Recensione: Alle medie senza social, di Annalisa Strada

Titolo
: Alle medie senza social
Autore: Annalisa Strada
Editore: Piemme
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Alle medie senza social è un romanzo attuale, intelligente e sorprendentemente equilibrato, scritto da Annalisa Strada, autrice che conosce a fondo il mondo della scuola e dell'adolescenza. Insegnante di scuola secondaria di primo grado oltre che scrittrice, Strada affronta uno dei temi più discussi degli ultimi anni – il rapporto tra preadolescenti e social network – evitando con intelligenza sia il moralismo sia la facile demonizzazione della tecnologia. Il risultato è un romanzo di formazione capace di parlare ai ragazzi con autenticità, ma anche di offrire importanti spunti di riflessione a genitori e insegnanti. La protagonista è Cinzia, una ragazzina appena entrata alle medie che, dopo aver finalmente ottenuto un cellulare, scopre che non è quello che aveva immaginato. Il telefono c'è, ma è privo di Internet, dei social network e delle chat che sembrano rappresentare il vero lasciapassare per appartenere al gruppo dei coetanei. Intorno a lei ruotano Ninfa, la migliore amica sempre connessa, e Fiorenzo, il ragazzo che le piace, mentre il suo interlocutore più sincero resta il diario, al quale confida paure, dubbi e la crescente sensazione di sentirsi esclusa. La madre, invece di vietare semplicemente i social, la invita a porsi una domanda tanto semplice quanto profonda: saresti davvero disposta a rendere pubblico ciò che oggi affidi soltanto al tuo diario? Da questa riflessione nasce l'idea più originale del romanzo: Cinzia comincia a immaginare di avere un profilo social, scrivendo ogni giorno un post che nessuno leggerà davvero, ma che le permetterà di capire meglio se stessa e il significato di ciò che desidera condividere.

Immagine generata con l'IA

L'intuizione narrativa di Annalisa Strada è particolarmente efficace perché sposta l'attenzione dal semplice utilizzo della tecnologia al bisogno, molto più profondo, di essere visti, ascoltati e riconosciuti dagli altri. Il libro non sostiene che i social siano il male assoluto, né propone un nostalgico ritorno a un passato senza smartphone. Al contrario, invita il lettore a interrogarsi sul valore delle relazioni autentiche, sull'importanza della privacy, sulla costruzione della propria identità e sul delicato equilibrio tra ciò che scegliamo di mostrare e ciò che preferiamo custodire. Lo stile dell'autrice è uno dei maggiori punti di forza dell'opera: semplice ma mai banale, brillante, ricco di dialoghi naturali e di situazioni nelle quali ogni ragazzo può facilmente riconoscersi. La narrazione procede con ritmo vivace, alternando momenti divertenti ad altri più riflessivi, senza mai perdere leggerezza. L'uso del diario e dei post immaginari rende la lettura dinamica e contribuisce a entrare nei pensieri della protagonista con spontaneità, mostrando le sue fragilità, le sue contraddizioni e il suo graduale percorso di crescita. Il romanzo affronta con grande sensibilità temi estremamente attuali: il senso di esclusione, il bisogno di appartenenza al gruppo, la pressione esercitata dai coetanei, il confronto continuo con gli altri e il difficile rapporto tra libertà, responsabilità e tecnologia. Annalisa Strada dimostra di conoscere profondamente il mondo della preadolescenza e racconta questi aspetti senza offrire risposte facili o soluzioni preconfezionate. Preferisce accompagnare il lettore in un percorso di scoperta, lasciando che sia la stessa esperienza di Cinzia a suggerire le domande più importanti. Alle medie senza social è quindi molto più di un libro sui social network. È un romanzo sulla crescita, sull'identità e sul desiderio, tipico di ogni ragazzo, di trovare il proprio posto nel mondo. Attraverso una protagonista credibile e una storia vicina alla quotidianità di tanti studenti, Annalisa Strada invita a riflettere su quanto sia importante imparare a conoscersi prima ancora di esporsi allo sguardo degli altri. È una lettura coinvolgente, moderna e ricca di spunti educativi, capace di aprire un dialogo autentico tra ragazzi, famiglie e scuola. Un libro che riesce a parlare del presente senza inseguire le mode, ricordandoci che, prima di ogni profilo e di ogni post, esiste sempre una persona con le proprie emozioni, le proprie insicurezze e il proprio bisogno di essere accolta per ciò che è.

Annalisa Strada è nata in provincia di Brescia. Da anni conduce una doppia vita come autrice di libri per ragazzi e docente di Lettere nella secondaria di primo grado. Ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Andersen, il Gigante delle Langhe, il premio Cento, il Premio Arpino e il Selezione Bancarellino.

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