Recensione: Gli stivali di Vincent, da un progetto di Ericavale Morello con la collaborazione di Beniamino Sidoti

Titolo
: Gli stivali di Vincent
Autore: Ericavale Morello, Beniamino Sidoti
Editore: Bummy
Pagine: 40
Anno di pubblicazione: 2026
Prezzo copertina: 22,00 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi


Gli stivali di Vincent è uno di quei libri che riescono a essere contemporaneamente una fiaba, un omaggio all'arte e una riflessione delicata sul valore dell'immaginazione. Pur ispirandosi chiaramente al Gatto con gli stivali, gli autori scelgono una strada originale: il protagonista non è un giovane destinato alla ricchezza grazie all'astuzia del suo gatto, ma un Vincent che richiama apertamente Van Gogh, un ragazzo capace di vedere il mondo attraverso i colori, i sogni e la fantasia. La storia prende avvio da un'eredità insolita: ai due fratelli minori vengono lasciati beni concreti, mentre a Vincent spettano soltanto un gatto e l'immaginazione del padre. Sembra il dono meno prezioso, ma sarà proprio quello a cambiare la sua vita. Il gatto, indossando i celebri stivali, costruisce attorno al ragazzo la figura del Marchese di Carabas, mentre Vincent continua a dipingere, sognare e osservare il mondo con uno sguardo diverso dagli altri.


Quello che colpisce maggiormente è il modo in cui la fiaba tradizionale viene trasformata in una celebrazione della creatività. Il gatto non promette ricchezze materiali: promette fiori più profumati, campi pieni di colori, tavole più accoglienti, cieli colmi di luce. In altre parole, insegna a guardare la realtà con occhi nuovi. E quando Vincent, ormai vicino al lieto fine, teme di vivere una menzogna perché tutti lo vedono diverso da ciò che è, arriva il passaggio più bello del libro: il gatto gli ricorda che non è stato trasformato in qualcun altro, ma che gli altri hanno finalmente imparato a vedere la ricchezza che possedeva già dentro di sé. Le illustrazioni sono semplicemente magnifiche. Non si limitano a richiamare Van Gogh: ne evocano l'anima. Le onde del cielo, i campi fioriti, i gialli intensi, gli azzurri vibranti e le pennellate dinamiche accompagnano il lettore in ogni pagina, creando un dialogo continuo tra testo e immagine. Alcune tavole sembrano vere e proprie reinterpretazioni dell'universo van Goghiano, ma conservano una leggerezza e una dolcezza adatte ai bambini. Particolarmente riuscito è anche il finale, che abbandona la classica morale della scalata sociale tipica del Gatto con gli stivali. Qui il messaggio è più profondo: la felicità nasce quando si riesce a restare fedeli a se stessi e, allo stesso tempo, a condividere con gli altri la propria capacità di immaginare. Gli stivali diventano così il simbolo di un viaggio interiore, mentre i fiori, le fiamme e le onde che attraversano il libro rappresentano la forza creativa che rende unica ogni persona. Gli stivali di Vincent è un albo illustrato raffinato e sorprendente, adatto ai bambini ma capace di parlare anche agli adulti. Un libro che racconta l'arte senza fare lezioni, che insegna il valore dell'immaginazione senza moralismi e che lascia, una volta chiusa l'ultima pagina, la piacevole sensazione di aver guardato il mondo per qualche minuto con gli occhi di Vincent Van Gogh. Una piccola gemma da leggere lentamente, lasciandosi guidare dai colori tanto quanto dalle parole.


Ericavale Morello nasce nel 1983 a Torino, dove vive e lavora. Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Torino, dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Torino, prosegue con il Dottorato di ricerca in Portogallo (Faup Oporto) sul disegno a mano libera in relazione alla progettazione architettonica. Insegna Arte e immagine alla scuola secondaria di I grado. Nel 2021 si occupa delle illustrazioni di Storie di Illustrastorie, di cui è coautrice e cofondatrice insieme a Francesca Tancini che scrive i testi. Nel 2023 comincia il suo lavoro nell'ambito di una strategia innovativa di divulgazione artistica con la pubblicazione di Vendesi casa d'artista, Camelozampa editore, grande successo editoriale, subito entrato dentro il catalogo White Ravens 2023: ristampato dopo pochi mesi dall'uscita, ha vinto il Premio Soligatto 2024, ha vinto il secondo premio al Premio Malerba per l'albo illustrato, il marchio microeditoria di qualità ed è arrivato finalista al Premio Andersen 2024, categoria divulgazione. Nel novembre 2024 esce Raperonzolo, su testo originario dei Fratelli Grimm, Finalista al Premio Rodari 2025 sezione Fiabe e filastrocche con la traduzione di Bruno Berni, Camelozampa. Nell'aprile del 2025 esce Traslochi d'artista, Camelozampa editore che già riceve la menzione speciale di microeditoria di qualità 2025. Esce nell’ottobre 2025 La caccia al Tesoro di Zazie con i testi di Elena Levi, per Clichy Sprea.

Beniamino Sidoti lavora a cavallo tra gioco e narrazione, con oltre cento titoli pubblicati come autore e tradotti complessivamente in venti lingue. All’inizio degli anni Novanta ha iniziato la sua attività come giornalista specializzato in giochi da tavolo e giochi di ruolo e nel 1993 è stato tra i fondatori di Lucca Games, tra le più importanti manifestazioni ludiche europee. Consulente del Ministero della Pubblica Istruzione per l’uso del gioco nella scuola, ha collaborato con centri di ricerca universitari e da anni conduce corsi, laboratori e incontri di didattica ludica, scrittura creativa e promozione della lettura in tutta Italia. Come autore ha pubblicato numerosi saggi, libri divulgativi, romanzi e albi illustrati per bambini e ragazzi. Tra i suoi titoli più noti figurano Capitomboli (illustrazioni di Roberta Angeletti, Sabir), Le so tutte! (con Sara Marconi, Lapis), Ti aspetto a San Qualcosa (Camelozampa). Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti nel campo della cultura ludica, tra cui il premio Personalità Ludica dell’Anno, il Premio alla carriera di Lucca Games e il GMG Award del festival della Giornata Mondiale del Gioco di Urbino. Dirige la serie Carocci Ludens, il festival Gradara Ludens ed è docente a contratto di Pedagogia e didattica del gioco e dell'apprendimento collaborativo presso la LUMSA di Palermo.

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