8 ottobre 2013

Recensione: CORSA A LEVANTE di Vincenzo Cortese

Titolo: Corsa a Levante
Autore: Vincenzo Cortese
Editore: Il Ciliegio
Pagine: 308
Anno di pubblicazione: 2013 
Prezzo copertina: 18,00 €


Recensione a cura di Elvira Chimisso

Siamo nel 1450, i corsari moreschi infestano il mare Mediterraneo e si spingono oltre, nella terraferma cilentana, attaccando villaggi e città, facendo prigionieri uomini ma anche donne e bambini che poi vengono venduti come schiavi. Tra questi prigionieri c’è Elena, la bellissima moglie di Filippo Corsi, un ex masnadiere che, fuggito da Genova e dal suo passato, trova finalmente la pace e l’amore insieme a lei.

“Corsa a Levante” si riferisce proprio alla corsa di Filippo volta all’inseguimento dei pirati per riprendersi Elena e per questo si imbarca nuovamente al servizio del comandante Angelo Luzzi, riprendendo la vecchia via della masnada. Riuscirà Filippo a riportare Elena a casa e soprattutto riuscirà ad affrancarsi dal suo passato maledetto?

Romanzo storico, avventuroso in cui si intrecciano storie di cavalieri, corsari e schiavi che fanno da sfondo alla storia d’amore tra Elena e Filippo, ma che affronta anche il tema dell’amicizia e del rispetto tra i popoli, rispetto che Filippo troverà nel nuovo amico Asbagh. La scrittura è semplice e scorrevole. Precisi sono i riferimenti storici, come per esempio la descrizione della figura di Giorgio Castriota, Principe di Albania, l’unico capace di fronteggiare il potente esercito del Sultano Murad II. La descrizione dei personaggi così come dell’ambientazione è precisa e dettagliata, ricca di particolari suggestivi e affascinanti che ci rimandano immediatamente a quell’atmosfera avventurosa e selvaggia. Pecca insopportabile sono i numerosi errori ortografici segno, forse, di un lavoro editoriale troppo frettoloso. Da non perdere per chi ama il genere storico, avventuroso in cui si fondono Storia, leggenda e romanticismo.

L'AUTORE
Vincenzo Cortese è nato a Napoli nel 1972. Svolge la professione di medico veterinario, girando in bicicletta tra Napoli e provincia, ma coltiva la sua passione per la scrittura fin dai tempi del liceo. Viene pubblicato nel 2006 il racconto Lo specchio di Gerberius all’interno della raccolta La penna oltre il camice e nel 2008 il suo primo romanzo, Anuir, un fantasy mediterraneo.

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