Recensione: Detective Linus. Il disonorevole caso dell'onorevole scomparso, di Angelo Mozzillo

Titolo:
Detective Linus. Il disonorevole caso dell'onorevole scomparso
Autore: Angelo Mozzillo
Editore: Piemme
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2023
Prezzo copertina: 16,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Il disonorevole caso dell’onorevole scomparso di Angelo Mozzillo è un nuovo, esilarante capitolo delle avventure di Detective Linus, ma questa volta il mistero si intreccia con qualcosa di più personale. Accanto al rapimento dell’Onorevole Putacaso, infatti, entra con forza nella storia il ritorno del padre di Linus, assente da tempo e accolto dal figlio con un entusiasmo che dice molto più di quanto il giovane investigatore sarebbe disposto ad ammettere. Mozzillo conserva tutta la comicità surreale della serie, ma costruisce un episodio che lascia maggiore spazio ai rapporti familiari, all’amicizia e a quel piccolo mondo di affetti che Linus, dietro la sua sconfinata sicurezza, sembra spesso fingere di non avere bisogno. Linus, naturalmente, resta Linus. Si considera un professionista del crimine, possiede una teoria praticamente per ogni situazione e affronta qualsiasi contrattempo con la convinzione che faccia parte di un piano perfettamente calcolato. Ma in questo episodio il personaggio mostra qualcosa in più. Il ritorno del padre lo mette immediatamente in uno stato di adorazione quasi assoluta. Per Linus lui non è semplicemente Papà: è un uomo affascinante, pieno di storie, legato in passato al mondo della serie televisiva GangsterWorld e al celebre detective Johnny Fatelargo, uno degli idoli del ragazzo. Tra i due nasce subito una complicità fatta di battute, ricordi e continue esagerazioni, ma anche di un affetto autentico che dà alla storia una dimensione più tenera. Accanto a Linus ritroviamo Ettorino, il suo “informatore troppo segreto”, forse il collaboratore più improbabile che un detective possa desiderare. Timido, insicuro, spesso sul punto di farsi travolgere dalle iniziative del suo capo, Ettorino finisce però per avere un ruolo sempre più importante. Ci sono poi Raffica, il bidello della scuola, Oreste De Marinis, vicino di casa e presenza costante nelle giornate di Linus, Bagarre, fedele assistente a quattro zampe, e naturalmente la famiglia Putacaso. L’Onorevole, già noto al protagonista, diventa improvvisamente il centro di un caso ben più serio quando scompare senza lasciare traccia. La Signora Putacaso si rivolge così a Linus e il giovane detective si trova davanti a un vero rapimento. Compare una richiesta di riscatto, una valigetta da preparare e una somma di quindicimila euro. Quella che potrebbe sembrare un’indagine abbastanza lineare si trasforma rapidamente in un labirinto di piste, messaggi, incontri clandestini e personaggi sospetti. Linus segue ogni indizio con la solita sicurezza, anche quando le cose prendono direzioni che lui stesso fatica a comprendere. Il caso, però, non termina con la prima apparente soluzione. Alcuni particolari continuano a non tornare e l’indagine si allarga fino a coinvolgere il misterioso locale Lincirca e una banda di criminali chiamata Banda Fante. Da quel momento il romanzo cambia ancora passo: arrivano pedinamenti, travestimenti, passaggi segreti, capannoni abbandonati e persino un cimitero, dove Linus e i suoi compagni finiscono per avvicinarsi alla verità molto più di quanto avessero previsto. La ricerca dell’Onorevole diventa così una successione di situazioni sempre più assurde, nelle quali il pericolo resta reale ma viene continuamente disinnescato dalla comicità dei dialoghi e dall’incredibile capacità del protagonista di complicare anche le cose più semplici.


Molto riuscito è proprio il rapporto tra Linus ed Ettorino. Il primo trascina, ordina, improvvisa e pretende obbedienza; il secondo esita, si confonde, dimentica codici e in più di un’occasione manda all’aria i piani del suo capo. Ma dietro questa continua schermaglia si riconosce un’amicizia vera. Ettorino non è soltanto il bersaglio delle battute di Linus: è qualcuno su cui il protagonista sa di poter contare. Lo stesso vale per Raffica e per gli altri personaggi che, episodio dopo episodio, stanno trasformando le indagini in una sorta di strampalata famiglia allargata. Anche le illustrazioni di Davide Panizza accompagnano perfettamente questa nuova avventura. In questo volume acquistano particolare forza i travestimenti, gli appostamenti, le lettere di riscatto e le incursioni nei luoghi dell’indagine. Le vignette non si limitano ad alleggerire il testo, ma spesso aggiungono una seconda battuta alla scena, mostrando espressioni, incidenti e dettagli che rendono ancora più evidente la distanza tra l’immagine grandiosa che Linus ha di sé e ciò che sta realmente accadendo. Lo stile di Angelo Mozzillo rimane veloce, brillante e pieno di trovate linguistiche. I dialoghi hanno un ritmo quasi teatrale, gli equivoci si accumulano e la voce di Linus riesce a tenere insieme l’intero romanzo senza mai perdere energia. Ma questa volta, sotto la risata, affiora anche una piccola malinconia. Sul finale il protagonista si ritrova a fare i conti con assenze, cambiamenti e amicizie che credeva forse più solide di quanto fossero. Ed è proprio lì che il personaggio acquista una sfumatura nuova: resta vanitoso, impossibile e incontenibile, ma mostra anche quanto abbia bisogno degli altri. Il disonorevole caso dell’onorevole scomparso è quindi un’avventura che amplia il mondo di Detective Linus senza limitarsi a riproporne i meccanismi. C’è un rapimento da risolvere, certo, ma ci sono soprattutto un padre ritrovato, un amico da imparare ad ascoltare e una piccola comunità di personaggi che continua a crescere intorno al protagonista. E forse, per una volta, il caso più importante non è soltanto quello dell’Onorevole scomparso, ma capire chi rimane accanto a noi quando l’indagine è finita.

Angelo Mozzillo è nato a Napoli nel 1988 e si è trasferito poi a Milano, dove si è diplomato in regia cine-televisiva alla scuola di cinema Luchino Visconti. È autore di albi illustrati, reportage narrativi, sceneggiature, spettacoli teatrali e installazioni multimediali. Vincitore nel 2021 del SuperPremio Andersen con Io sono foglia, per Il Battello a Vapore ha scritto la serie Detective Linus, in cui combina due sue passioni: la narrazione umoristica e l’amore per il cinema.

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