Recensione: Best in Travel 2027. Le 50 migliori destinazioni ed epserienze per il prossimo anno, la nuova guida Lonely Planet
Titolo: Best in Travel 2027. Le 50 migliori destinazioni ed epserienze per il prossimo anno
Autore: AA.VV.
Editore: EDT, Lonely Planet
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 18,50 €
Recensione a cura di Luigi Pizzi
Best in Travel 2027 è un libro che nasce da un’idea semplice ma tutt’altro che banale: i viaggi più belli non sono necessariamente quelli perfettamente programmati, ma quelli capaci di lasciare spazio all’imprevisto, agli incontri, alle deviazioni e a tutto ciò che non avevamo previsto. Lonely Planet raccoglie cinquanta tra destinazioni ed esperienze sparse per il mondo e costruisce un volume che non vuole limitarsi a suggerire dove andare nel 2027, ma prova soprattutto a raccontare come viaggiare: con curiosità, attenzione, fiducia e la disponibilità a lasciarsi sorprendere. Nell’introduzione si insiste proprio su questo aspetto: non riempire ogni giornata di cose da fare, ma essere presenti, osservare ciò che ci circonda e, quando possibile, seguire i ritmi locali invece di inseguire itinerari prestabiliti. La struttura del libro riflette bene questa filosofia. Le proposte sono divise tra destinazioni ed esperienze, una scelta interessante perché mette sullo stesso piano il luogo e il modo in cui lo si attraversa. Non conta soltanto arrivare in un determinato punto del mondo, ma anche ciò che si decide di fare una volta lì. Così, accanto a mete come Okinawa, León, Oman, Québec, New Mexico, Montserrat o Nuova Caledonia, troviamo percorsi e attività molto più specifici: un viaggio lento lungo la North Shore del Minnesota, il cammino sul St Cuthbert’s Way fino a Lindisfarne, il trekking sul sentiero costiero di Michinoku, un viaggio sulla Darjeeling Himalayan Railway o un itinerario gastronomico nella Valle de Guadalupe.
Autore: AA.VV.
Editore: EDT, Lonely Planet
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 18,50 €
Acquista su Amazon: https://link.amazon/B0h8DU0qR
Best in Travel 2027 è un libro che nasce da un’idea semplice ma tutt’altro che banale: i viaggi più belli non sono necessariamente quelli perfettamente programmati, ma quelli capaci di lasciare spazio all’imprevisto, agli incontri, alle deviazioni e a tutto ciò che non avevamo previsto. Lonely Planet raccoglie cinquanta tra destinazioni ed esperienze sparse per il mondo e costruisce un volume che non vuole limitarsi a suggerire dove andare nel 2027, ma prova soprattutto a raccontare come viaggiare: con curiosità, attenzione, fiducia e la disponibilità a lasciarsi sorprendere. Nell’introduzione si insiste proprio su questo aspetto: non riempire ogni giornata di cose da fare, ma essere presenti, osservare ciò che ci circonda e, quando possibile, seguire i ritmi locali invece di inseguire itinerari prestabiliti. La struttura del libro riflette bene questa filosofia. Le proposte sono divise tra destinazioni ed esperienze, una scelta interessante perché mette sullo stesso piano il luogo e il modo in cui lo si attraversa. Non conta soltanto arrivare in un determinato punto del mondo, ma anche ciò che si decide di fare una volta lì. Così, accanto a mete come Okinawa, León, Oman, Québec, New Mexico, Montserrat o Nuova Caledonia, troviamo percorsi e attività molto più specifici: un viaggio lento lungo la North Shore del Minnesota, il cammino sul St Cuthbert’s Way fino a Lindisfarne, il trekking sul sentiero costiero di Michinoku, un viaggio sulla Darjeeling Himalayan Railway o un itinerario gastronomico nella Valle de Guadalupe.
Per l’Italia la destinazione scelta è il Veneto, regione raccontata attraverso la sua varietà di paesaggi, i centri meno conosciuti e il patrimonio enogastronomico. Ma il volume invita anche a scoprire altri volti dell’Europa: la medievale León, Šibenik in Croazia, Dessau in Germania, Skanör-Falsterbo in Svezia. Tra le esperienze europee spiccano invece la Route Napoléon in Francia, la navigazione alle Isole Eolie, il Killary Fjord nel Connemara e il già citato St Cuthbert’s Way. Markdown incollato Markdown incollato Il viaggio continua poi praticamente senza confini. Si passa dalle gigantesche sequoie della California alle acque della Polinesia Francese, dalle coste subtropicali di Okinawa alle foreste della Tanzania. Alcune proposte hanno il sapore dell’avventura vera e propria: il safari a piedi nel Gombe National Park, legato alle ricerche di Jane Goodall sugli scimpanzé, oppure l’escursione in longboat nell’habitat degli oranghi in Malaysia. Altre puntano invece sul piacere di rallentare, osservare e lasciarsi guidare dal paesaggio. È il caso del Minnesota, raccontato attraverso laghi, foreste e grandi spazi, o del Giappone del Michinoku Trail, dove il cammino diventa il modo migliore per entrare in contatto con comunità e tradizioni locali. Markdown incollato Markdown incollato
Uno degli aspetti più riusciti di Best in Travel 2027 è però il modo in cui queste mete vengono raccontate. Ogni proposta ha quasi il ritmo di un piccolo reportage: una voce personale, un’esperienza vissuta, qualche dettaglio capace di far immaginare il luogo prima ancora di esserci stati. Le pagine dedicate al Minnesota, per esempio, accompagnano il lettore lungo un itinerario tra laghi e foreste; quelle sul St Cuthbert’s Way raccontano un cammino che attraversa le terre di confine tra Inghilterra e Scozia fino all’isola di Lindisfarne; in Messico, nella Valle de Guadalupe, il viaggio passa invece attraverso vino, ristorazione e architettura. Anche la veste grafica ha un ruolo fondamentale. Le fotografie occupano spesso gran parte della pagina e non sono un semplice ornamento: raccontano insieme ai testi. Foreste, montagne, coste, città, strade, cibo e architetture costruiscono un immaginario molto forte, mentre i piccoli box con consigli e suggerimenti pratici danno concretezza all’esperienza e aiutano a trasformare la curiosità in un possibile itinerario. È proprio questo equilibrio tra racconto, immagini e informazioni a rendere il volume piacevole anche per chi, almeno per il momento, non ha nessuna partenza in programma. Best in Travel 2027, quindi, funziona sia come guida sia come libro da sfogliare senza fretta. Si può consultare per scegliere una destinazione, ma anche aprirlo a caso e lasciarsi attirare da un luogo mai preso in considerazione prima. Ed è forse questo il suo pregio maggiore: non trasformare il viaggio in una gara a chi vede più cose, ma riportarlo alla curiosità e alla scoperta. In un’epoca in cui molte mete sembrano diventare desiderabili soltanto perché viste centinaia di volte sui social, Lonely Planet ricorda che partire significa anche cambiare programma, ascoltare chi vive in un luogo, seguire una strada non prevista e concedersi il tempo di guardarsi intorno. Best in Travel 2027 non offre soltanto cinquanta idee per il prossimo viaggio: restituisce soprattutto quella sensazione, difficile da spiegare ma immediatamente riconoscibile, che precede ogni vera partenza. La voglia di scoprire cosa ci aspetta un po’ più in là.


