9 agosto 2014

Recensione: UN'ESTATE FA di Stefano Tummolini

Titolo: Un'estate fa
Autore: Stefano Tummolini
Editore: Fazi
Pagine: 143
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo copertina: 14,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Un'estate fa è un libro dello scrittore e regista Stefano Tummolini. Il romanzo è un giallo con sfumature misteriche dove tutto ciò che viene presentato non è come sembra. La storia parla di un gruppo di ragazzi benestanti di Roma che un giorno decidono di trascorrere un fine settimana a Sabaudia. La combriccola non è tra quelle che potremmo definire "simpatiche" o "divertenti", al contrario è caratterizzata da svariati personaggi con diversi caratteri, accomunati - i più - dalla cocaina.

Tutto sembra filare liscio tra relax, pettegolezzi e "coca party", fino a quando Guido, uno dei partecipanti a quel weekend da "sballo", si sente male. I suoi compagni dopo una prima occhiata non si curano apparentemente del suo malessere e il ragazzo decide così di far ritorno a casa. Tuttavia accade qualcosa di impensabile: Guido scompare e non si hanno più sue notizie. Iniziano così le indagini della polizia e i ragazzi vengono interrogati uno ad uno, rivelando le proprie debolezze e "peccati". Così il giardiniere della villa viene iscritto nella lista dei sospettati e si da inizio alla ricostruzione degli avvenimenti...

I protagonisti presentano degli atteggiamenti che vanno a definirne chiaramente i tratti essenziali del loro carattere. Troviamo due ricche gemelle, superficiali, pettegole, tutt’apparenza; Manuel vincitore dell’edizione televisiva di Saranno Famosi, perfetto narcisista e omosessuale dichiarato; Davide, sfigato di turno che si innamora di una delle due gemelle, motivo per cui partecipa al viaggio; Domenico Costa, padrone di casa, ed infine suo cugino Guido, ragazzo riservato, timido, poco legato al mondo della droga. Forse i protagonisti nell’insieme risultano un po' statici e stereotipati; i "classici" ragazzi dei quartieri alti che non provano il minimo interesse per il mondo circostante.

Le tematiche che fanno da sfondo a questo romanzo sono varie e di complessa natura. Troviamo dei giovani posti difronte al problema della droga, animati dalla superficialità nei confronti dei problemi del prossimo e del mondo circostante, probabilmente sazi della ricchezza dei propri genitori. Ragazzi che si danno a scelleratezze giusto per sentirsi "alla moda" e apparire "fighi", celando sempre di più le loro nature spezzate e i loro animi confusi. Problematiche che vengono a galla durante le indagini, quando emerge l’Io più profondo di ciascun ragazzo.

Proprio in virtù delle tematiche affrontante, il libro può essere considerato anche come un romanzo di formazione. Dietro le azioni maldestre dei ragazzi si cela una realtà non tanto distante da quella in cui viviamo, caratterizzata molto spesso da un'attenzione quasi del tutto assente verso i problemi giovanili, posti al centro dei riflettori soltanto nel caso di un episodio grave, come la scomparsa di Guido. Le ambientazioni vengono accennate, ma non descritte realmente; le scene si svolgono tutte tra Roma e la villa a Sabaudia. Per quanto riguarda lo stile, risulta scorrevole e mantiene viva l’attenzione del lettore. Il libro è inoltre breve da leggere ed è caratterizzato per lo più da dialoghi, quasi lo scrittore volesse ricreare una sceneggiatura.

Un romanzo consigliato per una piacevole lettura estiva, in particolare a coloro che hanno apprezzato o sono curiosi di vedere il film, L'estate sta finendo, diretto dallo stesso Tummolini e uscito nelle sale il 10 luglio.

L'AUTORE
Stefano Tummolini è scrittore, traduttore e regista. Ha collaborato alla sceneggiatura di alcune serie tv (Distretto di polizia, Il bello delle donne, Tutti pazzi per amore) e di film per il grande schermo, tra cui Il bagno turco di Ferzan Ozpetek. Ha tradotto testi di autori classici e contemporanei dall’inglese e dallo spagnolo (tra cui Gore Vidal, Guillermo Arriaga, John Williams). Un altro pianeta, il suo primo lungometraggio, è stato presentato alla 65° Mostra del Cinema di Venezia e al Sundance Film Festival. Nel 2009 è stato candidato al Nastro d’argento come miglior regista esordiente.


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