Recensione: Il club dei piedi buoni, di Pierluigi Pardo e Ivan Colacino

Titolo:
Il club dei piedi buoni
Autore: Pierluigi Pardo, Ivan Colacino
Editore: Magazzini Salani
Pagine: 96
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 14,90 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Il club dei piedi buoni di Pierluigi Pardo e Ivan Colacino è un libro che parla la lingua di chi ama davvero il calcio. Non è un romanzo, né un semplice volume di curiosità sportive: è una vera e propria enigmistica a tema calcistico, capace di trasformare la memoria, la passione e la conoscenza del pallone in un gioco continuo. Pagina dopo pagina, il lettore è chiamato a risolvere rebus, rispondere a quiz, riconoscere maglie storiche, ricordare soprannomi, individuare differenze, ricostruire imprese leggendarie e mettere alla prova tutto quel bagaglio di ricordi che ogni tifoso, prima o poi, custodisce gelosamente. È uno di quei libri che si iniziano a sfogliare per curiosità e che, quasi senza accorgersene, tengono compagnia per ore. L'idea alla base del volume è tanto semplice quanto originale. Pardo e Colacino immaginano di accompagnare il lettore all'interno del fantomatico "Club dei Piedi Buoni", una sorta di rifugio per appassionati dove ogni stanza custodisce un pezzo della storia del calcio. C'è il bar, dove si parla di soprannomi, Totocalcio e grandi frasi rimaste nella memoria collettiva; la sala trofei, dedicata alle imprese, ai record e alle competizioni più prestigiose; la sala biliardo, che continua il viaggio tra campioni e curiosità. I brevi dialoghi tra i due autori fanno da filo conduttore e restituiscono l'atmosfera delle chiacchierate tra amici che nascono spontaneamente prima di una partita o davanti a un caffè. Non raccontano una storia vera e propria, ma accompagnano il lettore con leggerezza, creando un contesto piacevole e mai invadente. Il cuore del libro però, sono le attività. La varietà è sorprendente e rappresenta il suo maggiore punto di forza. Si passa dagli inni delle squadre ai rebus dedicati ai grandi campioni, dalle mascotte dei Mondiali ai soprannomi più celebri, dai giochi sulle maglie storiche ai quiz sui portieri leggendari, fino alle differenze da trovare, alle curiosità sui trofei, alle finali memorabili e ai record che hanno segnato oltre un secolo di storia del calcio. Ogni doppia pagina propone una sfida diversa e riesce a mantenere viva la curiosità, evitando qualsiasi sensazione di ripetitività. È evidente il grande lavoro di ricerca che c'è dietro ogni domanda: nulla appare inserito per caso e ogni quiz diventa l'occasione per riscoprire un episodio, un campione o un dettaglio che il tempo aveva nascosto nella memoria.


Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio il modo in cui riesce a parlare agli appassionati. Non punta sull'effetto nostalgia fine a sé stesso, ma utilizza il ricordo come strumento di gioco. Mentre si cerca la risposta esatta, riaffiorano telecronache, domeniche pomeriggio trascorse davanti alla televisione, album Panini consumati dalle dita, schedine del Totocalcio compilate con gli amici e discussioni infinite su chi fosse davvero il più forte. È un continuo alternarsi di sfida e memoria, in cui il divertimento nasce tanto dal trovare la soluzione quanto dal piacere di ricordare. Anche lo stile degli autori contribuisce a rendere la lettura particolarmente piacevole. Pierluigi Pardo porta nel libro l'entusiasmo e la spontaneità che caratterizzano il suo modo di raccontare il calcio, mentre Ivan Colacino costruisce un percorso ludico equilibrato e ricco di idee. Il linguaggio è semplice, diretto e sempre accessibile, ma non rinuncia mai alla precisione. Le domande sono formulate con chiarezza, i dialoghi sono brevi e naturali e il tono rimane costantemente leggero, senza risultare superficiale. Si ha davvero la sensazione di partecipare a una conversazione tra persone accomunate dalla stessa passione. Anche dal punto di vista grafico il volume convince: le illustrazioni sono vivaci, moderne e funzionali ai giochi, mentre l'impaginazione alterna continuamente quiz, immagini e prove di osservazione, rendendo ogni pagina diversa dalla precedente. È un libro che invita a essere sfogliato senza seguire necessariamente un ordine preciso: ci si può fermare su una doppia pagina, risolvere un rebus, tornare indietro per completare un quiz o sfidare un amico a ricordare un dettaglio dimenticato. Questa libertà di lettura rappresenta uno dei suoi maggiori pregi.


Il club dei piedi buoni non pretende di insegnare il calcio né di raccontarne tutta la storia. Il suo obiettivo è molto più semplice, ma forse anche più prezioso: far divertire chi il calcio lo ama davvero. Lo fa con intelligenza, senza prendersi troppo sul serio, trasformando la cultura calcistica in un grande gioco condiviso. È il libro ideale da tenere sul tavolino del salotto, da aprire ogni tanto, da sfogliare insieme agli amici o ai figli, lasciandosi sorprendere da quanto il calcio sappia ancora unire persone e generazioni diverse. Più che un libro da leggere, è un libro da vivere. Ogni pagina diventa una piccola sfida, ogni risposta corretta un ricordo ritrovato, ogni errore l'occasione per imparare qualcosa di nuovo. Ed è proprio questa la sua qualità più bella: ricordarci che il calcio non è fatto soltanto di risultati e classifiche, ma anche di emozioni, racconti e memoria condivisa. Un volume originale, curato e divertente, che saprà conquistare tutti coloro che, davanti a un pallone, non hanno mai smesso di sentirsi un po' bambini.

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