. Un documento imprescindibile, per mantenere in vita il ricordo di ciò che non possiamo dimenticare.

Titolo: Storia di Sergio
Autore: Andra Bucci, Tatiana Bucci, Alessandro Viola
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 14,90 €

Sergio ha sei anni quando un giorno la sua vita cambia per sempre. La Seconda guerra mondiale è in corso, suo padre è stato fatto prigioniero e lui e la mamma decidono di trasferirsi da Napoli a Fiume per stare insieme alla nonna, agli zii e alle cugine Andra e Tati. Lì credono di essere più al sicuro, invece una notte arrivano i rastrellamenti e vengono portati via. Inizia così il viaggio che condurrà Sergio a separarsi dalla sua famiglia e a vivere una vita completamente nuova nei campi di concentramento di Auschwitz Birkenau e Neuengamme. In entrambi questi campi esistono dei kinderblok, baracche in cui vengono alloggiati i bambini che verranno usati per gli esperimenti medici dei nazisti. Sergio è uno di loro, ma è anche un bambino coraggioso che non si perde mai d'animo. Sua madre gli ha trasmesso un irrimediabile ottimismo che lo sostiene anche nei momenti più difficili. Il suo unico obiettivo adesso è ricongiungersi a lei e per questo farebbe qualsiasi cosa...

Titolo: Il sangue dei padri
Autore: Giuseppe Fabro
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,00 €

Genova, 1964. Hanno vent'anni o poco più, sono senza scrupoli e scalpitano per diventare i padroni della città. Il loro tirocinio è stato la strada – scippi, furti, piccole rapine violente nei caruggi – e ora, mentre l'Italia cambia e soffia il vento di nuove rivoluzioni, Caio, Parodi, Criss, Albino, Pumas e Michele sono pronti a dare l'assalto al cielo criminale di Genova, spazzando via la vecchia malavita al ritmo di Beatles e Rolling Stones. La loro è una banda di fratelli, tutti con la stessa violenta brama di emergere ma con un capo riconosciuto: Caio. Il carisma del leader ce l'ha anche Mauro, detto il Moro: nato come gli altri ragazzi nei vicoli, e nell'immediato dopoguerra, perciò frutto delle colpe e delle storie disperate di chi lo ha messo al mondo, forma con Vittorio una coppia criminale diversa, che rispetta le leggi non scritte della strada. Ma quando i percorsi delle due bande si incrociano, tra pestaggi in galera, risse nelle bische e rapimenti messi a segno, la scia di sangue che si lasciano dietro degenera presto in una serrata caccia agli uomini che ha come teatro il cuore della città.

Titolo: Sulle orme di un padre
Autore: Danielle Steel
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,90 €

Aprile 1945. Jakob ed Emmanuelle, poco più che ventenni, sono già due sopravvissuti, salvati dalle truppe statunitensi dal terribile destino che li attendeva nel campo di Buchenwald. È in America, la terra delle opportunità, che i due giovani decidono di ricominciare insieme una nuova vita, in un fatiscente monolocale nel Lower East Side di New York, dove accettano i lavori più umili, estenuanti e malpagati, sorretti unicamente dal loro talento, dalla fede e dall'amore che li lega. Molti anni dopo, Jakob è diventato un uomo di successo e può garantire al figlio Max gli studi a Harvard, insieme ai rampolli delle più ricche famiglie americane. Diversamente dai genitori, però, il ragazzo ambisce a una fortuna più grande e si lascia abbagliare da quel mondo patinato, abbandonandosi al lusso più sfrenato. Ben presto, tuttavia, quello specchio dorato inizia a mostrare le prime crepe, riservandogli fallimenti e delusioni. Solo allora Max imparerà ad apprezzare l'esempio del padre, che aveva inseguito il sogno americano senza mai sacrificare l'integrità morale e gli affetti famigliari. Dall'Europa ridotta in ceneri alla sfavillante New York, la storia toccante e avvincente di chi, sopravvissuto all'Olocausto, ha avuto il coraggio di ricominciare a vivere, lasciando un esempio indelebile alle generazioni a venire.

Titolo: 33
Autore: Marco Ubertini
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,90 €

Marco ha appena sedici anni quando scappa di casa: della scuola non gli importa nulla, la famiglia la sente lontana, le regole sono gabbie dalle quali fuggire. Ha un furgone che non potrebbe guidare, spray e marker per lasciare il suo tag e davanti a sé un senso di infinite possibilità. Gira la periferia romana, tra palazzi grigi e campi rom, manicomi abbandonati e depositi di treni, cercando nuovi posti dove tracciare la sua firma e fermarsi per un po'. Gli amici diventano la sua casa: con loro condivide i pochi soldi e i progetti, i sogni e il fumo. E poi la droga: tanta, diversa, confusa, tra le pasticche dei rave e le notti con i compagni di viaggio, fino all'incontro con la compagna più dolce ed esigente, l'eroina. Per lei, per averla e mantenerla, si dà al taccheggio e al piccolo spaccio, finisce in prigione e in giri pericolosi, ogni giornata è vissuta alla ricerca di una nuova dose. Finché l'amore assume i contorni chiari di una dipendenza e Marco si ribella. In questo libro crudo e poetico, racconta la sua discesa nell'inferno e ritorno, sempre in bilico tra seduzione e autodistruzione, folle libertà e annientamento, sullo sfondo di una Roma cupa e brutale. Una storia vera che ha il ritmo dell'hardcore e l'immaginario de "L'odio", di "Trainspotting" e di "Stand by me". Una storia che affonda le sue radici esattamente nel punto in cui Marco ha rischiato di perdere se stesso.

