Recensione: Villa Ombrosa. Il potere di Vinny, di Paola Barbato

Titolo:
Villa Ombrosa. Il potere di Vinny
Autore: Paola Barbato
Editore: Piemme
Pagine: 144
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 9,90 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

In questo secondo capitolo di Villa Ombrosa, Paola Barbato riparte da una promessa molto semplice e molto efficace: se vivi in una casa che sembra respirare, non puoi far finta di niente. E infatti Vinny, che ormai conosce i “capricci” della villa meglio di chiunque altro, continua a essere l’unica in grado di vedere davvero ciò che succede. Il punto è che stavolta non si tratta solo di stranezze che fanno paura e incuriosiscono: c’è una porta, in fondo a un corridoio, che non si apre in nessun modo. E quando una porta resta chiusa in una casa come Villa Ombrosa, è impossibile non pensarci ogni giorno. La trama si muove proprio attorno a questa ossessione: Vinny sente che dietro quella stanza c’è qualcosa che la riguarda, come se la casa stesse aspettando lei per parlare. È un’idea affascinante perché ha un sapore quasi infantile (la curiosità, il mistero, la sfida), ma porta con sé anche un’emozione più adulta: la sensazione di avere addosso una responsabilità che nessuno vede. Vinny non è “la prescelta” nel modo roboante dei fantasy: è una ragazzina che prova a capire, che osserva, che ascolta, e che spesso deve cavarsela con quello che ha, cioè coraggio, intuizione e un po’ di testardaggine.


Uno dei motivi per cui la serie funziona è proprio questo equilibrio: Barbato è conosciuta per il brivido, ma qui lo dosa in modo adatto a lettori dai 9 anni in su, facendo crescere la tensione senza trasformarla in qualcosa di ingestibile. La paura è quella “giusta”: ti fa stringere il libro tra le mani, ma poi ti fa venire voglia di girare pagina.  A livello di atmosfera, Villa Ombrosa resta il vero cuore pulsante: non è un semplice scenario, è quasi un personaggio. È una casa piena di segreti, ma non è una “casa cattiva” in modo banale. Sembra piuttosto una presenza che mette alla prova, che confonde, che a volte protegge e a volte spinge. E Vinny, in mezzo a tutto questo, diventa il punto di contatto: la persona che riesce a “sentire” ciò che gli altri ignorano. Lo stile di Barbato è scorrevole, concreto, con scene costruite per tenere alta l’attenzione. Non perde tempo in spiegoni: preferisce farti arrivare alle cose attraverso piccoli segnali, dettagli, passaggi in cui l’inquietudine cresce perché non capisci ancora, ma intuisci che c’è un senso. È una scrittura che fa bene ai lettori giovani perché li tratta con rispetto: non semplifica troppo e non “spiega la paura”, la fa vivere in modo controllato.

Se devo trovare un possibile limite (che per alcuni lettori può essere anche un pregio), è che questo tipo di libro punta soprattutto su mistero e ritmo, più che su grandi approfondimenti psicologici: l’attenzione va alla porta chiusa, alle stranezze della casa, ai segnali da interpretare. Ma è coerente con il formato e con il target: qui conta l’esperienza della lettura, il brivido, l’avventura emotiva. In definitiva, Il potere di Vinny è un secondo volume che lavora bene su ciò che ha già seminato: consolida l’idea che Villa Ombrosa non sia solo un posto “strano”, ma un enigma che chiede di essere affrontato, e fa crescere Vinny come protagonista credibile, curiosa e ostinata. È il tipo di storia che fa felici due categorie di lettori: chi vuole una paura “sicura” (quella che ti piace proprio perché sei al caldo) e chi ama i misteri domestici, quelli in cui una casa, una porta e un corridoio possono diventare un’avventura.

PAOLA BARBATO, scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, vincitrice del Premio Scerbanenco nel 2008, per Piemme ha scritto numerosi thriller. Per Il Battello a Vapore ha già pubblicato con successo gli horror-thriller Il ritornante, Il diario del giorno dopo, Il rifugio segreto e La piega del tempo.

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