Recensione: LA FUGA DI MARTHA (2011)

USCITA CINEMA: 25/07/2012
GENERE: Drammatico
REGIA: Sean Durkin
SCENEGGIATURA: Sean Durkin
ATTORI: Elizabeth Olsen, Sarah Paulson, John Hawkes, Hugh Dancy, Christopher Abbott, Brady Corbet, Maria Dizzia, Julia Garner, Louisa Krause, Adam Thompson, Allen McCullough
FOTOGRAFIA: Jody Lee Lipes
MONTAGGIO: Zachary Stuart-Pontier
MUSICHE: Daniel Bensi, Saunder Jurriaans
PRODUZIONE: BorderLine Films
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
PAESE: USA 2011
DURATA: 101 Min
FORMATO: Colore 

TRAMA
Dopo essere fuggita da una setta e dal suo leader carismatico (John Hawkes), Martha (Elizabeth Olsen) tenta di ritrovare una vita normale cercando l'aiuto di sua sorella maggiore Lucy (Sarah Paulson) e di suo cognato (Hugh Dancy), ai quali però non osa raccontare la verità sul suo passato e il segreto che circonda la sua lunga sparizione. Ma il pensiero che la setta sia alla sua ricerca non la abbandona mai. I ricordi che la perseguitano si trasformano poco a poco in una vera paranoia. Realtà e illusione si confondono.

RECENSIONE

Martha (Elizabeth Olsen) scappa dalla "comunità" dove vive e decide di chiedere aiuto alla sorella (Sarah Paulson), dopo essere sparita per due anni. Così Martha si trasferisce nella casa sul lago dove Lucy, la sorella, e il marito (Hugh Dancy) trascorrone le vacanze. La convivenza, tuttavia, non sarà semplice dato che Martha, tormentanta dal passato, inizia a dare segni di squilibrio.

La storia si sviluppa con continui salti temporali tra il presente e il passato; una tecnica narrativa che permette allo spettatore di entrare in contatto e condividere ancora meglio i tormenti della protagonista, incapace di aprirsi e raccontare apertamente il proprio scabroso passato.
Un viaggio interiore duro, complesso, da parte di una ragazza che per cercare la propria identità ha trovato violenza e solitudine, all'interno di una setta dominata da Patrick (John Hawkes), un leader carismatico.

Un film che, nonostante i ritmi piuttosto blandi, riesce ad essere teso ed angosciante, soprattutto grazie all'ottima prova di Elizabeth Olsen, incredibilmente espressiva. Una prova convincente, a dire la verità, da parte di tutto il cast.

Un film particolare, da vedere se si amano le storie drammatiche e si vuole riflettere su certe tematiche.

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