Recensione: I CUSTODI DI SLADE HOUSE di David Mitchell, l'autore di "Cloud Atlas"

Titolo: I custodi di Slade House
Autore: David Mitchell
Editore: Frassinelli
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 19,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Da sempre Londra resta la patria del mistery, delle ambientazioni gotiche e delle storie più complesse. A partire dagli scenari dark e cupi ottocenteschi che hanno fatto da sfondo alle storie thriller e noir del detective Sherlock Holmes; passando per la Londra da bene di Virginia Woolf, popolata dalla nuova borghesia; sino ad una città pregna di corruzione politica, denunciata da Orwell; la capitale del thè ha fatto da madrina a numerosi romanzi. E stavolta tocca proprio a David Mitchell (già autore
acclamato per Cloud Atlas), ambientare il suo romanzo in una Londra onirica, surreale e spettrale, che richiama gli scenari esangui e lugubri creati da Guillermo del Toro in Crimson Peak, il gusto per il macabro e l’orrido tipico di Lovecraft, e l’oscurità, la malvagità delle viuzze di Notturn Alley in Harry Potter.

Ogni nove anni, durante l’ultimo weekend di ottobre, nell’angolo più remoto di una stretta stradina londinese e lungo un muro di mattoni, una porticina nera appare dal nulla: l’ingresso alla Slade House. A partire dal 1979 sino al 2015, ogni 31 ottobre, gli inquilini della casa -una sinistra coppia di gemelli- invitano nella loro dimora una persona speciale, sola o semplicemente diversa che si volatilizza. Dapprima Rita e Nathan Bishop spariscono nel nulla quando vanno ad una soirée di Lady Grayer; poi è la volta dell'ispettore divorziato Edmonds, che viene sedotto dalle grazie di una misteriosa donna della dimora; e ancora Sally, studentessa con problemi di autostima; e sua sorella Freya, reporter giunta a Londra alla ricerca di indizi sulla scomparsa della sorella minore; ed infine Iris Marinus-Fenby, una psichiatra di colore chiamata per effettuare ricerche su quella strana dimora. Apparentemente i personaggi non si conoscono tra loro, ma sono accomunati dai disagi, dai problemi e dalle disillusioni della vita, e posseggono animi tormentati destinati a non trovare mai pace. Che fine fanno le vittime? Ma soprattutto: chi sono i gemelli?

Con un linguaggio diretto ed elegante, David Mitchell ancora una volta crea una narrazione complessa, il cui fine ultimo è quello di confondere il lettore sui possibili indizi durante la lettura. Attraverso ogni riga si insinua il dubbio su quanto sia realtà, ricordo o fantasia. Inoltre, ogni episodio descritto sembra essere una storia fine a se stessa senza ulteriori riscontri, ma in realtà personaggi, vicende e addirittura oggetti ritornano in una serie di incastri e rimandi, necessari alla soluzione finale della macchinosa trama. Oltre al resto, a mio avviso da non tralasciare, sono le tematiche che hanno un’importante rilevanza: il desiderio umano di conoscere l’ignoto mondo dell’aldilà, l’immortalità vista come ultimo fine, la perenne lotta tra il Bene e il Male, i peccati passati che tormentano l’individuo, l’imperfezione e l’ambizione dell’animo umano, gli stadi del lutto.

Un romanzo originale che si confà a chi ama le ghost story o è fan di intrecci, enigmi e trame artificiose non svelate mai completamente.

L'AUTORE
David Mitchell è nato nel 1969 a Southport, nel Lancashire, è laureato in Letteratura inglese e americana e ha conseguito un ulteriore diploma in Letteratura comparata mentre lavorava in una libreria di Canterbury. Ha vissuto in Giappone, insegnando inglese, dal 1994 al 2003, quando si è trasferito in Irlanda con la moglie e i figli. Ora si dedica a tempo pieno alla scrittura. Per Frassinelli ha già pubblicato Nove gradi di libertà, vincitore del Mail on Sunday/John Llewellyn Rhys Prize e finalista del Booker Prize, Sogno numero 9, A casa di Dio, I mille autunni di Jacob de Zoet. Da L’atlante delle nuvole, anch’esso finalista del Booker Prize, è tratto il kolossal dei fratelli Wachowski, Cloud Atlas. Il suo ultimo romanzo pubblicato è stato Le ore invisibili (marzo 2015), considerato dalla critica di lingua inglese uno dei migliori libri dell’anno.

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