Titolo: A.B.C. di Babar
A.B.C. di Babar di Jean de Brunhoff è un abbecedario molto più ricco di quanto possa sembrare a un primo sguardo. Non si limita infatti a presentare le lettere dell’alfabeto associate a un’immagine, ma trasforma ogni doppia pagina in una piccola scena da esplorare. Babar invita direttamente i bambini a guardare con attenzione e a cercare, per ciascuna lettera, tutte le cose il cui nome comincia proprio con quella iniziale, raccomandando persino di non sbirciare le soluzioni prima di aver provato davvero.
Il gioco prende forma pagina dopo pagina. Le lettere compaiono grandi, ben visibili e in più grafie: maiuscolo, minuscolo e corsivo. Attorno, però, non troviamo semplicemente una fila di oggetti isolati. Ci sono vere e proprie scenette popolate dagli elefanti del mondo di Babar: alberi, animali, vestiti, strumenti, persone, cibi, mezzi di trasporto e luoghi diversi si mescolano all’interno dell’illustrazione, lasciando al bambino il compito di capire quali elementi appartengano alla lettera proposta. Ed è proprio questo a rendere il libro particolarmente riuscito. L’alfabeto diventa un gioco di osservazione. Non basta riconoscere la A o la B: bisogna fermarsi, guardare bene, nominare ciò che si vede, magari discutere con l’adulto che legge insieme al bambino e provare a trovare anche gli elementi meno evidenti. Alcune associazioni sono immediate, altre richiedono più attenzione. In questo modo il libro lavora contemporaneamente sul riconoscimento delle lettere, sull’arricchimento del lessico e sulla capacità di osservare i dettagli.
Autore: Jean de Brunhoff
Editore: Pulce
Pagine: 56
Anno di pubblicazione: 2023
Prezzo copertina: 10,00 €
Acquista su Amazon: https://link.amazon/B03UefT8S
Recensione a cura di Luigi Pizzi
Editore: Pulce
Pagine: 56
Anno di pubblicazione: 2023
Prezzo copertina: 10,00 €
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Recensione a cura di Luigi Pizzi
Le illustrazioni di de Brunhoff sono piene di movimento e di piccoli avvenimenti. Ogni pagina sembra raccontare qualcosa, anche se non esiste una vera storia continua. Babar e gli altri elefanti attraversano ambienti molto diversi: si passa da scene all’aperto a momenti domestici, da mercati e giardini a paesaggi più esotici, da situazioni quotidiane ad altre decisamente più buffe. La lettera resta sempre il punto di partenza, ma l’occhio finisce inevitabilmente per perdersi nei particolari. Molto bella anche la scelta di non scrivere subito accanto alle immagini le parole da trovare. È il bambino a doverle formulare. Solo alla fine compare una lunga lista delle soluzioni, ordinata lettera per lettera, che permette di controllare ciò che si è scoperto e magari di tornare indietro per cercare quello che era sfuggito. Questo rende il volume più longevo di un normale alfabetiere: non è un libro da sfogliare una volta sola, ma uno di quelli che possono essere ripresi più volte, perché è facile accorgersi ogni volta di un dettaglio nuovo. Interessante anche la presenza, già nelle prime pagine, delle lettere distribuite tra tanti piccoli elefanti, quasi a suggerire che l’alfabeto non sia qualcosa di astratto, ma un mondo in cui entrare e giocare. A.B.C. di Babar è quindi un albo che unisce alfabetizzazione, gioco e osservazione senza mai assumere il tono di un esercizio scolastico. Le lettere si imparano cercando, nominando, confrontando e magari anche sbagliando. Ed è proprio questa dimensione di scoperta a renderlo così piacevole: non chiede al bambino soltanto di ricordare l’alfabeto, ma lo invita a guardare davvero le immagini e a usare le parole per dare un nome a ciò che vede.


