Recensione: Melancholia (2011)

Ieri sera ho visto questo film. Avevo letto delle recensioni positive della critica nei confronti di questa pellicola e quindi le aspettative erano tante. Alla fine sono rimasto abbastanza deluso. Il film è diviso in due parti: nella prima la telecamera è puntata su Justine (Kirsten Dunst) alle prese con i festeggiamenti per il suo matrimonio con Michael (Alexander Skarsgård). All'inizio la ragazza sembra felice ma nel corso della serata inizia a manifestare stanchezza e disturbi psichici, tanto che finisce per licenziarsi dal lavoro, dopo aver insultato il capo, e per fare sesso con un altro nel campo da golf, terminando così la brevissima storia con suo marito.
Nella seconda parte la telecamera è puntata su Claire (Charlotte Gainsbourg): la donna decide di accogliere nella sua casa la sorella Justine, oramai in forte crisi depressiva, nonostante le preoccupazioni e la paura per l'avvicinamento alla Terra del pianete Melancholia, dieci volte più grande del nostro; per questo motivo un eventuale impatto risulterebbe fatale. Tuttavia il marito John (Kiefer Sutherland), appassionato di astronomia, è convinto che Melancholia passerà vicino alla terra senza toccarla e per questo prova a rassicurare la moglie. Ma qual è la verità? Questo dovete scoprirlo da soli, se vi interesse, andando al cinema. Le due parti del film sono abbastanza sconnesse; nella prima c'è un'analisi psicologica dei personaggi durante il matrimonio di Justine; nella seconda l'attenzione si sposta alla scienza e alla paura di un eventuale fine del mondo. L'unico filo conduttore è rappresentato da queste due sorelle, tanto diverse, che si trovano a vivere lo stesso dramma.
Detto questo mi pare evidente che dopo aver visto il film sorga spontanea una domanda: che c'entra la prima parte con la seconda? A mio avviso nulla. Si mette solo tanta carne sul fuoco ma dopo si approfondiscono pochi aspetti e permangono molti dubbi.
A livello tecnico si può apprezzare una fotografia bellissima, una buona colonna sonora ed una pessima gestione delle riprese. Alcuni dicono che Lars von Trier sia un genio, un'artista unico. A me, onestamente, non è piaciuto per niente; la telecamera oscilla di continuo e a tratti mi girava quasi la testa (ho dovuto distogliere lo sguardo). Va bene l'effetto è voluto ma siamo sicuri che poi allo spettatore piaccia davvero? Ai posteri l'ardua sentenza. Per me bocciato.
Continuando l'analisi bisogna sottolineare un'ottima recitazione degli attori, Kirsten Dunst su tutti.
La trama è abbastanza originale e anche il modo in cui viene sviluppata. Il problema, però, è il ritmo: lento, lento, lento, lento. Non ho mai faticato tanto ad arrivare alla fine di un film. Meno male che la parte finale è un pò più "movimentata" e riscatta, parzialmente, il resto. Gli oltre 120 minuti di film sono davvero troppo pesanti e la noia è inevitabile.
Forse sono io che non riesco ad apprezzare certi film, e sono il primo a fare il mea culpa, ma non mi sento proprio di consigliarlo.

REGIA: Lars von Trier
SCENEGGIATURA: Lars von Trier
ATTORI: Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Kirsten Dunst, Charlotte Rampling, Udo Kier, Stellan Skarsgård, Alexander Skarsgård, John Hurt, Brady Corbet.

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