Recensione: BIBBIA PAGANA di Giorgio Dell'Arti, la mitologia in forma di romanzo

Titolo: Bibbia pagana
Autore:
Giorgio Dell'Arti
Editore: Clichy
Pagine: 496
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 19,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Molto spesso, siamo affascinati da mondi a noi sconosciuti ed ultraterreni che vanno al di là della nostra umana comprensione. Universi pregni di storie, cicli e personaggi dai poteri straordinari, schiavi di passioni umane e vittime di eventi paradossali. Per questo, ad esempio, siamo attratti dai miti e dalle leggende delle culture antiche, come quella egiziana, mesopotamica, etrusca e greca. E proprio la mitologia ellenica è la protagonista dell’ultima opera di Giorgio Dell’Arti, intitolata Bibbia pagana, in cui l’autore raccoglie storie ed episodi della mitologia greca classica per
formare una narrazione unica e coesa.

Per la prima volta non leggiamo i miti come racconti singoli e indipendenti, ma come capitoli di un ciclo completo che comincia con la creazione del mondo mitologico greco, espone dettagliatamente la vita e le avventure di un gran numero di dèi e dee, eroi ed eroine e altre creature mitologiche, per concludersi con la fuga di Elena e Paride a Troia, evento che introduce le più grandi opere classiche di sempre: l’Iliade e l’Odissea. Personaggi indiscussi di queste storie sono gli abitanti del monte Olimpo, figure eteree, pure e inarrivabili che, attraverso diverse vicende, entrano a contatto con il mondo impuro degli uomini, sperimentandone emozioni, vita quotidiana, pregi e difetti.

Tra i miei racconti preferiti: La timidezza degli elefanti libici, in cui si narra la storia di creature terrestri che, durante i giorni di pioggia, con la proboscide ben tesa cercano di catturare i fulmini, che poi inghiottono, e il potere suscita invidia in Zeus che ordina ad Orione e ad Artemide di catturare questi elefanti per cavarne le folgori; L’ombra del ragazzo Aminandro, in cui si narra la conversazione tra un ragazzo di Atene, Aminandro, e la sua ombra, che vuole farlo partire per Tartesso poiché la città di Atene è ormai desolata; Il padre Zeus allaga la Terra, un racconto ambientato dopo la distruzione dei Titani, in cui Zeus decide di allagare la Terra e liberarsi del genere umano malvagio; Il padre Zeus sale sulla cima del monte Olimpo e osserva il mondo, in cui Zeus viene presentato come il padre degli dèi che quotidianamente ammira le bellezze del suo regno e si concede piaceri con diverse donne; In Argo si costruisce il tempio alla madre Hera, in cui si narra la disputa tra Poseidone ed Hera per il possesso della città di Argo, decisione poi affidata da Zeus ai fiumi Inaco, Cefiso ed Asterione;  Il ragazzo Perseo salva dal mostro la bella Andromeda, in cui il semidio Perseo si ritrova al cospetto del re dell’Etiopia Cefeo e grazie alla testa della Medusa riesce a sconfiggere il mostro Lamia e a salvare la principessa Andromeda .

Con uno stile elegante, arzigogolato e classicheggiante, l’autore crea una raccolta sorprendente e senza precedenti. Il titolo di questo romanzo, probabilmente è dovuta proprio all’organizzazione interna dello scritto: come nella Bibbia, la struttura del testo è suddivisa in episodi che riportano un titolo che in qualche modo anticipa e riassume il contenuto del racconto. Personalmente, da studiosa di culture antiche ho apprezzato infinitamente questo libro, da un lato perché l’autore si pone come obiettivo principale quello di migliorare e facilitare la diffusione della cultura classica, riunendo in un solo volume parte di essa; dall’altro, la sequenza degli episodi mostrano un chiaro senso di continuità gli uni con gli altri, rendendoli così un ciclo in cui le storie, come tessere di un puzzle, si incastrano perfettamente. Inoltre, come ben sappiamo la mitologia greca ha avuto una grandissima influenza sulla cultura, le arti e la letteratura della civiltà occidentale, e la sua eredità resta tuttora ben viva nei suoi linguaggi e nelle sue culture. Giorgio Dell’Arti, quindi, ha espresso perfettamente la continuità e le influenze di un patrimonio culturale secolare su una cultura moderna d’avanguardia. 

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