Recensione: Lo strampalatissimo diario di Pinocchio, di Stella Nosella con le illustrazioni di Chiara di Vivona

Titolo:
Lo strampalatissimo diario di Pinocchio
Autore: Stella Nosella, Chiara di Vivona (ill.)
Editore: Storybok
Pagine: 162
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 16,50 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Lo strampalatissimo diario di Pinocchio di Stella Nosella, illustrato da Chiara Di Vivona, prende uno dei personaggi più celebri della letteratura per l’infanzia e compie un’operazione tanto semplice quanto geniale: chiedersi cosa succeda dopo il finale. Dopo il “vissero felici e contenti”, dopo la trasformazione, dopo il momento in cui il burattino diventa finalmente un bambino vero. Ed è proprio lì che il romanzo comincia davvero. Il Pinocchio immaginato da Stella Nosella non è più fatto di legno, ma continua a sentirsi stranamente fuori posto dentro il proprio corpo. Cadere adesso fa male, le ginocchia si sbucciano, la schiena duole, le croste prudono e persino le dita dei piedi sembrano creature indipendenti difficili da controllare. Attraverso le pagine del diario, Pinocchio racconta con irresistibile ironia il caos di questa nuova condizione umana: essere veri è bellissimo, certo, ma anche complicatissimo. 


La storia è ambientata nell’Ottocento, tra i vicoli di Collodi, piccolo borgo toscano legato alla memoria di Carlo Lorenzini, e recupera molti dei personaggi classici reinventandoli con leggerezza e umorismo. Geppetto è un falegname burbero ma affettuoso, sempre immerso nel laboratorio; la Fata Turchina diventa una presenza esuberante e incontenibile, capace di dirigere qualunque situazione come un generale in piena battaglia; Lucignolo mantiene tutta la sua inclinazione al disastro; mentre il Grillo Parlante, dotato di una surreale “lampelucciola” che lampeggia e ulula “UEO! UEO!”, controlla ogni gesto di Pinocchio come una coscienza trasformata in vigile urbano. Accanto ai personaggi più noti compaiono figure nuove e riuscitissime, a partire da Carlo Lorenzini stesso, qui trasformato nel migliore amico di Pinocchio, e dalla dolce panettiera Rosa, presenza quasi materna che riempie il romanzo di calore domestico. Tutto ruota attorno all’organizzazione della festa di compleanno a sorpresa per Geppetto, impresa tutt’altro che semplice visto che il diretto interessato detesta i compleanni e sembra intenzionato a ignorare completamente il passare del tempo.
 

Ma la trama è quasi un pretesto. Il vero cuore del libro sta nel modo in cui Stella Nosella riesce a raccontare la crescita attraverso il comico. Dietro le gag, gli incantesimi fuori controllo, i briganti amanti della ribollita, le corse, i pasticci e le discussioni assurde, emerge infatti qualcosa di molto tenero: il tentativo di Pinocchio di capire cosa significhi diventare una persona vera, imparare le regole degli adulti, convivere con il dolore, con l’imbarazzo, con la sincerità e perfino con il tempo che passa. Lo stile dell’autrice è uno dei punti di forza del romanzo. La scrittura è veloce, teatrale, piena di dialoghi brillanti e battute che funzionano davvero. Il diario permette a Pinocchio di parlare direttamente ai lettori con spontaneità e continui commenti ironici sul mondo degli adulti. Alcuni passaggi sono particolarmente riusciti proprio per la capacità di osservare le cose più banali con occhi completamente nuovi: il fastidio delle croste, il mistero dei compleanni, il problema di dire sempre la verità senza sembrare maleducati, la paura di tornare burattino se si sbaglia qualcosa. Anche l’apparato grafico contribuisce moltissimo all’identità del libro. Le illustrazioni di Chiara Di Vivona accompagnano perfettamente il tono del racconto: morbide, espressive, dinamiche, con personaggi caricaturali ma mai eccessivi. La Fata Turchina sembra esplodere fuori dalla pagina con i suoi capelli voluminosi e le sue pose teatrali; il Grillo Parlante, con il lampeggiante in testa, è irresistibile; Pinocchio mantiene nello sguardo qualcosa di ingenuo e spaesato che lo rende immediatamente simpatico. Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è proprio il suo equilibrio: da una parte c’è il rispetto per l’immaginario di Collodi; dall’altra la voglia di giocare liberamente con quel mondo, senza paura di renderlo più contemporaneo, più buffo, più vicino ai lettori di oggi. Il risultato è un libro che diverte davvero, ma che riesce anche a parlare di famiglia, crescita e identità con leggerezza autentica, senza mai diventare moralistico. Lo strampalatissimo diario di Pinocchio è quindi molto più di una semplice riscrittura. È un’avventura ironica e piena di invenzioni, ma anche una riflessione delicata su cosa significhi diventare grandi. Perché Stella Nosella, in fondo, prende la domanda più importante lasciata aperta da Collodi — cosa succede quando il burattino diventa bambino? — e la trasforma in un racconto pieno di caos, risate e sorprendente umanità.


Scrittrice, giornalista, drammaturga e direttrice artistica, Stella Nosella usa la letteratura e la creatività per raccontare, coinvolgere e avvicinare il pubblico alla cultura. Collabora con musei, scuole e istituzioni, sviluppando progetti narrativi e teatrali che trasformano storie in esperienze. Autrice di libri di successo, promotrice della lettura e curatrice di festival culturali, crede nel potere delle parole per ispirare, educare e connettere. Sempre in movimento tra pagine, palcoscenici ed eventi, porta avanti la sua missione: rendere la storia e la cultura accessibile e viva.

Chiara di Vivona, illustratrice e grafica, vive con una gatta, due bambini e un artista in una piccola città. Da anni illustra storie meravigliose e libri di scuola, sperando che i suoi disegni facciano venire ai bambini tanta voglia di leggere e disegnare. Quando non disegna, passa il tempo passeggiando o divorando libri e verdure!

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