Titolo: Iliade
Autore: Nicola Cinquetti, Desideria Guicciardini (ill.)
Editore: Lapis
Pagine: 208
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 13,90 €
Iliade, raccontata da Nicola Cinquetti e illustrata da Desideria Guicciardini, è un adattamento limpido e coinvolgente del poema omerico, capace di avvicinare i giovani lettori a una storia antichissima senza cancellarne la durezza e la profondità. Pubblicato da Lapis, il volume conserva la struttura originaria in ventiquattro libri e segue con fedeltà il vero nucleo dell’opera: non l’intera guerra di Troia, ma l’ira di Achille e le conseguenze devastanti che essa produce sugli uomini coinvolti nel conflitto. Al centro della vicenda troviamo Achille, il più forte tra i guerrieri achei, invincibile sul campo ma incapace di dominare l’orgoglio. Quando Agamennone gli sottrae Briseide, il giovane eroe si sente umiliato e decide di ritirarsi dalla battaglia. Non gli importa che i compagni possano morire o che l’esercito rischi la disfatta: pretende che tutti comprendano quanto sia indispensabile. Achille è un personaggio pieno di contraddizioni: è coraggioso e feroce, profondamente legato agli affetti ma anche dominato dalla collera; desidera la gloria, pur sapendo che essa gli costerà una vita breve. Proprio questa complessità impedisce al racconto di ridursi a una semplice successione di battaglie.
Editore: Lapis
Pagine: 208
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo copertina: 13,90 €
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Recensione a cura di Luigi Pizzi
Di fronte a lui si staglia Ettore, principe troiano e autentico cuore umano del poema. Combatte non per vendetta o per ambizione personale, ma per difendere la città, la famiglia e il proprio popolo. L’incontro con Andromaca e il piccolo Astianatte è uno dei momenti più intensi del libro: per un istante il guerriero depone la propria armatura e diventa marito e padre, consapevole che potrebbe non tornare. Andromaca lo supplica di restare, ma Ettore sa di non poter fuggire senza rinnegare se stesso. È qui che l’eroismo perde ogni splendore superficiale e mostra il suo prezzo: la paura di chi parte e il dolore di chi rimane. Intorno ai due protagonisti si muove una folla di figure memorabili. Agamennone è un comandante autoritario, spesso accecato dalla propria superbia; Menelao combatte per riprendersi Elena, mentre Paride appare bello e seducente ma incostante, ben lontano dalla solidità morale del fratello. Elena osserva con amarezza una guerra combattuta in suo nome, consapevole della sofferenza provocata. Diomede affronta persino gli dèi, Aiace incarna la forza e la lealtà, Odisseo porta nella battaglia intelligenza e capacità di persuasione. Sopra tutti si agitano Zeus, Era, Atena, Apollo, Afrodite e Poseidone, divinità capricciose che proteggono i propri favoriti, litigano, ingannano e intervengono nel destino degli uomini. La svolta arriva con Patroclo. Mosso dalla pietà per gli Achei ormai vicini alla sconfitta, convince Achille a prestargli le proprie armi. Il suo ingresso in battaglia fa credere ai Troiani che il Pelide sia tornato, ma l’illusione dura poco: Patroclo viene ucciso da Ettore. Da quel momento l’ira di Achille cambia natura. Non è più soltanto risentimento contro Agamennone, ma dolore incontrollabile, bisogno di vendetta, desiderio di distruggere chi gli ha strappato l’amico. La morte di Patroclo e il recupero del suo corpo costituiscono uno dei passaggi più drammatici della narrazione.
Cinquetti racconta questi avvenimenti con una prosa accessibile, rapida e concreta. I dialoghi rendono immediati i conflitti, mentre le battaglie conservano la loro violenza senza indulgere in descrizioni inutilmente cruente. Il linguaggio non banalizza i sentimenti: lascia spazio all’orgoglio, alla paura, alla vergogna, all’amicizia e al lutto. Anche quando l’azione si fa concitata, il centro del racconto rimane sempre l’essere umano, fragile nonostante l’armatura e impotente davanti alla morte. Le illustrazioni di Desideria Guicciardini contribuiscono in modo decisivo alla forza del volume. Le grandi campiture di rosso, nero, ocra e azzurro, le sagome nette e i richiami all’arte greca trasformano ogni scena in una rappresentazione solenne e quasi teatrale. Le immagini non cercano un realismo minuzioso, ma restituiscono emozioni: la furia degli scontri, la solitudine di Andromaca, il dolore di Achille, la dignità del vecchio Priamo. Ed è proprio l’incontro tra Priamo e Achille a offrire al libro la sua conclusione più alta. Il padre di Ettore entra nella tenda dell’uomo che ha ucciso suo figlio e gli bacia le mani, chiedendo di riavere il corpo. Achille, pensando al proprio padre lontano, si commuove e interrompe finalmente la spirale dell’odio. Il poema non termina con la caduta di Troia né con il cavallo di legno, ma con il funerale di Ettore: non una vittoria, dunque, bensì un momento di pietà condivisa. L'Iliade di Cinquetti e Guicciardini è un libro intenso e visivamente splendido, che rende accessibile un classico senza privarlo delle sue ombre. È una storia di guerrieri e divinità, ma soprattutto di uomini feriti dall’orgoglio, dall’amore e dalla perdita. Un racconto sulla guerra che, invece di celebrarla, ne mostra il dolore e l’assurdità.
Nicola Cinquetti, veronese, laureato in Filosofia e Pedagogia, insegna Storia e Filosofia in un liceo. Autore di testi in prosa e in rima caratterizzati da uno stile poetico e ironico, nel 2020 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior scrittore. Tra i suoi titoli pubblicati con Lapis le due riscritture di Iliade e Odissea, illustrate da Desideria Guicciardini, e L’incredibile notte di Billy Bologna, vincitore dei premi Campiello Junior e Letteratura Ragazzi di Cento 2023.


