Recensione: Lasciate ogni speranza, di Fabrizio Altieri

Titolo
: Lasciate ogni speranza
Autore: Fabrizio Altieri
Editore: Piemme
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 12,90 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Lasciate ogni speranza è un romanzo che sorprende fin dalle prime pagine per la capacità di fondere il fascino della Divina Commedia con i ritmi serrati del fantasy contemporaneo. Fabrizio Altieri costruisce una storia avventurosa e ricca di tensione, nella quale il viaggio di Dante diventa il punto di partenza per un racconto originale, capace di parlare ai ragazzi di oggi senza mai trasformarsi in una lezione di letteratura mascherata. Il risultato è un romanzo che intreccia abilmente mistero, azione, crescita personale e suggestioni dantesche, conducendo il lettore in un mondo oscuro e affascinante in cui nulla è davvero come sembra. Al centro della vicenda troviamo tre ragazzi molto diversi tra loro, ma proprio per questo perfettamente complementari. Orio è il protagonista più riflessivo: osserva, ascolta, cerca di comprendere ciò che gli accade intorno prima di agire. È intelligente, sensibile e dotato di una calma che spesso diventa la bussola del gruppo. Augusto, invece, è l'opposto: ingenuo, appassionato di storia, entusiasta di tutto ciò che riguarda Dante e il Medioevo, affronta ogni situazione con una spontaneità disarmante. La sua bontà lo rende uno dei personaggi più teneri del romanzo. C'è poi Cino, probabilmente il personaggio più memorabile: sarcastico, irriverente, insofferente verso la scuola e le regole, sempre con le cuffiette nelle orecchie e la battuta pronta. Dietro quell'atteggiamento provocatorio si nasconde però un ragazzo che usa l'ironia come scudo, rendendo il suo carattere molto più complesso di quanto appaia inizialmente. Il rapporto tra i tre amici è uno dei punti di forza del libro: credibile, spontaneo, fatto di continue prese in giro, discussioni e gesti di autentica solidarietà. Tra i personaggi spicca anche la professoressa Ildegarda Malaspina, insegnante di italiano amata dagli studenti per la sua passione contagiosa verso Dante e per il modo coinvolgente con cui riesce a raccontare la Divina Commedia. È proprio lei a organizzare la gita al castello dei Malaspina, in Toscana, luogo legato all'esilio del poeta. La docente appare inizialmente come una figura rassicurante, quasi materna, ma Altieri è abile nel disseminare piccoli dettagli che insinuano progressivamente il dubbio nel lettore, fino a un sorprendente ribaltamento che cambia completamente la percezione del personaggio. Accanto a lei si muovono figure enigmatiche come Domino, inquietante regista degli eventi, Ugolino, capo dei Guardiani, il misterioso Signore dei Lampioni, Lapo, Ciacco, Medusa e numerosi altri abitanti della città di Dite, che contribuiscono a dare vita a un universo narrativo ricco di fascino e mistero. La vicenda prende avvio durante una normale gita scolastica al castello dei Malaspina. Attraversando un fitto bosco, la professoressa conduce i tre ragazzi lungo una presunta scorciatoia che li porta davanti a una misteriosa porta nascosta tra le rocce. Oltre quella soglia li attende un luogo impossibile: un mondo che sembra uscito direttamente dall'Inferno dantesco. Da quel momento i protagonisti vengono trascinati nella città di Dite, popolata da creature inquietanti, soldati, guardiani e personaggi che richiamano il poema di Dante senza esserne una semplice trasposizione. Il viaggio diventa così una lotta continua per sopravvivere, comprendere le regole di quel mondo e trovare una via di ritorno, mentre il lettore scopre insieme ai protagonisti che dietro ogni incontro si nasconde un tassello di una vicenda molto più grande.


Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio la costruzione dell'ambientazione. La città di Dite non è una copia dell'Inferno, ma una sua reinterpretazione originale. Fabbriche fumanti, lampioni a gas, vicoli oscuri, paludi abitate da creature mostruose, mura ciclopiche e personaggi ispirati alla tradizione letteraria convivono in un mondo che possiede una propria identità. L'autore riesce a creare atmosfere cupe e suggestive senza mai appesantire la narrazione, alternando continuamente momenti di tensione a scene più leggere, spesso affidate alle irresistibili battute di Cino. Lo stile di Fabrizio Altieri è uno dei maggiori pregi del libro. La scrittura è fluida, dinamica e immediata, caratterizzata da capitoli brevi che terminano quasi sempre con un elemento capace di alimentare la curiosità del lettore. I dialoghi sono naturali e restituiscono con efficacia il modo di parlare degli adolescenti, senza mai risultare artificiosi. L'autore riesce inoltre a inserire numerosi riferimenti alla Divina Commedia e alla figura di Dante senza interrompere il ritmo dell'avventura. La letteratura non diventa mai un peso, ma uno strumento narrativo che arricchisce la storia e stimola il lettore ad approfondire il poema originale. Il romanzo riesce così a unire tre anime differenti. È un fantasy ricco di mistero e colpi di scena; è un romanzo d'avventura, fatto di inseguimenti, prigionie, fughe e continue scoperte; ma è anche un romanzo di formazione, perché il viaggio costringe Orio, Augusto e Cino a confrontarsi con le proprie paure, i propri limiti e il valore dell'amicizia. Nel corso della storia ciascuno di loro cambia, cresce e impara che il coraggio non coincide con l'assenza della paura, ma con la capacità di affrontarla insieme agli altri. Qualche piccola sbavatura non manca. Alcuni personaggi secondari, pur affascinanti, avrebbero meritato uno spazio maggiore, così come certi aspetti della città di Dite e dell'organizzazione guidata da Domino, che restano volutamente avvolti nel mistero. In alcuni passaggi il ritmo è così serrato che il lettore avrebbe forse gradito qualche spiegazione in più e un maggiore approfondimento di alcune dinamiche. Sono però limiti marginali, che incidono poco sul piacere della lettura e che sembrano quasi lasciare spazio a futuri sviluppi di questo universo narrativo. Lasciate ogni speranza è un romanzo che riesce nell'impresa non semplice di avvicinare i ragazzi alla Divina Commedia attraverso un'avventura avvincente e ricca di colpi di scena. Fabrizio Altieri dimostra che i classici possono ancora parlare ai giovani lettori quando vengono raccontati con intelligenza, ritmo e immaginazione. Il risultato è una storia che diverte, emoziona e incuriosisce, capace di trasformare la lettura di Dante in un viaggio da vivere in prima persona. Un libro coinvolgente, consigliato a chi ama il fantasy, il mistero e le grandi avventure, ma anche a chi pensa che la letteratura classica sia soltanto materia da studiare sui banchi di scuola.

Fabrizio Altieri, pisano, è laureato in ingegneria meccanica e fa l’insegnante. Per Il Battello a Vapore ha pubblicato anche “C’è un ufo in giardino” e “Lo strano caso della libreria Dupont”. Per i ragazzi più grandi ha raccontanto storie ambientate nel periodo della Seconda Guerra Mondiale: “L’uomo del treno” e “Ridere come gli uomini”, che è stato scelto dalla giuria internazionale IBBY di Toronto come uno dei migliori libri sulla disabilità 2019.

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