Recensione: Un salto nel cielo, di Manila Esposito con Daria Bertoni

Titolo:
Un salto nel cielo
Autore: Manila Esposito, Daria Bertoni
Editore: Mondadori
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 16,50 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Un salto nel cielo racconta la nascita di una passione e il coraggio di coltivarla quando richiede costanza, rinunce e testa. La protagonista è Isabel, una bambina che non riesce a stare ferma: capriole, arrampicate, il sogno di un body che brilla sotto i riflettori. È la nonna a intercettare quel talento e a trasformarlo in occasione, iscrivendola a un corso di ginnastica artistica: lì Isabel viene notata subito, ma capisce anche che il salto vero non è solo quello sul tappeto, è crescere imparando disciplina, pazienza, fiducia in sé. La trama segue le sue prime prove in palestra, l’euforia dei progressi e la frustrazione degli inciampi, dentro una vita familiare affettuosa ma concreta e una scuola che chiede equilibrio tra doveri e sogni.

Fonte: https://dimages2.corriereobjects.it/files/main_image_mobile/uploads/2024/08/01/66ab40c0e3269.jpeg

Il libro sceglie un taglio realistico e motivante: niente scorciatoie, solo allenamenti che si sommano, cadute che insegnano, piccoli traguardi che fanno da ponte al successivo. La voce narrante è calda e diretta, adatta ai lettori e alle lettrici più giovani, ma capace di parlare anche agli adulti che accompagnano i ragazzi nello sport. L’autenticità nasce anche dalla firma di Manila Esposito, fuoriclasse azzurra: la materia sportiva (tempi, attrezzi, routine, gestione dell’emozione) è restituita con naturalezza, senza tecnicismi inutili, e con l’energia di chi la pedana l’ha vissuta davvero. Tra i temi più presenti ci sono il sostegno della famiglia (la nonna come alleata decisiva), l’importanza dell’allenatrice e del gruppo, l’amicizia che diventa rete di protezione e, soprattutto, l’idea che il talento da solo non basta: servono costanza, rispetto delle regole, capacità di ascoltare il proprio corpo e la propria testa. Il risultato è un racconto luminoso, che non edulcora la fatica ma la trasforma in motivazione: pagina dopo pagina, Isabel comprende che la vera gara è con se stessa, e che ogni salto è prima di tutto un atto di fiducia. Sul piano stilistico, la scrittura è scorrevole, i capitoli brevi, il ritmo ben tenuto: perfetto per chi ha 9–12 anni (ma non solo). Un salto nel cielo è quindi un romanzo di crescita sportiva: una storia che si legge d’un fiato e che lascia addosso la voglia di provare, riprovare, rialzarsi.

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