Recensione: Lo sviluppo del talento e dell'alto potenziale. Modelli e buone pratiche per un approccio inclusivo alla promozione della plusdotazione, di Lara Milan

Titolo:
Lo sviluppo del talento e dell'alto potenziale. Modelli e buone pratiche per un approccio inclusivo alla promozione della plusdotazione
Autore: Lara Milan
Editore: Erickson
Pagine: 248
Anno di pubblicazione: 2022
Prezzo copertina: 20,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Leggendo Lo sviluppo del talento e dell’alto potenziale si ha la sensazione di trovarsi davanti non solo a un manuale, ma a una presa di posizione culturale chiara e coraggiosa. Laura Milan non si limita a presentare la Gifted and Talented Education al pubblico italiano: ne ridefinisce il significato, inserendola dentro una visione di scuola profondamente inclusiva. Fin dalle prime pagine dell’introduzione emerge un’idea forte: una scuola realmente equa non può occuparsi soltanto delle fragilità, ma deve saper riconoscere e coltivare anche l’alto potenziale. È un punto che colpisce molto, perché nel contesto italiano il tema dei gifted è spesso rimasto ai margini, quasi in tensione con l’idea di inclusione. Milan ribalta questa apparente contraddizione: sostenere il talento non significa creare élite, ma prevenire sottorendimento, dispersione e disagio, offrendo a ciascuno opportunità adeguate al proprio profilo. Il volume si presentava, al momento della pubblicazione, come il primo manuale organico di Gifted and Talented Education nel panorama editoriale italiano, e questa ambizione è evidente nella struttura. L’indice racconta già la ricchezza dell’opera: contributi di studiosi internazionali, riflessioni teoriche sulla definizione di giftedness, approfondimenti sullo sviluppo socio-emotivo, focus sulla doppia eccezionalità, esempi di applicazione del modello SEM nelle diverse discipline e nel contesto italiano. Non è un testo monolitico, ma un dialogo tra voci autorevoli coordinate da una regia coerente. Il cuore teorico del libro ruota attorno al Schoolwide Enrichment Model (SEM) di Joseph Renzulli e Sally Reis. Particolarmente convincente risulta l’idea che il SEM non sia un programma riservato a pochi studenti selezionati, ma un approccio estensibile all’intero gruppo classe. Il talento, in questa prospettiva, non è un’etichetta statica basata sul QI, ma un comportamento – un “gifted behavior” – che emerge dall’interazione tra abilità sopra la media, creatività e coinvolgimento nel compito. È una concezione dinamica e processuale, che supera la visione meramente psicometrica della plusdotazione. Molto interessante è anche la parte dedicata allo sviluppo sociale ed emotivo degli studenti gifted. Il caso di Charlie, ad esempio, mostra in modo concreto come l’alto potenziale possa convivere con isolamento, incomprensione e difficoltà relazionali quando l’ambiente non è adeguatamente stimolante o supportivo. Ho apprezzato il fatto che il libro non idealizzi gli studenti ad alto potenziale, ma ne riconosca la complessità e la vulnerabilità, richiamando la necessità di contesti educativi capaci di offrire arricchimento cognitivo e sostegno emotivo. Un altro punto di forza è l’attenzione alla doppia eccezionalità. In un sistema scolastico che tende a leggere gli studenti attraverso categorie rigide, l’idea di guardare ai twice exceptional attraverso la lente del potenziale, e non solo delle fragilità, è particolarmente potente. Qui il SEM diventa uno strumento per progettare percorsi personalizzati che valorizzino i punti di forza senza ignorare i bisogni educativi speciali. Dal punto di vista operativo, il testo non si limita alla teoria, ma si parla di implementazione, di formazione dei docenti, di reti territoriali, di connessione tra scuola e mondo esterno. In tal senso, colpisce l’idea della scuola come ecosistema aperto, capace di dialogare con professionisti, istituzioni, associazioni, creando opportunità autentiche di apprendimento e orientamento. Il talento viene così collegato allo sviluppo delle life skills, alla creatività, al problem solving, alla costruzione di nuova conoscenza. Naturalmente, trattandosi di un volume denso, richiede tempo e attenzione. Non è una lettura introduttiva leggera, ma un testo pensato per dirigenti, docenti, formatori e studiosi che vogliono approfondire seriamente il tema. Tuttavia, proprio questa densità rappresenta anche la sua forza: è un libro che fornisce basi teoriche solide e riferimenti scientifici chiari, offrendo al contempo una visione applicativa concreta. In definitiva, Lo sviluppo del talento e dell’alto potenziale è davvero un manifesto pedagogico. Non propone semplicemente strategie per “gestire” gli studenti gifted, ma invita a ripensare la scuola come luogo di sviluppo intenzionale del potenziale umano. In un sistema che spesso fatica a tenere insieme equità ed eccellenza, questo libro dimostra che le due dimensioni non solo possono coesistere, ma si rafforzano a vicenda.

Lara Milan, Specialist in Gifted and Talented Education, nella sua attività si dedica prevalentemente alla formazione di docenti su modelli e strategie didattiche per rispondere ai bisogni educativi speciali degli studenti gifted, gifted underachiever e twice exceptional. Inoltre, affianca i docenti nell’implementazione di approcci educativi in classe, nonché nella redazione di PDP per alunni plus dotati e studenti doppiamente eccezionali. Fondatrice di SEM Italy, centro accreditato presso i principali enti internazionali di Gifted and Talented Education: www.semitaly.com

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