Recensioni: Rush (2013); Un piano perfetto (2012); You're next (2011)

Niki Lauda (Daniel Bruehl) e James Hunt (Chris Hemsworth) sono due giovani e talentuosi piloti che si danno battaglia sui circuiti della Formula 3, in attesa del grande salto. L'austriaco Lauda è un uomo razionale, introverso, meticoloso nel proprio lavoro, non particolarmente bello o simpatico; l'inglese Hunt, al contrario, è uno sciupafemmine che ama divertirsi e correre sfidando costantemente la morte. E mentre Niki, quasi sconosciuto, riesce ad approdare in Ferrari, grazie all'esperto compagno di squadra Clay Regazzoni (Pierfrancesco Favino), e conquistare il titolo mondiale del 1975, Hunt per essere competitivo dovrà aspettare il 1976, l'anno dell'approdo alla McLaren. Una stagione, quella del 1976, destinata a rimanere nella storia della Formula 1, per alcuni eventi drammatici ma soprattutto per la rivalità tra questi due straordinari piloti...

Il regista premio Oscar Ron Howard (Apollo 13, A beautiful mind, Cindarella man), torna ai suoi massimi livelli per raccontare una delle pagine più belle ed appassionanti della Formula 1. Al centro della storia troviamo la rivalità tra Lauda e Hunt, che daranno vita ad un leggendario duello nella stagione 1976. Da un punto di vista tecnico il film è praticamente perfetto e regala allo spettatore un'esperienza audiovisiva di altissimo livello. La sceneggiatura, firmata dall'esperto Peter Morgan (La Talpa, L'altra donna del Re, Hereafter), è solida e la colonna sonora, curata dal maestro Zimmer, da brividi. Tuttavia a fare la differenza c'è soprattutto l'intensa prova attoriale di Daniel Bruehl e Chris Hemsworth, che non solo somigliano in modo straordinario ai personaggi reali, ma riescono a riprodurne le più svariate sfumature emotive e caratteriali.

Va detto inoltre che Rush non è solo un film per gli appassionati di Formula 1, ma per tutti coloro che amano lo sport e sono in grado di comprendere la scelta di chi trasforma una passione nello scopo della propria esistenza, come accaduto per Lauda e Hunt; due campioni agli antipodi che, in modo diverso, ci mostrano tutto quanto è necessario per vincere; la tenacia, la serietà, l'impegno, il talento, il coraggio, l'umiltà, la temerarietà e soprattutto la "fame" di primeggiare. Un film assolutamente da non perdere, avvincente, coinvolgente ed emozionante, a mio avviso tra i più belli usciti nel 2013!

Nella famiglia Lefebvre, da diverse generazioni, c'è una strana maledizione che colpisce le donne: il primo matrimonio è destinato a fallire. Tuttavia Isabelle (Diane Kruger) ama il suo compagno (Robert Plagnol) e non vorrebbe rischiare di perderlo. Per questo decide di architettare "un piano perfetto": sposare un uomo qualunque e divorziare nel giro di qualche ora. Ma quando il suo piano sembra andare a rotoli, dopo che l'uomo pagato non si presenta all'appuntamento, Isabelle decide di sfruttare l'ingenuità di Jean-Yves (Dany Boon), uno strambo redattore di guide turistiche, seguendolo nel suo viaggio in Africa e convincendolo a sposarsi con il rito Maasai. Una volta tornata a Parigi, Isabelle è convinta di poter finalmente coronare il proprio sogno, ma quando scopre di essere già sposata con Jean, dopo che quest'ultimo ha depositato ufficialmente il loro contratto di matrimonio, sarà costretta a recarsi a Mosca per convincerlo a firmare il divorzio. Le cose tuttavia non andranno come previsto...

Un piano perfetto è una commedia sentimentale francese prevedibile e poco originale, che sta in piedi solo grazie alla sinergia tra i due attori protagonisti, Diane Kruger e Dany Boon, capaci di sfruttare al massimo alcune situazioni comiche. Per il resto il film non ha pretese contenutistiche e a livello visivo propone una carrellata di immagini da cartolina, dall'Africa alla Russia. Una commedia leggera che si può anche vedere se non si hanno grandi pretese, ma tranquillamente evitare senza correre il rischio di perdere nulla di importante!

Aubrey e Paul Davison decidono di festeggiare il proprio anniversario di matrimonio nella nuova ed isolata casa di campagna. Per questo riuniscono tutta la famiglia: i quattro figli e i loro rispettivi fidanzati. Tuttavia durante la cena qualcuno inizia a sparare con la balestra, uccidendo un ragazzo e ferendone un altro alla schiena. Sarà solo l'inizio dell'incubo. Ma chi sono questi assassini mascherati e perchè vogliono sterminare la famiglia Davison?

La trama di You're next può essere riassunta in queste poche parole ma tanto basta per costruire una storia misteriosa e coinvolgente. Il film parte lento e le tensioni familiari, solo accennate, lentamente lasciano il passo all'esplosione della violenza, quando entrano in gioco i misteriosi assassini mascherati. Da qui il film cambia registro e si trasforma in un vero e proprio survival horror, con continui colpi di scena ed una certa vena splatter. L'eleganza regista di Adam Wingard è notevole e in qualche modo ricorda il primo Dario Argento. A livello recitativo il film paga un po' l'assenza di attori di primissimo livello, ma la buona direzione del regista aiuta notevolmente. Il risultato è un film interessante che mi sento tranquillamente di consigliare agli appassionati del genere, che sono convinto non rimarranno delusi!

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