Recensione: San Francesco, di Alessandro Barbero

Titolo:
San Francesco
Autore: Alessandro Barbero
Editore: Laterza
Pagine: 448
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 20,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Con San Francesco (Laterza, 2023), Alessandro Barbero affronta una delle figure più amate e, allo stesso tempo, più complesse della storia medievale. L’obiettivo non è quello di restituire una biografia definitiva del santo di Assisi, quanto piuttosto di raccontare il modo in cui, nei secoli, la sua immagine è stata costruita, manipolata, trasformata in simbolo. Più che un ritratto statico, dunque, questo libro è un’indagine sulla memoria, sulla “questione francescana”, sul conflitto tra diverse interpretazioni di un uomo che ha segnato la storia religiosa e culturale dell’Occidente.

Già dalle prime pagine, Barbero mette in chiaro il suo approccio: non si tratta di inseguire un “vero Francesco” nascosto sotto strati di leggende, bensì di comprendere come ciascuna generazione abbia riscritto e reinterpretato la sua vicenda. A partire dalle prime biografie di Tommaso da Celano, commissionate da papa Gregorio IX subito dopo la canonizzazione, fino all’imponente Legenda maior di Bonaventura, imposta nel 1266 come testo ufficiale, ordinando addirittura la distruzione delle vite precedenti, la storia di Francesco appare come un campo di battaglia letterario e ideologico. Ogni testo, ogni omissione, ogni scelta narrativa risponde a un bisogno politico o spirituale: proteggere la purezza della Regola, integrare l’Ordine nella Chiesa, offrire un modello di santità ai fedeli, oppure – nei secoli più vicini a noi – accostare Francesco a figure molto lontane, come nel surreale paragone con Mussolini elaborato negli anni Venti. Il cuore del libro sta proprio nell’analisi di queste fonti, che Barbero conduce con la consueta chiarezza e precisione. La Regula non bullata, la Regula bullata, il Testamento, le biografie ufficiali e quelle alternative vengono lette non solo come documenti, ma come strumenti di potere, segni tangibili di tensioni interne e conflitti tra correnti diverse del francescanesimo. Il lettore scopre così che dietro l’immagine di Francesco povero, radicale, assoluto, o dietro quella del santo obbediente e integrato nella gerarchia ecclesiastica, ci sono battaglie culturali e religiose che hanno attraversato i secoli. 

Immagine dal sito: https://static2.iodonna.it/wp-content/uploads/2016/10/Schermata-2016-10-04-a-15.07.38.png?v=420719

Il Francesco di Barbero non è un’icona immobile, ma un uomo vivo, con le sue contraddizioni e scelte radicali. È il giovane che rompe con la sua famiglia e con il mondo mercantile, ma anche il predicatore che deve fare i conti con le esigenze organizzative di un ordine in rapida crescita. È il visionario che immagina una Chiesa povera, ma anche il leader che affida compiti e scrive regole. E proprio questa tensione fra radicalità e compromesso, fra mito e realtà, è ciò che rende ancora oggi la sua figura tanto potente e attuale. Come sempre, Barbero sa rendere accessibile la complessità senza semplificarla. Il suo stile è scorrevole, vivace, spesso ironico: racconta le vicende e le dispute storiografiche con il passo di un romanzo, ma senza rinunciare al rigore della ricerca. Il lettore non specialista trova un testo che si legge con facilità, mentre chi ha dimestichezza con la materia può apprezzare la profondità dell’analisi e la ricchezza dei riferimenti. San Francesco non offre un’unica immagine del santo, ma mostra come la sua figura si sia frantumata e moltiplicata in una miriade di riflessi, ciascuno rivelatore di un’epoca e dei suoi bisogni. In questo gioco di specchi, più che un Francesco “vero”, incontriamo molti Franceschi possibili, e proprio qui sta la forza del libro: nella consapevolezza che la storia non è mai definitiva, ma è fatta di voci, interpretazioni, conflitti. Il risultato è un’opera che si colloca tra il saggio storico e la riflessione culturale: non un’agiografia, ma un percorso critico che invita a pensare a Francesco non come a un mito imbalsamato, bensì come a un uomo che continua a interrogarci, perché capace di attraversare i secoli senza mai perdere la sua carica dirompente. In definitiva, San Francesco è un libro che si legge con il piacere di un romanzo e la profondità di un saggio: un viaggio nella storia e nella memoria che restituisce tutta la complessità di una delle figure più straordinarie della cristianità, senza mai ridurla a semplice icona.

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Alessandro Barbero ha insegnato Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale. Ha vinto il Premio Strega nel 1996 con il romanzo storico Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo, ha collaborato per molti anni con il programma Superquark di Piero Angela e i suoi podcast sono tra i più seguiti. Tra le sue molte opere per Laterza: Dizionario del Medioevo (con C. Frugoni); Medioevo. Storia di voci, racconto di immagini (con C. Frugoni); Carlo Magno. Un padre dell’Europa; La battaglia. Storia di Waterloo; 9 agosto 378 il giorno dei barbari; Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’impero romano; Benedette guerre. Crociate e jihad; Lepanto. La battaglia dei tre imperi; Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali; Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco;Caporetto; Dante; L’aristocrazia nella società francese del Medioevo; All’arme! All’arme! I priori fanno carne!.

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