14 ottobre 2012

Recensione: L'ULTIMA NOTTE DEI FRATELLI CERVI di Dario Fertilio

Titolo: L'ultima notte dei fratelli Cervi
Autore: Dario Fertilio
Editore: Marsilio
Pagine: 256
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 17,00 €

Archimede è un giovane contadino reggiano ignorante che, come tanti durante la seconda guerra mondiale, si trova nella necessità di dover scegliere se aderire al fascio o al partito comunista, senza per altro ben capire le differenze.
Per questo reclutato nei GAP, Archimede sarà chiamato a compiere una serie di attentati organizzati ai danni di esponenti della Repubblica Sociale. Una situazione che spingerà il ragazzo a mettere in dubbio la bontà del suo operato e tutte le certezze sul concetto di bene e di male.
E mentre gli attentati si susseguono, dall'altra parte le rappresaglie fasciste coinvolgono anche i sette fratelli Cervi, arrestati e condannati a morte. Una tragedia su cui sembra pesare l'ombra del tradimento. Ma da parte di chi?
E' quello che cercherà di scoprire anche il povero Archimede coinvolto, suo malgrado, nella storia.

I sette fratelli Cervi

Personalmente è il primo libro che leggo di Dario Fertilio e, come per ogni giornalista che diventa romanziere, c'era il dubbio sulla capacità di scindere le due cosa.
Ebbene Fertilio riesce nell'intento inserendo in un una cornice storica precisa, rigorosa, il personaggio inventato di Archimede, la cui storia, pur essendo frutto della fantasia dell'autore, risulta perfettamente credibile e simile a quella di tanti altri giovani vissuti nello stesso tempo e nei medesimi luoghi.
Ragazzi travolti dagli eventi e invischiati, loro malgrado, in quella che l'autore definisce una vera e propria "guerra civile", scoppiata subito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 con la nascita della resistenza.
Una guerra intestina particolarmente sentita nei territori compresi tra Castelfranco, Piumazzo e Manzolino (definito "Il triangolo della morte"), poi allargata a Bologna, Reggio, Ferrara fino all'Emilia intera, dove conflitti di militanza politica si fondono con lotte di classe e vecchi rancori mai sopiti. Una guerra feroce, risolutiva, combattuta senza pietà con attentati, rappresaglie, vendette e ritorsioni, in uno spirale di violenza senza fine, proseguito anche negli anni successivi alla fine del conflitto.

In questa cornice drammatica si inseriscono le vicende di Archimede, neopartigiano convinto di combattere dalla parte dei buoni, salvo poi essere costretto a mettere in discussione ogni certezza di fronte ad una violenza cieca e brutale, e quella più complessa dei sette fratelli Cervi, vittime sacrificali di una battaglia senza regole.

Immagine di partigiani emiliano romagnoli
 
L'ultima notte dei fratelli Cervi quindi sfugge rigide classificazioni di genere, perchè se è vero che la storia prende spunto dal giallo sulla morte dei sette fratelli, che l'autore delinea sulla base di documenti storici segreti e testimonianze più o meno credibili, allo stesso tempo il cuore del romanzo è rappresentato dalla vicenda drammatica di Archimede.
E proprio a ques'ultimo viene affidata la narrazione degli eventi, aspetto che permette al lettore di entrare in contatto con i pensieri più intimi del protagonista. In tal senso Fertilio è bravo a dosare l'introspezione psicologica con la narrazione degli eventi, senza che nessuno aspetto predomini sull'altro.

Per il resto la scrittura è fluida, scorrevole e l'autore riesce a mantenere sempre vivo quel senso di attesa, quella tensione narrativa che serve per catturare l'attenzione del lettore fino all'epilogo, nel quale Fertilio indossa nuovamente la maschera di giornalista per provare a fare chiarezza su alcuni aspetti storici di grande rilevanza.

Un libro consigliato a chi ama i romanzi storici, le storie di guerra, le vicende partigiane o semplicemente vuole godere di una lettura interessante e piacevole.

L'AUTORE
Dario Fertilio , giornalista al «Corriere della Sera», è autore di saggi e romanzi. I temi conduttori della sua opera sono la ribellione contro il potere ingiusto e l'autoritarismo, la libertà di comunicare, il coraggio di amare. Alcuni dei suoi libri sono dedicati al mondo degli intellettuali e alla comunicazione (Il Grande Cervello, Le notizie del diavolo), altri ai valori e agli ideali (Il fantasma della libertà), altri ancora al dibattito delle idee (Arrembaggi e pensieri, conversazione con Enzo Bettiza). Nel romanzo surreale Teste a pera e teste a mela l'accento cade sugli aspetti assurdi e inumani insiti in ogni pretesa ideologica. Con Marsilio ha pubblicato La morte rossa. Storie di italiani vittime del comunismo (2004, due edizioni); La via del Che. Il mito di Ernesto Guevara e la sua ombra (2007); Musica per lupi. Il più terribile atto carcerario nella Romania del dopoguerra 
(2010, due edizioni).

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