Recensione: IL CAVALIERE DEL SANTO GRAAL (2011)

USCITA CINEMA: 27/07/2012
GENERE: Avventura
REGIA: Antonio Hernández
SCENEGGIATURA: Pau Vergara
ATTORI: Natasha Yarovenko, Sergio Peris-Mencheta, Alejandro Naranjo, Gary Piquer
FOTOGRAFIA: Javier Salmones
MONTAGGIO: Iván Aledo
MUSICHE: Luis Ivars
PRODUZIONE: Maltes Productions, SOROlla Films
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
PAESE: Spagna 2011
FORMATO: Colore 

RECENSIONE

Terra Santa 1291. Capitan Trueno (Sergio Peris-Mencheta) è un cavaliere crociato indomito a servizio di Re Riccardo, che dopo aver liberato i fidati compagni d'avventura, il gigantesco Goliath e il giovane scudiero Crispin, decide di salvare anche il resto dei cristiani tenuti prigionieri nella fortezza musulmana. Tra di essi incontra  un vecchio che, dopo aver intravisto qualcosa di speciale in lui (un simbolo sul collo), decide di affidargli un calice da portare in Spagna per consegnarlo ad un cavaliere custode di nome Morgano.

Si tratta del Santo Graal, il calice che ha raccolto il sangue di Cristo, su cui vorrebbe mettere le mani Jonathan Black (Gary Piquer), un malvagio signore spagnolo che vuole evocare le forze del male, attraverso una cerimonia durante l'eclissi solare, grazie all'aiuto di una potente strega.
E proprio Capitan Trueno, spedito in una regione spagnola per salvare il popolo dall'armata nera, insieme ad alcuni cavalieri e alla principessa Ingrid (Natasha Yarovenko), sarà costretto ad affrontare Black prima che riesca a realizzare il suo folle progetto. Un'avventura a cui prenderanno parte anche Morgano e un principe musulmano giunto in Spagna proprio per aiutare Capitan Trueno.

Il cavaliere del Santo Graal è un film d'avventura low budget che guarda al passato, in particolare alle pellicole storiche degli anni 60' e 70', ma che sembra più prossimo a prodotti per la tv come Fantaghirò.
A livello tematico appare evidente il tentativo, poco riuscito a mio avviso, di fondere la realtà storica con la dimensione fantastica, passando dalle crociate al Graal, dai fenomeni naturali alla magia; ottenendo, alla fine, solo un calderone confuso e privo di significato.

Tuttavia i limiti del film non sono solo tematici, ma riguardano la regia (con scene d'azione al limite del ridicolo), la recitazione (scarsa) e una durata eccessiva che appesantisce ulteriormente una storia tanto lineare quanto prevedibile e scontata. Per non parlare dell'ironia di fondo che finisce, se possibile, per togliere ulteriore credibilità alla storia.

Insomma un film in cui si fa fatica a salvare qualcosa. Tranquillamente evitabile!

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