Titolo: La musica del mio picchio
Autore: Anna Ansimova
Editore: Telos
Pagine: 112
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 15,90 €
La musica del mio picchio è un libro delicato e sorprendente, scritto con rara sensibilità da Anna Anisimova, autrice russa capace di trasformare la quotidianità in meraviglia. Attraverso quattro racconti collegati tra loro, l'opera intreccia narrativa per l'infanzia, racconto di formazione e fantasia poetica, dando vita a una storia che parla di inclusione, immaginazione e scoperta senza mai cadere nella retorica o nel didascalismo. Al centro della narrazione troviamo una bambina senza nome, scelta narrativa tutt'altro che casuale. La protagonista racconta il mondo in prima persona e permette al lettore di entrare nella sua esperienza con naturalezza, senza etichette né spiegazioni preventive. Non viene definita dalla sua cecità, ma dalla sua curiosità, dalla sua energia e dalla sua straordinaria capacità di stupirsi. È una bambina che ama giocare, fare domande, inventare storie e trasformare la realtà attraverso la fantasia. Attorno a lei ruota una piccola costellazione di personaggi affettuosi e indimenticabili: la mamma e il papà, presenti e premurosi senza essere mai soffocanti; il nonno, figura tenera e rassicurante, accompagnato dal suo inseparabile bastone che nella mente della nipote assume forme sempre nuove; Pavel, il compagno con cui condivide la scoperta del Braille; gli amici, gli insegnanti e tutte quelle persone che contribuiscono ad allargare gradualmente gli orizzonti della sua esperienza. La trama non segue un'unica avventura, ma si sviluppa attraverso una serie di episodi che raccontano momenti apparentemente ordinari: una visita allo zoo, una giornata al museo, una lezione d'arte, una passeggiata nella neve, l'apprendimento del Braille. Eppure nulla è davvero ordinario agli occhi della protagonista. Un elefante toccato per la prima volta diventa una presenza costante che la accompagna nelle giornate; il bastone del nonno può trasformarsi in un cavallo, in un serpente o in un fedele compagno di viaggio; una slitta si trasfigura in una gigantesca balena pronta a solcare mari immaginari. Ogni esperienza quotidiana viene riletta attraverso una fantasia vivissima che non rappresenta una fuga dalla realtà, ma un modo originale e creativo di abitarla.
Anna Anisimova nasce a Kropotkin (Siberia orientale). Si laurea in giornalismo all’Università Statale di Novosibirsk. Durante gli studi universitari crea giornali per bambini e scrive storie insieme a loro. Scopre così qual è la sua vera passione e decide di dedicarsi totalmente alla scrittura di libri per ragazzi. Attualmente vive a Helsinki. Il suo primo libro, L’elefante invisibile (2013), suscita grande interesse tra i lettori. È la storia di una bambina non vedente che poi diventerà il primo racconto del suo libro più famoso, La musica del mio picchio, pubblicato in Russia da Samokat nel 2020 e portato oggi in Italia da Telos.
Yulia Sidneva, artista e illustratrice, è membro dell’Unione degli Artisti di Mosca dove si è laureata presso l’Università Statale di Arti Tipografiche. Illustra libri per bambini e lavora come designer presso la casa editrice Samokat. Nel 2022 e nel 2025 è stata finalista alla Mostra Illustratori della BCBF (Bologna Children’s Book Fair).
Tatiana Pepe si laurea in russo presso l’università di Bologna e, dopo un percorso accademico, per oltre 10 anni lavora come traduttrice aziendale. Nel 2019 entra nel mondo editoriale, collaborando assiduamente con la casa editrice Caissa Italia. Da allora si occupa di traduzione, scouting e rapporti con gli autori russofoni.
