23 marzo 2012

Recensione: LA RAGAZZA DEL GHETTO di Sabino Acquaviva

Titolo: La ragazza del ghetto
Autore: Sabino Acquaviva
Editore: Marsilio
Pagine: 318
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo copertina: 18,00 €

Il Veneto è sullo sfondo. Le strade e le piazze di Padova, che l'autore conosce bene, le calli e i campielli di Venezia, i paesaggi dei Colli Euganei: ogni piccolo particolare acquista spessore e rilievo e crea un'atmosfera capace di suscitare notevole emozione. Nel clima inquieto di fine Cinquecento, che descrive le tentazioni di un uomo normale in bilico tra la fede degli avi e le incertezze di chi è attratto dal dubbio, si inserisce la storia d'amore tra il nobile veneziano e una ragazza ebrea del ghetto di Padova. Un amore che nasce e cresce in una situazione difficile, che vive le difficoltà di un rapporto necessariamente tormentato, che si nutre di momenti idilliaci, che soffre non solo a causa delle difficoltà che si frappongono alla nascita di un legame stabile tra un'ebrea e un nobile, ma anche si complica quando una terribile epidemia di peste sconvolge le esistenze di tutti coloro che vivono nelle terre venete.  

RECENSIONE
La prima edizione del libro è uscita per Mondadori nel 1996 e Marsilio ha deciso di riproporre il romanzo all'attenzione dei lettori. In realtà non si tratta di un vero e proprio romanzo, ma più che altro di un romanzo-saggio, in quanto i due protagonisti sono il frutto della fantasia dell'autore, mentre tutti gli altri sono realmente esistiti. Inoltre se la storia può essere raccontata in poche parole, la parte saggistica trova ampio spazio con una meticolosa descrizione di fatti, luoghi e personaggi che, in qualche modo, hanno segnato la vita culturale, politica e sociale veneta durante il XVI secolo.

La storia è quella di un nobile veneziano, nonché illustre medico, Alvise Corner, che viene denunciato all'Inquisizione come eretico. Da quel momento in avanti Alvise inizierà ad essere pedinato da misteriosi uomini in nero, per conto della Repubblica, intenti a spiarlo per dimostrare la sua eresia.
Tuttavia Alvise non fà nulla per allontanare i sospetti ma continua ad esprimere la propria opinione di persona libera, colta, e aperta verso un mondo nuovo, che poi troverà la sua massima espressione, secoli dopo, nell'Illuminismo. Anzi si innamora di una ragazza ebrea, Sara, che corrisponde nonostante la consapevolezza dell'impossibilità di sposarsi e vivere un futuro insieme.
Proprio quest'amore impossibile verà spezzato prima dall'intervento dell'Inquisizione e poi dall'avvento della peste, che riuscirà a portare via le ultime speranze del giovane Corner, sempre più confuso e vicino all'eresia, tanto da avvicinarsi, al movimento anabattista.

Il libro è diviso formalmente in tre parti: l'amore, la peste e il processo. L'aspetto più interessante dell'opera è sicuramente l'attenta documentazione storica che permette, anche ai neofiti, di entrare a contatto con la reatà politica, sociale, ma soprattutto culturare dell'epoca. Molto belle e dettagliate anche le descrizioni di Padova e Venezia, i due centri dove si svolge prevalentemente il romanzo, soprattutto in relazione alla loro vita "privata". Sicuramente si tratta di un romanzo profondamente introspettivo, forse troppo direi, dove i tormenti interiori del protagonista si manifestano con le scelte azzardate e rischiose, di fronte ad un realtà, ancora legata al mondo medievale e nel pieno della Controriforma, chiusa e impreparata ad accogliere certe idee, sia in campo religioso che in quello scentifico. 
Dunque se la riflessione sull'epoca risulta interessante, il problema del romanzo è senza dubbio l'assenza totale, o quasi, di dialoghi, aspetto che rende difficile, per tutti, sostenere la lettura dall'inizio alla fine senza annoiarsi. Anche perchè, come detto all'inizio, la storia si potrebbe raccontare con poche parole, mentre il libro supera le 300 pagine, riportando numerose citazioni dai documenti dell'epoca.

Per questo non è sicuramente un romanzo adatto a tutti, da consigliare principalmente a chi cerca un saggio-romanzato, appunto, interessato a conoscere il clima dell'epoca, senza rinunciare ad un linguaggio raffinato e poetico.
 
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