Titolo: Avevo 15 anni
Autore: Elie Buzyn
Editore: Frassinelli
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 19,90 €

Agosto 1944. Dopo un'infanzia felice in Polonia, Élie Buzyn, a 15 anni, subisce l'indicibile: la deportazione, l'assassinio dei suoi famigliari, Auschwitz e poi la marcia della morte fino a Buchenwald. 11 aprile 1945. Il campo viene liberato: e ora? Come tornare alla vita? Guidato dalle voci del passato, Élie ricostruisce altrove ciò che è stato distrutto. Da Buchenwald alla Palestina, all'Algeria e infine alla Francia, il ragazzo compie il suo viaggio di ritorno dalla morte alla vita. Élie studia, si laurea in medicina, ricomincia a vivere un'esistenza piena e ricca, dedicata soprattutto a coloro che i nazisti avevano perseguitato: testimoni di Geova, malati psichiatrici, persone anziane, tra gli altri. E dopo tanti anni, tante esistenze salvate come medico, un giorno Buzyn capisce che è arrivato il tempo di testimoniare. «Dimenticare il passato significa incoraggiare la sua ripetizione in futuro»: questa frase, estratta dalla prefazione del suo libro, riassume il compito che Élie Buzyn si è dato. Élie testimonia ancora e ancora, a più di 90 anni, davanti agli studenti per trasmettere questo ricordo alle giovani generazioni, mentre l'antisemitismo, il revisionismo e il negazionismo rimangono drammaticamente vivi. E attraverso la sua testimonianza ci mostra che l'essere umano può non solo sopravvivere al peggio, ma rivivere senza limiti: è diventato maratoneta e ricorda con orgoglio quando, nel 2006, ha portato la fiamma olimpica.


Titolo: La trasparenza del camaleonte
Autore: Anita Pulvirenti
Editore: DeA Planeta Libri
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 15,00 €

Carminia non riesce a guardare nessuno negli occhi. Vorrebbe che non le rivolgessero mai la parola, nemmeno per augurarle buongiorno. Il minimo ritardo la infastidisce, un quadro storto la infastidisce. Ha un menu fisso per ciascun giorno della settimana, un ordine preciso per vestirsi ogni mattina, un modo corretto con cui la carta igienica deve scorrere sul portarotolo, e diciotto copie del suo libro preferito in soggiorno, su uno scaffale. Rifugge qualsiasi rumore o semplice contatto umano. La verità è che le persone sono d'intralcio alla sua esistenza. Carminia ha la trasparenza del camaleonte, la stessa capacità di adattarsi alle situazioni in cui si trova e, in quelle, sparire. Eppure soffre per tutto ciò che non le riesce, la disturba, non le viene naturale: ha la sindrome di Asperger, ma ancora non lo sa. È solo quando finalmente le viene diagnosticata, e la madre sembra riemergere da un'infanzia ormai lontanissima, che il suo mondo di ordine e routine comincia a vacillare. Insieme a Rebecca, una bambina impertinente e linguacciuta, Carminia si troverà allora a dover fare i conti con se stessa, con il suo modo di abitare il mondo e con ciò che significa, alla fin fine, normalità.

Titolo: La campana in fondo al lago
Autore: Lars Mytting
Editore: DeA Planeta Libri
Anno di pubblicazione: 2020
Prezzo copertina: 18,00 €

Norvegia, 1879. Nel piccolo villaggio di Butangen sorge una chiesa dalla bellezza austera e sublime. È un'antica stavkirke, interamente costruita in legno e intrisa di memoria, di leggende e di magia. È qui - tra i banchi spolverati di neve e un freddo capace di gelare il midollo - che un tempo si poteva ammirare l'ultimo arazzo tessuto dalle dita instancabili di Halfrid e Gunhild Hekne, gemelle siamesi unite "per la pelle" dalla vita in giù. Ed è sempre qui che le campane realizzate dal padre in loro onore rintoccano da sé, misteriosamente, ogni volta che una minaccia incombe sulla valle... Fino al giorno in cui il nuovo pastore decide di disfarsene nel nome del progresso e delle proprie ambizioni. Ma il reverendo non ha fatto i conti con Astrid Hekne, indomita discendente di Halfrid e Gunhild, disposta a tutto, anche all'inganno, pur di difendere le "sue" campane e sfuggire a un futuro che sembra già scritto. Intreccio di storie, epoche e destini, "La campana in fondo al lago è un omaggio vibrante allo "stupore dei tempi andati" e al fascino di una terra aspra e bellissima.