Autore: Anna Ansimova
Editore: Telos
Pagine: 112
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 15,90 €
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Recensione a cura di Luigi Pizzi
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è proprio il modo in cui Anisimova costruisce il punto di vista della sua protagonista. Il lettore comprende progressivamente che la bambina non vede, ma questa consapevolezza emerge attraverso piccoli dettagli, gesti e percezioni, senza che la parola "cieca" diventi mai il centro della narrazione. L'autrice compie una scelta narrativa coraggiosa e profondamente rispettosa: non racconta una disabilità, ma una persona. Non mette in scena una battaglia da vincere né una condizione da superare. Racconta semplicemente un'infanzia felice, piena di affetti, curiosità e scoperte. Lo stile di Anna Anisimova rappresenta uno dei maggiori punti di forza dell'opera. La scrittura è semplice ma mai banale, delicata ma capace di colpire in profondità. Le frasi brevi e musicali restituiscono perfettamente lo sguardo infantile della protagonista, mentre la traduzione italiana di Tatiana Pepe conserva la ricchezza sonora del testo originale, fatta di rumori, onomatopee, profumi, consistenze e sensazioni tattili. Il mondo raccontato non viene descritto attraverso i colori o le immagini, ma attraverso i suoni dei passi sulla neve, il fruscio degli alberi, il profumo dei vestiti, il tocco delle mani e la consistenza degli oggetti. È un invito costante a rallentare e a riscoprire forme di percezione che spesso dimentichiamo. Un ruolo fondamentale è svolto dalle splendide illustrazioni di Yulia Sidneva. Morbide, poetiche e immediatamente riconoscibili, accompagnano il testo senza limitarsi a illustrarlo. Dialogano con la narrazione, danno forma alle fantasie della bambina e giocano continuamente sul confine tra ciò che è visibile e ciò che è immaginato. La scelta di palette cromatiche essenziali e la presenza costante del giallo, simbolo della protagonista e della sua vitalità, contribuiscono a creare un'identità visiva raffinata e coerente.
La musica del mio picchio affronta inoltre il tema dell'inclusione con una naturalezza rara nella letteratura contemporanea. Non cerca di impartire lezioni morali né di suscitare compassione. Al contrario, invita il lettore a conoscere una persona prima ancora di accorgersi della sua condizione. In questo modo favorisce una comprensione autentica della diversità, fondata sull'empatia e sulla condivisione piuttosto che sulla distanza o sul pietismo. Il libro riesce così a fondere diverse anime narrative: il racconto di formazione, attraverso le piccole conquiste quotidiane della protagonista; la narrativa realistica, che restituisce con autenticità la vita familiare e scolastica; la fiaba contemporanea, popolata di elefanti invisibili, balene sulla neve e bastoni che diventano creature fantastiche. Il risultato è un'opera luminosa, capace di parlare ai bambini ma anche agli adulti, che nelle sue pagine possono ritrovare qualcosa della propria infanzia e del proprio stupore perduto. La musica del mio picchio è un libro che scalda il cuore con la stessa delicatezza di una coperta nelle giornate d'inverno. Un'opera che celebra la fantasia, l'autonomia, la famiglia e la gioia delle piccole cose. Una storia che insegna senza insegnare, che emoziona senza forzature e che ricorda a ogni lettore una verità semplice ma preziosa: esistono molti modi diversi di vedere il mondo, e ciascuno di essi può renderlo più ricco e più bello.
La musica del mio picchio affronta inoltre il tema dell'inclusione con una naturalezza rara nella letteratura contemporanea. Non cerca di impartire lezioni morali né di suscitare compassione. Al contrario, invita il lettore a conoscere una persona prima ancora di accorgersi della sua condizione. In questo modo favorisce una comprensione autentica della diversità, fondata sull'empatia e sulla condivisione piuttosto che sulla distanza o sul pietismo. Il libro riesce così a fondere diverse anime narrative: il racconto di formazione, attraverso le piccole conquiste quotidiane della protagonista; la narrativa realistica, che restituisce con autenticità la vita familiare e scolastica; la fiaba contemporanea, popolata di elefanti invisibili, balene sulla neve e bastoni che diventano creature fantastiche. Il risultato è un'opera luminosa, capace di parlare ai bambini ma anche agli adulti, che nelle sue pagine possono ritrovare qualcosa della propria infanzia e del proprio stupore perduto. La musica del mio picchio è un libro che scalda il cuore con la stessa delicatezza di una coperta nelle giornate d'inverno. Un'opera che celebra la fantasia, l'autonomia, la famiglia e la gioia delle piccole cose. Una storia che insegna senza insegnare, che emoziona senza forzature e che ricorda a ogni lettore una verità semplice ma preziosa: esistono molti modi diversi di vedere il mondo, e ciascuno di essi può renderlo più ricco e più bello.
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Yulia Sidneva, artista e illustratrice, è membro dell’Unione degli Artisti di Mosca dove si è laureata presso l’Università Statale di Arti Tipografiche. Illustra libri per bambini e lavora come designer presso la casa editrice Samokat. Nel 2022 e nel 2025 è stata finalista alla Mostra Illustratori della BCBF (Bologna Children’s Book Fair).
Tatiana Pepe si laurea in russo presso l’università di Bologna e, dopo un percorso accademico, per oltre 10 anni lavora come traduttrice aziendale. Nel 2019 entra nel mondo editoriale, collaborando assiduamente con la casa editrice Caissa Italia. Da allora si occupa di traduzione, scouting e rapporti con gli autori russofoni.


