I biglietti della fortuna di nonna Geumnam, La priora, La giornalista ribelle: novità in libreria dal 15 settembre

Titolo:
I biglietti della fortuna di nonna Geumnam
Autore: Kim Jiyun 
Editore: Nord
Pagine: 510
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 19,00 €

Ogni giorno, prima dell'alba, quando il cielo di Seul è ancora viola e l'aria sa di asfalto bagnato, le mani svelte e precise della proprietaria della tavola calda Matna Dosirak cominciano a comporre gustosi pranzetti da asporto. Geumnam, settant'anni portati con grazia e tenacia, non solo cucina porzioni abbondanti per i suoi clienti, ma nasconde all'interno di ogni portapranzo anche un messaggio scritto a mano su un foglio avvolto nella carta stagnola. Sono frasi di incoraggiamento che si concludono sempre con un saluto in inglese: See you again. Poi, un mattino come tanti, la routine si spezza: una neonata avvolta in una copertina bianca viene lasciata sotto al bancone, con accanto un biglietto della madre che si chiude con le stesse parole di Geumnam: «Un giorno tornerò, di sicuro…See you again». Chiunque sia, quella donna è già stata al Matna Dosirak e ha mangiato il suo cibo. Geumnam decide allora di non chiamare la polizia e di prendersi cura della bambina, certa che la madre tornerà. E infatti, una sera, tra i clienti in fila davanti alla vetrina, compare una giovane, con una camicia logora e gli occhi gonfi di pianto. Geumnam la prenderà per mano e non la lascerà più. Ma lei non sarà l'unica a trovare riparo tra le pareti del Matna Dosirak. C'è anche Eunseok, un ex cantante lirico che ha dovuto rinunciare al suo sogno e ora gira per i vicoli del quartiere, con un camioncino blu, vendendo uova e fischiettando arie d'opera. C'è Heungmin, un adolescente timido che porta il nome di un grande calciatore ma si sente invisibile. C'è Haeyeong, un'infermiera gentile che sorride a tutti, mentre dentro porta il peso silenzioso di anni di speranze deluse. Ognuno arriva nella tavola calda in cerca di un semplice pasto, scoprendo un luogo di ascolto e di conforto, in cui le loro solitudini, insieme, possono diventare comunità.

Titolo:
La priora
Autore: Susana Martín Gijón 
Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 528
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 22,00 €

Granada, 1585. Il corpo nudo e sfigurato di un uomo morente viene ritrovato nel chiostro del convento delle carmelitane scalze. Prima dell’ultimo respiro, l’uomo pronuncia solo poche parole: «Gli smeraldi volanti». Per la priora Ana de Jesús è l’inizio di un incubo che minaccia non solo la pace delle sue sorelle, ma l’intera riforma avviata da santa Teresa d’Avila, la sua maestra. Ana deve indagare. Ma i cadaveri aumentano e l’intrigo si complica, tra passioni proibite, sospetti, rivalità e antiche ferite lasciate dalla repressione dei moriscos. Il pericolo va ben oltre lo scandalo che potrebbe travolgere l’ordine.

Titolo:
La giornalista ribelle
Autore: Mathilde Bonetti 
Editore: Tre60
Pagine: 304
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 19,00 €

Padova, 1868. Nei salotti eleganti di una città ancora attraversata dai fermenti post-unitari, Eva Faré, giovane donna dell'alta borghesia, si muove con grazia impeccabile, ma dentro di sé avverte il peso di una gabbia invisibile. A soffocarla non è soltanto il duro corsetto dell'etichetta ma l'ombra del padre Dagoberto, rigido custode dei valori del passato, che ha già deciso il suo futuro: un matrimonio d'interesse con il nobile Nicola Carraresi. Mentre la società pretende da lei obbedienza e silenzio, Eva, grande lettrice, coltiva in segreto la passione per la scrittura. Sarà l'incontro con Gualberta Alaide Beccari, fondatrice del periodico «La Donna», a cambiare per sempre la sua esistenza. Quando il padre le proibisce di frequentarla e di scrivere, infatti, Eva lascia la casa paterna abbandonando ogni agio e cerca rifugio nella redazione del giornale. Ma diventare giornalista significa riuscire a guardare dove gli altri distolgono lo sguardo, dare voce alle donne che nessuno ascolta e raccontare una realtà più dura, ma anche più autentica. Significa anche, per una donna, affrontare i pregiudizi dei colleghi uomini, che non le risparmiano diffidenza, ostilità e critiche. Così, nel ruolo d'inviata, tra strade affollate, appostamenti e rivolte popolari, Eva imparerà quanto sia pericoloso raccontare la verità, nel tentativo di dimostrare che l'indipendenza femminile non è un sogno irraggiungibile, ma una conquista fatta di istruzione, coraggio e impegno. Perché la libertà non è un dono: è una scelta da difendere, anche quando il prezzo è altissimo.

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