Recensione: Really Ruby, di Maddie Frost

Titolo
: Really Ruby
Autore: Maddie Frost
Editore: Gallucci
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 14,90 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Really Ruby di Maddie Frost è un romanzo per ragazzi divertente, vivace e immediato, costruito come il diario personale di un’undicenne alle prese con un’estate che avrebbe dovuto essere perfetta e che, invece, prende fin da subito una direzione completamente diversa. Tra campeggio, nuove amicizie, promesse difficili da mantenere, figuracce e prime cotte, il libro racconta quel momento un po’ scomodo e un po’ entusiasmante in cui si comincia a capire che crescere significa anche scoprire parti di sé che non si conoscevano ancora. Il tutto attraverso una forma grafica che ricorda davvero un quaderno: pagine a righe, parole evidenziate, annotazioni e una quantità di piccoli disegni in bianco e nero che entrano continuamente nel racconto. Al centro della storia troviamo Ruby Fox, undici anni, nessun secondo nome – particolare a cui lei stessa sembra tenere parecchio – e una migliore amica, Riley, con cui condivide praticamente tutto dalla prima elementare. Le due sono molto diverse, ma proprio per questo funzionano bene insieme e hanno già programmato nei minimi dettagli il loro mese al Camp Pineview, in Vermont: braccialetti dell’amicizia, marshmallow, talent show e una serie di esperienze da vivere rigorosamente insieme. C’è persino Owen, il ragazzo per cui Riley ha una cotta e che trascorrerà l’estate nel campo maschile dall’altra parte del lago. Poi Riley si rompe una caviglia poco prima della partenza e il piano perfetto crolla. Ruby vorrebbe naturalmente restare a casa, ma sua madre ha già pagato il campo e non sembra minimamente intenzionata a cambiare idea. Prima di separarsi, le due amiche stabiliscono allora una specie di patto: Ruby non dovrà vivere senza Riley alcune delle esperienze che avevano deciso di affrontare insieme. Sulla carta sembra semplice. Peccato che trascorrere un mese intero in un campo estivo cercando accuratamente di non fare le cose divertenti sia molto più complicato del previsto.


La parte più riuscita del romanzo è proprio Ruby. È buffa, impulsiva, molto sicura delle proprie opinioni e allo stesso tempo piena delle insicurezze tipiche della sua età. Arriva al campo convinta di sapere perfettamente chi è e che tipo di persone possono piacerle, ma la realtà comincia presto a smentirla. Deve condividere gli spazi con ragazze che inizialmente le sembrano lontanissime da lei, comprese alcune molto più interessate al rosa, ai vestiti e al trucco, e scopre poco alla volta che avere gusti diversi non significa necessariamente non poter diventare amiche. È un aspetto semplice, ma raccontato senza dividere le ragazze in categorie giuste o sbagliate. Fondamentale è l’incontro con Eliza, con cui Ruby scopre una particolare sintonia, soprattutto grazie all’interesse comune per il disegno e la creatività. Per una ragazza arrivata al campo convinta che Riley fosse praticamente l’unica persona al mondo con cui potesse essere davvero sé stessa, trovare una nuova amica significa però entrare in un territorio complicato. Può voler bene a Riley e allo stesso tempo divertirsi con qualcun altro? Fare con Eliza qualcosa che aveva promesso di conservare per Riley significa tradirla? E quanto può continuare a nascondere ciò che sta realmente vivendo? A rendere tutto ancora più difficile arriva Owen. Ruby avrebbe un compito molto preciso: consegnargli un messaggio di Riley. Ma tra dimenticanze, incontri e sentimenti inattesi, quella missione diventa progressivamente molto meno semplice. Maddie Frost utilizza così il tema della prima cotta senza trasformarlo nel centro assoluto della storia: ciò che conta davvero rimane il rapporto tra le ragazze, il senso di colpa di Ruby e la difficoltà di essere sincera quando teme che la verità possa ferire qualcuno.


La trama procede attraverso le classiche esperienze del campo estivo: vita nelle cabine, attività di gruppo, falò, spettacoli, incontri con i ragazzi dell’altro campo e inevitabili momenti di imbarazzo. Non ci sono grandi antagonisti e, cosa che ho apprezzato, nemmeno il bisogno di trasformare ogni contrasto in bullismo. I problemi di Ruby nascono soprattutto dalle sue scelte, dalle incomprensioni e dalle piccole bugie che, dette magari per non fare soffrire qualcuno, finiscono inevitabilmente per complicare tutto. Lo stile di Maddie Frost è uno dei punti di forza del libro: leggero, rapido e molto vicino al modo di pensare di una ragazzina. Le illustrazioni sono parte integrante della narrazione. Ruby disegna se stessa, le amiche, le proprie disavventure e perfino ciò che immagina possa accadere; a volte una gag funziona proprio perché testo e immagine si completano. I tratti sono volutamente semplici, quasi scarabocchi da diario, ma riescono a rendere immediatamente espressioni, emozioni e situazioni. Proprio questa alternanza rende il volume molto accessibile anche per chi si lascia scoraggiare dalle pagine troppo dense di testo. Really Ruby è quindi una storia di amicizia, ma soprattutto di crescita. Ruby parte convinta che avere una migliore amica significhi dover condividere tutto soltanto con lei e torna dal campo avendo scoperto che affezionarsi a nuove persone non cancella necessariamente i legami precedenti. Nel mezzo sbaglia parecchio, si vergogna, si diverte, si contraddice e qualche volta mente proprio perché non vuole deludere nessuno. Ed è forse questo a renderla così simpatica: non è una protagonista perfetta e non cerca neppure di esserlo. Un esordio di serie fresco e divertente, capace di parlare con leggerezza di identità, amicizia e primi sentimenti, senza dimenticare quanto possa essere complicato avere undici anni e cercare semplicemente di capire chi si sta diventando.

Maddie Frost è cresciuta negli Anni Novanta in Massachusetts, forse guardando troppa TV. Prima disegnava i personaggi dei suoi programmi preferiti, poi si è messa a creare i propri. Finché qualcuno ha cominciato a pagarla per disegnare e scrivere storie, e incredibilmente alcuni dei suoi libri sono persino diventati dei bestseller.

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