mercoledì 4 giugno 2014

Recensione: GRAY di Francesco Falconi

Titolo: Gray  
Autore: Francesco Falconi
Editore: Mondadori
Pagine: 372
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 17,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Gray, romanzo auto conclusivo di Francesco Falconi, rappresenta l’apoteosi del suo stile narrativo. Un viaggio graffiante e profondo nell’animo dei protagonisti, i cui desideri e rammarichi possono benissimo essere plasmati sulle persone reali. Dorian ,protagonista indiscusso della storia, richiama l’essenza dell’uomo dandy di Oscar Wilde, schiavo dell’estetica, del lusso, dell’eccesso, dell’estasi che può procurare un singolo momento fissato nell’eternità.

Vive in una società moderna, viaggia, dirige una serie di locali dove tutto appare al limite del "concesso", si sente quasi padrone del mondo, potrebbe avere tutto o quasi…manca un solo tassello, un elemento, unica croce quasi inaccessibile per lui: l’amore, quello vero, puro, incontaminato, che spezza qualsiasi patto o dannazione e che gli da speranza di una redenzione. Sarà proprio l’amore a dare il via ad una disperata ricerca, quasi ossessiva ed egoistica, nel provare quel sentimento straziante che vede nei suoi amanti mentre svende il suo corpo, tanto da indurli in peccaminose tentazioni e far assaporare loro il suo "inferno", per poi lasciarli abbandonati a se stessi. Per lui l’umanità rappresenta solo parte del suo tempo, trofei da collezionare per il suo ego e per la sua bellezza, per cui cent’anni prima ha venduto l’anima. Finchè non conosce Layla.

Creatura dalla personalità complessa, sfuggente, che soffre di una malattia rara, radicata dentro di lei, la dismorfofobia che le fornisce una percezione completamente distorta di se stessa e del proprio corpo, ogni volta che si guarda allo specchio, non vede la sua reale figura, bensì un mostro deforme, tale da scatenarle ribrezzo e disgusto. Forse il caso o forse un gioco sadico del destino si incontrano, due anime tormentate, accomunate dall’amore per l’arte. Nasce un sentimento profondo, forte, a tratti contrastante, che porterà ad un finale decisamente inaspettato e sconvolgente.

Il titolo e la presenza di Dorian Gray all’interno del romanzo possono forse fuorviare il lettore, dandogli un’idea distorta della storia e della psicologia reale dei personaggi. Non si tratta di un remake in chiave moderna della storia ottocentesca di Oscar Wilde, piuttosto di un’ispirazione per Francesco Falconi, un evidente omaggio dello stesso scrittore alle tematiche, alle idee e al mondo che quasi duecento anni fa fu creato per mandare un chiaro e preciso messaggio al pubblico. La tematica che fa da sfondo a quest’opera è l’estetica, quella caratteristica che in gran parte della nostra società sembra avere un ruolo chiave, quasi predominate. L’autore attraverso le sue parole tenta di evocare nella mente del lettore una serie di domande che forse almeno una volta durante la vita ci si è posti: con lo sfiorire della bellezza estetica, della giovinezza, cosa resta ad un essere umano? Cosa può offrire al mondo e come può appagare il suo ego? Falconi in questo romanzo evidenzia in qualche modo quello che dovremmo valorizzare giorno per giorno, ossia l’essenza stessa di un essere umano, l’io più profondo.

Lo stile è sferzante, trascinante, ricco di pathos, mantiene costantemente attiva l’attenzione dei lettori, invitandoli ad un’attenta riflessione. Il tutto condito con una serie di flashback che ci permettono di conoscere le storie passate dei protagonisti. Non è un libro d’avventura né d’amore. E' stato etichettato come un fantasy ma presenta una serie di sfumature che tale denominazione non può racchiudere. Per tutto questo consigliato a chi ama storie ardenti e acute.

L'AUTORE
Francesco Falconi è nato a Grosseto nel 1976. Da sempre amante del fantasy, dal 2006 a oggi ha pubblicato quattordici libri. Vive a Roma. La saga di Muses, di cui sono stati acquisiti i diritti cinematografici, è edita da Mondadori.

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3 commenti:

  1. Bellissima recensione, complimenti a Marika!

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  2. Cos'è l'ossessione?

    Credo che sia un bel modo per concludere un libro. Con una domanda che tormenterà fino a quando non avrà risposta. E non è facile rispondere a domande come questa.
    È una domanda che porterai dentro come un pezzo di te, per la quale cercherai sempre una risposta logica, sensata e soddisfacente.
     È una domanda che ti succhia via qualcosa. Come il libro. Che ti succhia via tutto ciò che sapevi, o meglio, credevi di sapere, sull'amore e sulla bellezza. Un libro che porta via l'ossigeno dai polmoni dalla prima sino all'ultima pagina. Che inganna. Che fa sperare nella redenzione.

    /L'ossesione è un ricordo che opprime l'animo, un pensiero ricorrente, ripetitivo e doloroso che tentiamo di neutralizzare con azioni e comportamenti rituali. E secondo lei invece, cos'è l'ossessione?/

    Il suo libro, dottor Falconi, è stato il primo che ha risvegliato qualcosa dentro me. E ne ho letti di libri.
    Il suo fa capire, fa sognare, fa sperare che per tutti ci sia una seconda possibilità. Fa amare la vita.
    Non avevo mai letto un suo libro, non la conoscevo neanche, in effetti, dottor Falconi. E specialmente e sinceramente, avevo perso le speranze di trovare almeno uno scrittore italiano all'altezza di altri scrittori stranieri. Ma lei non è all'altezza di nessuno di tutti gli scrittori di cui ho letto e studiato. No. Lei è molto in alto, molto più in alto rispetto gli altri. Ha usato i personaggi di un'opera preziosa, giocando con loro come se fossero tessere di puzzle. Lei si chiede se sia riuscito ad esprimere il suo pensiero secondo il quale la vera bellezza è il fascino interiore, soggettivo e immortale. Si, dottor Falconi, c'è riuscito alla perfezione.
    Io credo che dentro ognuno di noi si trovino un Dorian, una Layla e l'Anima Nera.
    Tutti speriamo di poter rimanere giovani esternamente, rallentando quel processo che porterà le prime rughe, i primi capelli bianchi, la vecchiaia. Ma quando poi cresciamo capiamo che la vita è un ciclo. Dobbiamo solo godere del presente che possediamo e guardare il passato con un sorriso sulle labbra, senza avere rimorsi o rimpianti per le cose fatte o meno.
    Poi ci sono le persone che si vedono brutte, quando in realtà sono belle, sia dentro che fuori, ma hanno solo bisogno che qualcuno si accorga di loro.
    L'anima nera è dentro ognuno di noi: tutti ci poniamo quesiti a cui inizialmente non sappiamo rispondere, non rendendoci conto che ciò che manca per rispondere ad ogni domanda è soltanto l'esperienza.

    Spero di essere riuscita a esprimere il mio amore verso il suo libro. Non sono brava con le parole. Ho intenzione di comprare e leggere tutti i suoi libri; è veramente uno scrittore fantastico, competente e bravo.

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    Risposte
    1. Grazie mille Chiara per il tuo contributo

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