Recensione: Il rapporto sessuale non esiste. Corso marzo-maggio 2018, di Massimo Recalcati

Titolo:
Il rapporto sessuale non esiste. Corso marzo-maggio 2018
Autore: Massimo Recalcati
Editore: Castelvecchi
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 20,00 €

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Recensione a cura di Mario Turco

Confidiamo che da queste parti siamo quasi sempre favorevoli all'aforisma lapidario, assoluto, in grado di aprire e chiudere un mondo nell'arco di una sola sentenza. Lo siamo non perché crediamo nella verità di questo assunto, gettato con arroganza divina nell'agone del dibattito culturale, bensì perché apprezziamo il fatto che la sua chiarezza espositiva possa generare o l'ordalia dei suoi avversari o la chiamata alle armi dei suoi estimatori. In entrambi i casi riteniamo infatti che il dibattito che ne consegue è fecondissimo perché cerca di dimostrare rispettivamente la fallacia della tesi così improvvidamente enunciata o, al contrario, il pregno humus concettuale che l'ha generato. 


"Il rapporto sessuale non esiste. Corso marzo-maggio 2018", di Massimo Recalcati pubblicato da Castelvecchi editore è l'esempio più felice di questa tesi. Il libro del saggista italiano è la trascrizione - molto editata, checchè ne dica l'autore nel prologo, scusandosi fintamente come Cervantes per il linguaggio umile del suo Don Chisciotte - del corso universitario da lui tenuto nel trimeste marzo-maggio del 2018 presso l'università di Verona e teso a svelare il significato profondo di una delle frasi più provocatorie del filosofo e psicoanalista Jean-Jacques Lacan: "il rapporto sessuale non esiste". La negatività senza sbocchi di questa asserzione ha da decenni attirato strali e applausi di gran parte della comunità di pensatori, tanto che Recalcati fornisce subito una prima chiave per entrare "nelle pieghe di questa enunciazione" già presente nel Seminario X del 1972-1973: essa sarebbe, infatti, una "rilettura originalissima che Lacan propone della sessualità secondo Freud". Diviso in 5 capitoli, corrispondenti alle lezioni che Recalcati tenne al suo uditorio di studenti in quell'anno, la prima sezione pone le basi concettuali per la comprensione del suo sostrato: dalla definizione della Cosa (Das Ding) e la difesa che il Soggetto deve mettere in atto per non restare scottato dal "reale dell'incandescenza, il reale primordiale e maligno della frammentazione", fino alla differenza tra godimento dell'Altro e l'Altro godimento. Il limite principale di questo denso libro di 180 pagine è intuibile sin da qui perché l'assenza di note di commento lascia che il linguaggio accademico del corso sia fruibile soltanto da chi possiede almeno un'infarinatura di psicologia e filosofia. Se si sta a questo patto e, naturalmente, si accetta anche quello opposto che prevede che non si debba smontarlo dottoralmente per scovarvi magagne e manchevolezze - che ci sono, dato il doppio cripticismo metodico del duo Lacan/Recalcati che propongono dati e definizioni di storia del pensiero e dell'arte in maniera sempre teleologica e retroattiva, mai realmente configgenti - Il rapporto sessuale non esiste. Corso marzo-maggio 2018 è comunque un saggio stimolante, capace di accendere molte riflessioni laterali sulle differenze non solo tra i sessi biologici ma anche all'interno degli stessi generi.


Ad esempio, nella Lezione IV dopo la ripresa del mito di Aristofane sull'originaria unità dei sessi Recalcati ripercorre "la significazione del fallo" dando contezza della differenza tra l'essere il fallo, tipico ma non esclusivo degli uomini, e l'avere il fallo, caratteristica precipua delle donne, che orienta spesso il comportamento dei generi anche nelle scelte d'amore. Proprio in questa sezione si può trovare uno dei principali distanziamenti di merito del saggista italiano dal suo maestro francese perché ai suoi occhi desiderio sessuale e amore non sono incompatibili: per Lacan e prima di lui Freud, infatti, egli sottolinea con forza che "è come se vi fosse un pregiudizio morale all'inverso: l'intensità dell'amore ostacola l'intensità sessuale del rapporto, l'intensificazione della pulsione del godimento sessuale non c'entra nulla con l'amore". Se dal punto di vista teorico il libro ha un’accessibilità chiara e funzionale che non ha paura di mostrare anche qualche addentellato “pesante” – alcuni passaggi su Hegel e Kant – stranamente sono proprio i riferimenti pop e di pratica psicoanalitica a risultare a volte pedissequi e banali. Gli esempi terapeutici di alcuni suoi pazienti e qualche volo aereo su letteratura e cinema (“La vita è bella” di Roberto Benigni citato come ottimo esempio della necessaria velatura per l’uomo di fronte all’insostenibilità del reale) avrebbero meritato una natura più forte che quella di una didascalia per universitari.

Massimo Recalcati, filosofo e saggista, è lo psicoanalista che più ha contribuito alla trasmissione del pensiero di Jacques Lacan in Italia. È membro della Società Milanese di Psicoanalisi, direttore dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata di Milano e fondatore di Jonas (Centro di Clinica Psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato nelle Università di Urbino, Bergamo, Losanna, Pavia,
Verona. Attualmente insegna allo IULM e all’Università Statale di Milano. Collabora con «la Repubblica». Castelvecchi ha pubblicato Elogio dell’inconscio. Come fare amicizia con il proprio peggio, L’ultima cena. Anoressia e bulimia, Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica (2024), De odio, Passe-partout (2002-2025) (2025), Il rapporto sessuale non esiste. Corso marzo-maggio 2018 (2026).

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