8 gennaio 2020

Recensione: La cospirazione dei tarli. L'universo di Don Chisciotte, di Andrea De Alberti

Titolo: La cospirazione dei tarli. L'universo di Don Chisciotte
Autore: Andrea De Alberti
Editore: Interlinea
Pagine: 80
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 12,00 €


Recensione a cura di Mario Turco

Iniziamo questa recensione chiedendo subito ammenda. Da lettori di prosa quali siamo ci accingiamo adesso a scrivere di un'opera di poesia cercando di sviscerarne alcuni macrotemi senza volerne intaccare l'esito artistico ma volendo rendere meno “intrallazzanti” i suoi versi. “La cospirazione dei tarli”, di Andrea De Alberti edito da Interlinea nella collana Lyra sembra a sua volta voler essere proprio un punto d'incontro tra l'illuminazione epifanica della poesia e quella chiara e continua, quasi artificiale potremmo dire, della prosa. Il chiaro sottotitolo esplicativo delinea subito l'interesse precipuo dell'autore: raccontare per vivide e scollegate immagini “L'universo di Don Chisciotte”. Il titolo dell'opera, con la sua forza evocativa, ha una doppia chiave di lettura: i tarli che cospirano sono sia quelli presenti nella tela del pittore Francesco Pacheco Del Rio che pur dipingendo tutti i grandi personaggi spagnoli del tempo lasciò incompiuto proprio il ritratto di Miguel de Cervantes a causa dei rumori che sentiva provenire dai legni del suo studio, sia quelli biografici che tramarono spesso contro la vita stessa dell'autore del Don Chisciotte. “Sono circa cinquanta liriche che seguono un unico tema - spiega Andrea De Alberti – quello di ricostruire, passo dopo passo, la vicenda personale e letteraria di un autore affascinante come Cervantes”.

Il volume non si esaurisce però in questa traccia biografica perché fa di questi accenni l'ispirazione principe di una riflessione che intreccia esistenzialismo (“La felicità è una palla infuocata/Adesso ve la passo”), testamento culturale (i due passaggi sullo scrittore Cees Nooteboom che visita il sepolcro cervantino) e re-interpretazione del Don Chisciotte (“Sancho Panza era un tempo di schiena/seduto in un'euforica agonia”). “La cospirazione dei tarli”, seppure costituito da “sole” ottanta pagine, è l’esito di un approfondito studio. È ricco di rimandi e citazioni più o meno esplicite; nasce dalla lettura di “Una traversata con don Chisciotte” di Thomas Mann, la biografia “Cervantes” di Bruno Frank, libri di psicologia e psicanalisi sui personaggi dell’opera spagnola. «Il lavoro è stato enorme - commenta sempre De Alberti in un'intervista ad una testata pavese – i rimandi intertestuali ed extratestuali non sono sempre automatici da cogliere, ma alimentano la curiosità e l’interesse di chi vuole approcciarsi alla raccolta poetica. Il libro può essere compreso a vari livelli, ma basta sapere almeno un minimo la vicenda di Cervantes e Chisciotte per apprezzarlo”. Forse sopravvalutando il sistema scolastico italiano che nel suo programma di studio superiore non inserisce il “Don Chisciotte della Mancia” tra i testi obbligatori, De Alberti nella sua raccolta lirica comprime i principali episodi della vita di Cervantes (la difficile scrittura del suo capolavoro, l'arresto per debiti, il rapporto con la figlia Isabel e perfino col re Filippo) in un metaforismo che nelle sue parti più riuscite riesce a svelare una nuova angolazione di visione. Purtroppo il maggior cruccio de “La cospirazione dei tarli” è proprio che non riesce a liberarsi del tutto dalle fonti di studio sopraccitate e per buona parte i suoi versi sembrano alte parafrasi di notizie lette altrove. Poche le figure retoriche della poesia utilizzate, quasi nulla la musicalità dei versi e parzialmente ricercate le rivisitazioni con l'attualità dell'autore. Insomma, avremmo voluto leggere più versi come “Chiesi al mio fantasma di non fare/ciò che non ero in grado di sognare”, dove il rapporto col fantasma e il sogno, acuito dalla doppia negazione, apre una serie infinita di possibilità esegetiche sia con la storia di Cervantes che, immaginiamo, con la vita di De Alberti stesso. Avesse giocato più con i tarli mentali che con quelli della biografia questa cospirazione avrebbe portato ad un rovesciamento di senso ben più incisivo.


L'AUTORE
Andrea De Alberti è nato a Pavia (1974) dove si è laureato in Lettere moderne. Ha collaborato con il Fondo manoscritti di sutori moderni e contemporanei creato da Maria Corti, curando con Mario Bignamini il catalogo Tra le carte di Quasimodo. Poesie, traduzioni, lettere (Pavia 2004). Suoi testi sono usciti nell’Ottavo quaderno italiano a cura di Franco Buffoni (Marcos y Marcos). Ha pubblicato una monografia sul Teatro dei Sensibili di Guido Ceronetti (Bergamo 2003) e le raccolte di poesie In presenza del fantasma nell’Ottavo Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea a cura di Franco Buffoni (Milano 2004), Solo buone notizie, (Interlinea 2007), Basta che io non ci sia (Manni 2010), Litalìa (La Grande Illusion 2011) e nel 2017 Dall’interno della specie per Einaudi. È presente in diverse riviste e antologie di poesia tra le quali Nuovi poeti italiani in “Nuova corrente”, 135 (2005) a cura di Paolo Zublena. Dopo un’esperienza lavorativa in ambito editoriale ha deciso di lavorare come i nonni in un’osteria.