Recensione: I bambini di Anna, di Joanne Kormylo

Titolo:
I bambini di Anna
Autore: Joanne Kormylo
Editore: Newton Compton
Pagine: 366
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 12,90 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

I bambini di Anna di Joanne Kormylo è un romanzo intenso e coinvolgente che racconta il coraggio e la resilienza durante uno dei periodi più bui della storia. Ambientato nella Polonia occupata del 1942, il libro intreccia la brutalità della guerra con una storia profondamente umana fatta di sacrificio, speranza e legami che nascono anche nelle circostanze più disperate. Anna Kowalski è una giovane donna che, dopo aver visto la sua città distrutta, decide di unirsi alla Resistenza polacca insieme al padre e al fratello. Il suo compito è tra i più rischiosi: guidare i bambini ebrei fuori dal ghetto di Varsavia, attraversando cunicoli e fogne, per condurli verso una possibilità di salvezza. Sono missioni cariche di tensione, in cui ogni passo può essere fatale, e l’autrice riesce a restituire con grande efficacia la paura costante e la determinazione di chi sceglie di opporsi all’occupazione. Parallelamente si segue la storia di Johnnie Nowak, pilota della RAF di origine polacca, abbattuto durante una missione di rifornimento per la Resistenza. Catturato dai tedeschi e rinchiuso in un campo di prigionia, tenta la fuga e il suo destino si intreccia con quello di Anna. Il loro incontro avviene in circostanze pericolose e incerte, ma tra i due nasce un legame fatto di fiducia e speranza. Tuttavia la guerra non concede tregua: Anna viene arrestata e deportata a Ravensbrück, dove si trova a sopportare la violenza e la crudeltà di una guardiana soprannominata “La Bestia”. Le pagine ambientate nel campo sono dure e dolorose, e mostrano senza filtri la disumanità e la sofferenza vissute dai prigionieri. Quando Anna viene trasferita in un altro campo e ritrova Johnnie, la narrazione si carica di ulteriore tensione. I due, uniti dalla volontà di sopravvivere e dalla speranza di riconquistare la libertà, progettano una fuga quasi impossibile...

Il romanzo alterna momenti di azione frenetica a passaggi più intimi, in cui emergono l’amicizia, la solidarietà e persino l’amore che riesce a nascere nonostante tutto. La scrittura è scorrevole ma intensa, e l’autrice dimostra una grande attenzione alla ricostruzione storica. Le descrizioni del ghetto, dei sotterranei, dei campi di prigionia e delle missioni della Resistenza sono vivide e contribuiscono a rendere la lettura immersiva. Non mancano scene difficili, segnate da violenza, fame e disperazione, ma accanto a queste trovano spazio anche il coraggio, la lealtà e la forza di chi continua a credere in un futuro diverso. I bambini di Anna è un romanzo che unisce storia e sentimento, capace di raccontare la brutalità della guerra senza perdere di vista l’umanità dei suoi protagonisti. È una lettura emozionante e a tratti dura, ma anche ricca di speranza, che rende omaggio a chi ha rischiato tutto per salvare vite. Una storia potente e coinvolgente, ispirata a eventi reali, che lascia il segno e invita a riflettere sulla forza dell’amore, della resilienza e della solidarietà anche nei momenti più oscuri.

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Joanne Kormylo, vive in Canada con la figlia Andrea. Dopo essersi laureata in Legge, ha lavorato come avvocata e imprenditrice. Figlia di un pilota della seconda guerra mondiale e prigioniero di guerra, ha approfondito la storia del padre attraverso il suo diario di guerra, interviste a veterani e viaggi in Polonia, Germania e Regno Unito. Da questa ricerca è nato I bambini di Anna, il suo romanzo d’esordio.

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