Recensione: Delirium. La trilogia, di Lauren Oliver

Titolo: Delirium. La trilogia
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Pagine: 855
Anno di pubblicazione: 2018
Prezzo copertina: 20,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Nel 2018, la casa editrice Piemme ha deciso di omaggiare i lettori di Lauren Oliver con la pubblicazione di un unico grande tomo contenente la trilogia dell’autrice: sto parlando di Delirium, Chaos e Requiem. L’intera vicenda è ambientata a Portland, negli Stati Uniti, in un futuro distopico dove l’amore è considerato una malattia infettiva e ha il nome di Delirium Amoris Nervosum. È opinione comune che tale virus sia la fonte di crimini, guerre, dissapori e negatività nella società, e di conseguenza tutti gli individui locali all’età di diciotto anni vengono
sottoposti ad una pericolosa operazione celebrale. 

In questa società strana e a tratti bigotta vive Lena, una ragazza apparentemente tranquilla che dalla morte della madre cerca di non ammalarsi e di non finire nei guai prima del compimento della maggiore età. Ma il destino ha in serbo altri piani per lei e finisce per farle incontrare Alex, un ragazzo più grande proveniente dalla Terre Selvagge, un luogo al di là della recinzione cittadina, dove molti scappano per evitare quella vita infernale. Lena si oppone in tutti i modi a quei sentimenti che stanno cominciando ad affiorare nel suo cuore e nella sua mente, ma Alex è diverso, premuroso, e non distaccato come accade a tutte le persone della sua città. Così, i due innamorati decidono di scappare insieme, ma durante la fuga, Hana, migliore amica di Lena, tradisce entrambi in preda ad un attacco di gelosia. La protagonista riesce a scappare dalla città e a unirsi alla Resistenza oltre il confine, mentre Alex rimane intrappolato a Portland. 

Il secondo volume, Chaos, riprende proprio da dove Delirium ci aveva lasciati: Lena è riuscita a salvarsi e a incontrare persone appartenenti ad una nuova realtà. Qui, in queste nuove terre, la sua vita viene sconvolta radicalmente e l’autrice non esita a metterci al corrente di tutti i cambiamenti che la protagonista subisce. Cambiamenti sottolineati già dalla suddivisione del libro in due capitoli alternati tra prima e adesso. Nelle pagine in cui si racconta il passato, ritroviamo una Lena nelle Terre Selvagge che cerca di sopravvivere, rimuginare sugli errori, lasciarsi il dolore alle spalle, e abituarsi alla sua nuova esistenza; nei capitoli intitolati "adesso", Lena è ormai parte integrante della Resistenza, e ha il compito di controllare Julian, un ragazzo dolce ma coraggioso, che si ritroverà ad affrontare numerose peripezie accanto a lei. 

Nell’ultimo libro invece, Requiem, la situazione si ribalta: il governo di Portland, ormai conscio dell’esistenza dei ribelli e della loro crescente attività, decide di inviare i Regolatori con il compito di epurare l’intera Resistenza. Questa volta, l’autrice mette a confronto le vite e le due esistenze nettamente differenti di Lena e di Hana, suddividendo il libro in capitoli alternativamente narrati dalle due protagoniste femminili. La prima, ormai diventata una fiera e coraggiosa combattente, si ritrova a fare i conti non solo con una società manipolata e assassina, ma anche con un triangolo amoroso formato nientepopodimeno che da Alex, riuscito a scappare da Portland, e da Julian che di certo non può non vantare una serie di trascorsi con lei. Per quanto riguarda invece la sua co-protagonista, Hana, vive una vita monotona, statica e anaffettiva nella cittadina, e ha ufficializzato il suo fidanzamento con il sindaco. Le sue giornate trascorrono lente e vuote in attesa di un matrimonio che la rinchiuderà per sempre in una finta gabbia d’oro. Riuscirà Lena a salvare la sua gente?

Lo stile dell’autrice si mantiene lineare, diretto e semplice per tutta la durata della lettura, anche se a tratti in Chaos la fluidità della narrazione subisce dei rallentamenti dovuti probabilmente al viaggio introspettivo di Lena. L'aspetto più interessante della trilogia è rappresentato dai personaggi, i quali subiscono dei cambiamenti psicologici importanti: Lena, da ragazza impaurita, ligia e quasi noiosa si trasforma in una giovane donna forte, temprata, audace e combattiva; Hana, apparentemente perfetta e amica fedele muta in una persona invidiosa, piena di rammarichi e sensi di colpa; Alex, da ragazzo dolce e premuroso a uomo determinato, acuto e protettivo. Personalmente, credo che l’autrice attraverso questa società stereotipata, fredda e quasi robotica vuole insegnarci che il mondo non può essere un posto freddo e spietato e che l’amore in ogni sua forma muove i fili delle relazioni, della compassione e dell’altruismo. Inoltre, sottolinea l’importanza sia della razionalità che delle passioni e di come l’una non debba prevalere sull’altra per non portare ad un eccesso.

In conclusione, consiglio la trilogia a tutti gli appassionati del genere e a chi ha voglia di scoprire una nuova talentuosa autrice internazionale.

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