RACCONTI TRIESTINI di Giorgio Pressburger in libreria dal 22 ottobre

Titolo: Racconti triestini
Autore:
Giorgio Pressburger  
Editore: Marsilio
Pagine: 144
Anno di pubblicazione: 2015 

Prezzo copertina: 16,50 €


Alcune raccolte di racconti, pur parlando apparentemente di storie individuali, nel loro insieme mirano a rappresentare un luogo, una città. Così per esempio Gente di Dublino di James Joyce, o le Cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani. Questi luoghi a loro volta sono una metafora dell’umanità, se non dell’Universo intero. Il racconto non è un genere minore, anzi. Alcuni dei libri più belli della storia della letteratura sono cresciuti proprio sul terreno del racconto. Soltanto la moda e l’editoria degli ultimi decenni hanno respinto questo genere nel reclusorio delle opere minori, se non proprio di poco valore, anche se nella nostra tradizione ci sono esempi altissimi, tra quelli di maggior rilievo della Storia della letteratura.
Che cosa desidera fare Pressburger con questi suoi racconti? La città di Trieste in sé è già stata consacrata da tempo come luogo letterario, è nota per questo - si può dire - in tutto il mondo. Quindi, con il suo inserirsi nella tradizione letteraria di Trieste, probabilmente l’autore intende dichiarare una tendenza e l’accettazione di una regola che rifiuta il ruolo di intrattenimento a costo zero. Rivendica invece quello che fino a non molto tempo fa pareva un requisito necessario: un valore diverso da quello del puro divertimento, che oggi invece pare essere l’unico elemento indispensabile. Il mondo qui rappresentato vuole scuotere il lettore dal suo torpore di indifferenza verso gli altri, mostrare quello per cui Trieste rimane ancora un posto dalla cui sofferenza e disposizione alla conciliazione con l’esistenza c’è ancora da imparare. 

Giorgio Pressburger - narratore, autore e regista teatrale, saggista - è nato a Budapest nel 1937. Si è rifugiato in Italia nel 1956, dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria. Figura importante nel panorama culturale italiano e internazionale, è stato assessore alla Cultura a Spoleto - sede del Festival dei due mondi - e direttore dell’Istituto italiano di cultura a Budapest. Tra le sue opere: Storie dell’Ottavo Distretto (Marietti 1986, poi Einaudi) e L’elefante verde (Marietti 1988, poi Einaudi), scritti con il fratello Nicola; La neve e la colpa (Einaudi 1998, Premio Viareggio), L’orologio di Monaco (Einaudi 2003, Premio Mondello), Nel regno oscuro (Bompiani 2008), Storia umana e inumana (Bompiani 2013).

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