Recensione: Progettazione didattica e Intelligenza Artificiale. Nuove Indicazioni Nazionali e Unità di Apprendimento, di Antonio Calvani e Loto Montina

Titolo:
 Progettazione didattica e Intelligenza Artificiale. Nuove Indicazioni Nazionali e Unità di Apprendimento
Autore: Antonio Calvani, Loto Montina
Editore: Anicia
Pagine: 96
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 18,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Negli ultimi anni l'Intelligenza Artificiale è entrata con forza nel dibattito scolastico. Tra entusiasmi spesso eccessivi e timori talvolta apocalittici, insegnanti e dirigenti si trovano a interrogarsi su come utilizzare questi strumenti senza rinunciare alla qualità educativa. In questo scenario si inserisce Progettazione didattica e Intelligenza Artificiale, un volume che affronta il tema con equilibrio, competenza e un raro senso della realtà. Antonio Calvani, tra i più autorevoli studiosi italiani di didattica, e Loto Montina, insegnante e ricercatore impegnato nella formazione educativa, propongono un approccio lontano sia dall'entusiasmo acritico sia dal rifiuto pregiudiziale della tecnologia. Il loro punto di partenza è semplice ma fondamentale: l'IA non può sostituire la competenza professionale del docente, ma può diventare un valido supporto per affrontare una delle attività più complesse e dispendiose della professione insegnante, la progettazione didattica.


Il libro nasce in un momento particolarmente significativo per la scuola italiana, segnato dalle nuove Indicazioni nazionali e dalla crescente richiesta di progettare percorsi sempre più articolati, coerenti e personalizzati. Gli autori mostrano come la progettazione di un'Unità di Apprendimento richieda competenze metodologiche avanzate e come, nella pratica quotidiana, molti docenti si trovino a fare i conti con difficoltà legate alla formulazione degli obiettivi, alla coerenza tra attività e valutazione, alla gestione dei tempi e all'integrazione interdisciplinare. Uno degli aspetti più interessanti del volume è la sua impostazione profondamente evidence-based. Calvani e Montina non partono dalle funzionalità dei software, ma dai principi della buona didattica. L'IA entra in scena soltanto dopo, come possibile alleata di un docente che conosce già le basi metodologiche del proprio lavoro. È una scelta che conferisce grande solidità all'intero impianto del libro e che evita il rischio, molto diffuso oggi, di scambiare uno strumento per una soluzione. Particolarmente efficace è l'analisi delle criticità della progettazione scolastica. Gli autori mostrano come obiettivi formulati in modo generico, attività poco coerenti o valutazioni scollegate dai traguardi di apprendimento rappresentino problemi reali della scuola contemporanea. In questo contesto l'IA può offrire suggerimenti, individuare incoerenze, proporre alternative e aiutare a strutturare meglio il lavoro, ma sempre sotto la supervisione critica dell'insegnante. La parte operativa del volume è probabilmente quella che risulterà più utile ai docenti. Attraverso esempi, indicazioni pratiche e modelli di prompt, gli autori illustrano come dialogare efficacemente con l'Intelligenza Artificiale nella costruzione di un'Unità di Apprendimento. Non si tratta di delegare il lavoro alla macchina, ma di instaurare una collaborazione consapevole che permetta di alleggerire alcuni passaggi tecnici senza rinunciare alla responsabilità pedagogica. Molto apprezzabile è anche la prudenza con cui vengono affrontati i limiti dell'IA. Le conclusioni ricordano che questi sistemi possono generare errori, proporre soluzioni superficiali o produrre risultati apparentemente convincenti ma metodologicamente deboli. Per questo motivo gli autori insistono sulla necessità di una valutazione umana costante e sulla centralità della competenza professionale del docente. L'Intelligenza Artificiale non sostituisce l'insegnante: semmai rende ancora più evidente quanto siano importanti le sue conoscenze pedagogiche, disciplinari e valutative. Dal punto di vista stilistico il testo riesce a mantenere un equilibrio non facile tra rigore scientifico e chiarezza espositiva. Pur affrontando temi complessi, la scrittura rimane accessibile e orientata alla pratica. Chi lavora nella scuola vi troverà numerosi spunti immediatamente trasferibili nel proprio contesto professionale. In definitiva, Progettazione didattica e Intelligenza Artificiale è un libro che arriva al momento giusto. Non promette rivoluzioni miracolose né alimenta paure infondate. Piuttosto invita a utilizzare l'IA con intelligenza, senso critico e consapevolezza metodologica. È una lettura preziosa per insegnanti, formatori, dirigenti scolastici e studenti di Scienze della Formazione che desiderano comprendere come la tecnologia possa entrare nella scuola senza snaturarne la missione educativa. Più che un manuale sull'Intelligenza Artificiale, è un libro sulla professionalità docente nell'epoca dell'Intelligenza Artificiale. Ed è proprio questa la sua forza maggiore.

Antonio Calvani è stato professore ordinario di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Firenze. Attualmente è Direttore scientifico dell’Associazione scientifica SApIE.

Loto Montina insegna nella scuola primaria e svolge attività di ricerca e formazione didattica ed educativa. Dal 2021 collabora con l’Associazione scientifica SApIE.

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