19 gennaio 2012

Recensione: TRILOGIA DELLA SPERANZA (Candidato al consiglio d'istituto, Non dobbiamo perderci d'animo, Un'opera dalle molte pretese) di Massimo Cortese

Titolo: Candidato al consiglio d'istituto
Autore: Massimo Cortese
 
Editore: Montag
ISBN: 9788895478418
Pagine: 56
Anno di pubblicazione: 2009 
Prezzo copertina: 10,00 €

Un racconto breve, una sorta di monologo interiore in presa diretta sostenuto dalle riflessioni del protagonista: un padre che ha a cuore l'educazione della figlia. Cronaca vivida di una vicenda grottesca che si spinge quasi oltre il limite sopportabile della normalità, e che sconfina a ruota libera nella realtà che si è costretti a vivere ogni giorno. 

Titolo: Non dobbiamo perderci d'animo 
Autore: Massimo Cortese 
Editore: Montag
ISBN: 9788896793176
Pagine: 74
Anno di pubblicazione: 2010 
Prezzo copertina: 10,00 €
  
Proseguendo l'avventura letteraria iniziata con "Candidato al consiglio d'istituto", in questa raccolta l'autore si racconta: ne esce fuori un'opera che passa in rassegna l'Italia di ieri e quella di oggi. Il motivo conduttore è la speranza, che non deve mai mancare, neppure nei momenti più difficili.  

Titolo: Un'opera dalle molte pretese 
Autore: Massimo Cortese 
Editore: Montag
ISBN: 9788896793619
Pagine: 66
Anno di pubblicazione: 2011 
Prezzo copertina: 10,00 €

Ci ha fatto sorridere con "Candidato al consiglio d'istituto". Ci ha fatto piangere con "Non dobbiamo perderci d'animo". Ma "Un'opera dalle molte pretese" richiede una riflessione personale. Con questa terza opera si conclude la "Trilogia della speranza". Poi si vedrà.  

RECENSIONE

L’autore di questa trilogia ha voluto omaggiarmi dei suoi libri che, necessariamente, devono essere trattati tutti insieme per capirne il senso ultimo. Prima di tutto bisogna specificare che il termine trilogia non è da considerarsi nel senso classico (nel senso di consequenzialità), ma come significato di fondo dell’opera. Il filo conduttore dei tre brevi volumi è, infatti, la speranza; l’idea che di fronte ai problemi sociali che caratterizzano e hanno caratterizzato il nostro Paese sia possibile adottare un atteggiamento nuovo, diverso, migliore. 
Cortese ripercorre alcune vicende che hanno caratterizzato la sua vita e le cita ad esempio per raccontare una realtà sociale problematica, contraddittoria, a tratti persino paradossale. 
Nel primo volume l’autore parla della sua candidatura come rappresentate dei genitori, nell’istituto scolastico frequentato dalla figlia, e di come essa venga trasformata in una vera e propria competizione elettorale, con tanto di toni accesi e risentiti. Una realtà quasi paradossale che, tuttavia, lo porterà a prendere ancora più coscienza dei problemi dell’istruzione e dell’educazione, e dell’esigenza di porre grande attenzione verso problematiche scolastiche che posso avere risvolti negativi nella vita sociale (come ad es. il bullismo che può condurre a tragiche conclusioni). Tutto questo riferendosi anche al proprio passato scolastico, tra ricordi e riflessioni.
Il secondo volume è composto da 10 racconti attraverso il quale l’autore passa in rassegna l’Italia di ieri e di oggi mescolando sapientemente la sfera pubblica e quella privata. Racconti diversi uniti da un unico invisibile filo che è quello, appunto, della speranza. Memorie personali del passato che come tante piccole tessere vanno a formare il quadro generale identificabile come “memoria nazionale”. Non a caso questo volume è dedicato ai 150 anni dell’unità d’Italia.
Il terzo volume conclusivo della serie prende spunto da un rinvio a giudizio per abuso d’ufficio, naturalmente capitato allo scrittore, per fare tutta una serie di riflessioni sulla giustizia, sull’apparato burocratico e, in generale, sullo Stato. Inoltre l’autore ripercorre le tappe salienti dello scrittore alle prese con la pubblicazione del suo secondo libro. Cortese affronta gli eventi rendendo partecipe il lettore dei propri sentimenti, del proprio stato d’animo. Il tutto condito con l’immancabile e piacevole ironia che caratterizza il suo stile letterario. 
Il bilancio finale di questa trilogia, a mio avviso, è positivo. Tutti e tre i volumi sono scorrevoli e si leggono velocemente. Il linguaggio utilizzato dallo scrittore è semplice, forse fin troppo, e immediato.
L’ironia, come detto, è una peculiarità positiva del suo stile, lontano dagli standard dei romanzieri. Infatti Cortese parla al lettore in modo diretto, con una forma quasi diaristica, memorialistica.
 
Dunque con qualche evidente limite legato all’inesperienza e a un editing un pò frettoloso, la trilogia è comunque da consigliare a chi vuole riflettere sulla società in modo divertente e intelligente, attraverso il percorso umano e sociale dell’autore.

L'AUTORE

Massimo Cortese, nato ad Ancona nel 1961, è funzionario di un ente locale. Scrive racconti dalle ore 14.52 del 2 dicembre 2006, a seguito della nomina a Consigliere d’Istituto nella scuola frequentata dalla figlia. Nei suoi scritti sollecita sempre il lettore alla riflessione sulla realtà incontrata. Con Il Carnevale dei Ragazzi si è aggiudicato il XXIV Premio Nazionale Riviera Adriatica di Ancona. Scrive sulla rivista Visione della UILDM di Ancona, dove cura lo spazio intitolato Cortese…mente.