La recensione dello spettacolo “Cime Tempestose”, che per la regia di Francesco Bellomo e Carmine De Amicis è in scena al Teatro Sala Umberto di Roma fino al 25 ottobre

Recensione a cura di Mario Turco

Si può svecchiare un classico? Si può emendarlo di una sua corposa parte per dar vita a una riscrittura che sceglie di portare in scena soltanto il canone sedimentato nella mente di generazioni che non lo hanno mai letto ma conoscono in nuce il dramma che lo alimenta? Si può, insomma, renderlo conforme al bignami o al riassunto AI che abbiamo tutti in mente? Si può e si deve farlo se il suo cuore di tenebra e fuoco si accinge bene a raccontare la passione tragica dei suoi due protagonisti, uniti da un tormento amoroso che invece di perpetuarsi nei figli si arresta finalmente con la morte di uno dei due membri della coppia. “Cime Tempestose”, trasposizione teatrale del romanzo di Emily Brontë adattata da Gianni Clementi che per la regia di Francesco Bellomo e Carmine De Amicis è in scena al Teatro Sala Umberto di Roma fino al 25 ottobre, fa del capolavoro letterario la base per una pièce tutta giocata sulla potenza gotica di un sentimento distruttivo. 


L'ultima produzione Virginy L'Isola Trovata è difatti un'operazione che, giovandosi della speculare messa in scena compiuta ultimamente dal film di Emerald Fennell, porta a un pubblico giovane e popolare il rapporto d'amore-odio tra il selvaggio Heatcliff e la volubile Catherine Earnshaw. E, come sempre in tutte le versioni visive del romanzo, il primo fattore per il successo ricade nella scelta degli attori che li interpetrano. Cime tempestose, in questo senso, vince piuttosto facilmente la sua scommessa: Giulio Corso nei panni di Heathcliff divora il palco con la sua presenza animalesca riuscendo ad essere credibile sia nei suoi più indomabili ardori che nei suoi folli vaneggiamenti mentre Federica De Benedettis rende al meglio la spola di Cathy tra la nascita dell'amore verso l'orfano "senza cognome" che abita con lei nella sua tenuta e la capitolazione del sentimento di fronte al richiamo della propria classe sociale. L'altra grande novità di questa trasposizione è rappresentata dal ruolo della governante Nelly (interpretata con grande classe da Jun Ichikawa che non si scompone nemmeno per un improvviso allarme incendio nella sera della prima, continuando a recitare nei pochi secondi in cui fortunatamente l'allarme si spegne!), narratrice molto più affidabile dell'originale letterario e personaggio che addirittura funge da egida morale per i due protagonisti, macchiandosi soltanto per eccessivo trasporto della confessione a Heathcliff della gravidanza di Catherine. 


Fatte salve queste scelte di adattamento, il Cime tempestose di Bellomo e De Amicis si prende la libertà di giocare, omaggiandoli per larghi tratti, coi codici della letteratura ottocentesca. La brughiera pietrosa e procellosa dello Yorkshire del Nord in cui si eleva la magione sempre più decadente degli Earnshaw rivive con gusto nelle scene di Carlo De Marino (peccato però che a essere sacrificata sia la borghese Thrushcross Grange, ritratta scenograficamente col solito lampadario pretenzioso e la sedia rococo) mentre il lavoro del light designer Umile Vainieri coi suoi fasci di luce vibranti riesce a rendere bene il travaglio di una vicenda che diventa via via sempre più tossica. In questo senso, la pièce edulcora poco e nulla del sadismo di Heathcliff verso la moglie Isabella Linton (la bravissima Shaen Barletta che si nasconde senza le moine di tante sue colleghe nell'innocenza iniziale del suo personaggio ma poi ruba la scena nei minuti finali della sua avvenuta "degradazione")lasciandosi anche andare a scene di nudo parziale e violenza verbale purtroppo oramai entrate nel vocabolario comune: "Ogni tuo gemito è un tributo alla mia vendetta".

POST PIU' POPOLARI DELL'ULTIMO MESE

Recensione: I confini della nostalgia: Introduzione al cinema di Theo Angelopoulos, di Anna Maria Geraci con la prefazione di Amedeo Pagani

Una voce tra le stelle, Senza festa non vale, Volpyria. Il tempo dei ribelli, Nespolo, La marionetta in fuga: novità per bambini in libreria dal 16 ottobre

Il trailer di URCHIN, esordio alla regia dell'attore britannico Harris Dickinson, al cinema dal 22 ottobre

Una strega a Notting Hill, Altri mondi oltre a questo, Tè, fiori e incantesimi a Iris Cottage, Cattiva condotta e altre novità in libreria tra il 13 e il 16 ottobre

Il trailer di "Nina Roza", un film di Geneviève Dulude-De Celles Con Galin Stoev, Sofia Stanina, Ekaterina Stanina, Michelle Tzontchev, Christian Bégin, Chiara Caselli, Nikolay Mutafchiev, Tsvetan Todorov, Elena Atanasova, Svetlana Yancheva. Al cinema dal 29 ottobre distribuito da LSPG Popcorn

Il nuovo trailer di "It ends", di Alexander Ullom con Phinehas Yoon, Akira Jackson, Noah Toth, Mitchell Cole. Al cinema dal 28 ottobre

La recensione di "Tragùdia - Il canto di Edipo", di Alessandro Serra in scena al Teatro Vascello di Roma fino al 4 ottobre

Recensione: Psicologia per le arti performative, di Chiara Carlotta Leonetti

All in. Menti pericolose, Il miglior cane del mondo, La rete a maglie strette e altre novità in libreria dal 20 ottobre

Recensione: Piccola città del West. La casa nella prateria vol.5, di Laura Ingalls Wilder