10 ottobre 2019

Recensione: La bambina di ghiaccio e altre fiabe, di Mila Pavićević

Titolo: La bambina di ghiaccio e altre fiabe
Autore: 
Mila Pavićević
Editore: Camelozampa
Pagine: 67 ill.
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 12,90 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Sin da bambini siamo stati abituati a leggere di storie lontane, magia ed esseri sovrannaturali che popolavano mondi diversi e particolari. Sulla scia di questi sogni infantili, Mila Pavićević ha creato un testo davvero brillante caratterizzato da diverse fiabe antiche rivisitate che catturano l’attenzione del lettore e lo trasportano in luoghi immaginari. La particolarità di queste storie non risiede nella lotta tra Bene e Male a cui siamo abituati, bensì nella mescolanza tra mondo normale e sovrannaturale. Tra i tredici racconti che l’autrice ha scritto, quelli che ho apprezzato di più sono: La Repubblica dei Sogni, una cittadina incantata dove viveva uno statista, la moglie cattiva e sua figlia Sogna. L’uomo era considerato quasi come un sovrano che viveva in un castello e amministrava il posto. Un giorno, durante la cena per il compleanno della figlia, una vecchia arcigna maledisse Sogni trasformandola in Incubi. La figlia dello statista in preda alla disperazione per non poter avere un matrimonio, si introdusse in un vecchio castello dove riposava un ragazzo profondamente addormentato. Sogna non lo baciò, però lo scosse forte fino a destarlo e ad innamorarsene e vissero tutti felici e contenti. 

E ancora Bianco, la storia di un clown senza nome che vagava in un deserto suonando il piffero. Il suo unico pubblico erano gli uccelli e il suo gatto che riposava in una cesta. Un giorno, cominciando a suonare prima, fu ascoltato da un piccolo serpente non molto cattivo che alla fine della musica, non volendo lo morse. Il clown salì nel Paese della Luna dove riposano tutti i suoi simili. La sirena d’oro invece, ci racconta le vicende di un luogo in cui non vi erano né umani, né vento. In questo spazio remoto, vi era un mulino silenzioso, dei cavalli e un Fiume d’argento in cui abitava una sirena metà tartaruga e metà pesce che per noia faceva avverare un desiderio. Siccome aveva due nature, questa strana creatura decise di concedere due desideri ai cavalli adulti che dal canto loro, non riuscivano a prendere una decisione. I cavalli bambini, decisero di chiedere in dono del vento e di aggiustare il vecchio mulino. La leggenda della maschera di legno, in cui appare la storia di un sovrano davvero ricco che doveva la sua ricchezza ad una maschera di legno. Siccome era sempre più avido, un gruppo di fate decise di togliergliela. Fu ritrovata solo in seguito da un principe di nome Giorno, che la usò per guarire suo padre, il re, davvero malato. E ancora, Oscura, la fiaba dedicata ad un vecchio padre che viveva nel Paese dei Sussurri insieme alle tre figlie gemelle. Si stava avvicinando il loro compleanno e siccome erano poveri, l’uomo non sapeva cosa regalarle. Sulla strada verso il paese, incontrò una strega che gli affidò una scatola d’argento e un anello verde, raccomandando l’uomo di averne cura, altrimenti avrebbe lanciato loro una maledizione. L’uomo tornando a casa, lungo il fiume trovò un’anguilla di pietra da regalare alla terza figlia di nome Oscura. Una volta a casa, le prime due figlie non furono tanto contente dei doni della strega, e invidiarono l’anguilla della loro sorella, tant’è che durante la notte, decisero di rubargliela. Quest’ultima riprese vita, mangiando tutto ciò che incontrava sul suo cammino, compresi i doni delle sorelle. La strega appresa la notizia, le trasformò in granelli di sabbia, mentre Oscura afflitta dal dolore per le gemelle, salì in cielo dando vita alla notte. Ed infine La bambina di ghiaccio, la fiaba che dà il nome all’intera raccolta e che ci racconta la storia di una bambina bella e fatta di ghiaccio a cui piaceva giocare con i cavalli. Un giovane principe l’ammirava di nascosto e un giorno, colpito da un maleficio si trasformò in cavallo raggiungendo la bambina. Ma scalciando, ruppe la piccola, i cui pezzi furono raccolti da una strega.


Lo stile dell’autrice è diretto e accattivante e caratterizza un linguaggio semplice e facilmente comprensibile. I personaggi invece, sono degli esseri particolari che vivono in luoghi strani in cui non manca la magia e in cui accadono avvenimenti ai limiti dell’immaginario. Inoltre, ad accompagnare le storie ci sono i meravigliosi disegni in bianco e nero di Daniela Iride Murgia che riassumono in pochi tratti il cuore di ogni fiaba. In conclusione, è una raccolta particolare e diversa da quelle a cui siamo abituati. Consigliata.