Recensione: Nonna Top, di Gunnar Helgason

Titolo:
Nonna Top
Autore: Gunnar Helgason
Editore: Uovonero
Pagine: 208
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Nonna Top di Gunnar Helgason è un romanzo di formazione brillante, irriverente e molto più profondo di quanto lasci immaginare il tono scatenato delle prime pagine. Al centro c’è Stella, quasi quattordici anni, una carrozzina, una cresima che si avvicina a velocità preoccupante e una vita che sembra aver deciso di concentrare nello stesso momento tutto ciò che può mettere in crisi un’adolescente: amicizie complicate, ragazzi, famiglia, competizioni sportive, visite mediche e una paura che lei cerca in ogni modo di tenere a distanza. Il risultato è un libro che fa ridere parecchio, spesso proprio quando non dovrebbe, ma che riesce anche a parlare con grande naturalezza di disabilità, malattia e paura della morte. Stella è il vero motore della storia. È sarcastica, impulsiva, permalosa, piena di pensieri che raramente riesce a tenere per sé. Non vuole essere compatita e detesta quando gli altri la trattano come se la carrozzina definisse completamente chi è. Allo stesso tempo non viene trasformata nella classica protagonista “forte” che affronta tutto senza vacillare: ha paura, si vergogna, litiga, piange, fa figuracce, interpreta male quello che le succede e qualche volta riesce a complicare da sola situazioni già abbastanza difficili. È proprio questa imperfezione a renderla credibile. Su tutto incombe un problema alla schiena che richiederà un intervento chirurgico. Stella commette allora uno degli errori più comuni – e più comprensibili – quando si ha paura: cerca risposte su Internet. Il risultato è disastroso. Una ricerca dopo l’altra la conduce a scenari sempre più terribili e la convinzione di poter morire comincia lentamente a occupare ogni spazio. Helgason racconta questa paura senza appesantire il romanzo: nella testa di Stella tragedia e comicità convivono continuamente, e a volte basta una frase di suo fratello o una battuta fuori luogo perché un momento drammatico precipiti nell’assurdo. In questo caos arriva da Copenhagen la nonna paterna, immediatamente ribattezzata nella mente di Stella “nonna Køben”. È lei il personaggio che dà al libro il suo equilibrio più bello. Energica, imprevedibile, affettuosa senza essere soffocante, capace di ballare, cantare e parlare della morte con una serenità che manda in crisi la nipote, è lontanissima dall’immagine della nonna fragile da proteggere. Accanto a lei c’è l’altra nonna, molto più attenta alle apparenze e decisamente più teatrale, e il contrasto fra le due produce alcune delle scene più divertenti del romanzo. Ma dietro le gag emerge qualcosa di più importante: entrambe, in modi diversissimi, fanno parte della rete di persone che circonda Stella proprio mentre lei teme di perdere il controllo della propria vita.

Immagine generata con l'IA

La trama è costruita come un conto alla rovescia verso la cresima. Ogni capitolo segnala quanti giorni mancano e, mentre la data si avvicina, gli eventi sembrano accumularsi: visite mediche, allenamenti, acquisti impossibili per trovare il vestito giusto, funerali decisamente poco solenni, discussioni con gli amici, primi baci e un importante appuntamento sportivo. Stella pratica infatti la corsa in carrozzina e i Campionati nordici rappresentano uno dei momenti in cui emerge meglio la sua determinazione. Helgason evita però di trasformare lo sport in una facile parabola edificante: Stella vuole semplicemente gareggiare, migliorare, battere gli altri e possibilmente vincere. La sua disabilità fa parte della sua vita, ma non esaurisce la sua identità. Molto riuscito è anche il gruppo di adolescenti che le ruota intorno. Fatima, Judita, Guðbjörg, Blær e gli altri non sono semplici comparse: tra gelosie, incomprensioni e momenti di solidarietà restituiscono bene quella fase in cui un’amicizia può sembrare finita per sempre la sera e tornare fondamentale il giorno dopo. Anche i sentimenti di Stella sono tutt’altro che ordinati. Le cotte cambiano, i baci arrivano spesso nel momento sbagliato e la realtà raramente assomiglia alle fantasie preparate nella sua testa. La voce narrativa è uno dei punti di forza del romanzo. Stella racconta tutto in prima persona con un linguaggio rapido, diretto, pieno di esclamazioni, maiuscole, pensieri improvvisi e commenti al limite dell’assurdo. Helgason non evita il corpo: ci sono problemi intestinali, pannolini, cateteri, dolori, mestruazioni, odori e situazioni imbarazzanti. Ma non c’è compiacimento. È semplicemente il corpo reale di un’adolescente, raccontato senza trasformarlo né in tabù né in lezione. E poi c’è la morte, evocata continuamente da Stella quasi fosse un personaggio che la segue. Più lei prova a immaginarla, anticiparla e prepararsi, più il romanzo finisce invece per parlare della vita. Non in maniera zuccherosa: la paura non sparisce perché qualcuno pronuncia la frase giusta. Ma Stella scopre poco alla volta che intorno a lei ci sono persone, relazioni e desideri che continuano a esistere anche quando il futuro fa paura. Le ultime pagine ribaltano ancora una volta il tono, mescolando spavento e comicità fino alla conclusione. Nonna Top è quindi un romanzo divertentissimo e insieme sorprendentemente serio, capace di affrontare temi difficili senza trasformarsi mai in un “libro a tema”. È una storia sulla disabilità e sulla malattia, certo, ma soprattutto sull’adolescenza: quel momento in cui si vorrebbe controllare tutto proprio mentre ci si accorge che quasi niente è davvero controllabile. E in mezzo a questo disordine, Stella scopre che crescere non significa smettere di avere paura, ma continuare a vivere anche quando la paura rimane lì.

Gunnar Helgason e un famoso attore, conduttore, regista e scrittore islandese. Dopo essersi laureato presso l’Icelandic Academy of Arts, ha condotto un programma televisivo per bambini e ha scritto, diretto e recitato spettacoli teatrali, film e telefilm. Ha scritto diversi libri di successo per bambini, aggiudicandosi il Children’s Choice Book Prize per sei volte. Una mamma svitata, che uovonero ha pubblicato in Italia, ha vinto l’Icelandic Literature Prize nel 2015 e nel 2021 ne è stato tratto uno spettacolo teatrale. Della stessa serie uovonero ha pubblicato anche Professor papà e Nonna top.

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