3 dicembre 2011

Recensione: CORRI RAGAZZO, CORRI di Uri Orlev

Titolo: Corri ragazzo, corri
Autore: Uri Orlev
Editore: Sansoni
Pagine: 266
Anno di pubblicazione: 2004

Ho appena finito di leggere il bellissimo romanzo di Uri Orlev. "Corri ragazzo, corri" racconta la storia vera di Srulik Friedman, un ebreo polacco sopravvissuto alla persecuzione nazista grazia ad una interminabile fuga. La storia ha inizo nel ghetto di Varsavia dove il piccolo Srulik, otto anni, vive insieme al resto della famiglia dopo essere stato costretto a lasciare la propria casa. La vita nel ghetto è difficile a causa della mancanza di cibo, e per questo la famiglia di Friedman decide di scappare. Tuttavia solo il padre riesce a fuggire, mentre la madre e Srulik vengono catturati.

Tornati nel ghetto, per avere qualcosa in più da mangiare, Srulik, accompagnato dalla mamma, è costretto a cercare qualcosa tra i rifiuti. Un giorno, durante una di queste ricerche, all'improvviso la madre scompare e il piccolo non sa come tornare a casa. Rimasto solo decide di unirsi ad altri bambini ebrei orfani che vivono rubando e dormono nelle soffitte vuote dei palazzi. Srulik condurrà questa nuova vita fino a quando, per sfuggire ad una retata, sarà costretto a scappare da Varsavia, aiutato da un contadino a cavallo. Da qui si aprirà una nuova fase della sua vita, vissuta tra boschi e i piccoli villaggi; prima in comunità con alcuni bambini orfani ebrei, poi da solo, alternando la vita nei boschi al duro lavoro presso qualche contadino.

E così tra un lavoro e l'altro, tra una fuga e l'altra, Srulik cambierà la propria identità (si chiamerà Jurek Staniak), incontrerà per l'ultima volta suo padre, rimarrà senza un braccio (perso a causa del rifiuto di un dottore di operare un ebreo), entrerà nelle simpatie di un soldato tedesco, salverà la vita a diversi soldati russi, e riuscirà, infine, a capire che essere ebreo non è una colpa e nemmeno una vergogna.

Un libro scritto con un linguaggio semplice e scorrevole. Un romanzo intenso che ben racconta, seppur filtrati dall'occhio ingenuo di un bambino, i drammi della guerra e delle persecuzioni, la bontà e la miseria umana, l'amore e l'odio. E alla base troviamo una straordinaria voglia di vivere, sempre e comunque, resistendo a qualsiasi dolore (persino alla mutilazione di un arto). Una storia di coraggio, di sofferenza, di speranza, di fede, che trasmette tanto al lettore, non solo in termini di sentimenti ma anche di insegnamenti.

Un libro che consiglio a tutti.

L'AUTORE
Uri Orlev è nato a Varsavia nel 1931 e ha vissuto in prima persona molti dei tragici eventi che la guerra ha portato con sé. Autore di romanzi e racconti pubblicati in tutto il mondo, tra i suoi titoli sono apparsi: L'isola in via degli Uccelli e Gioco di sabbia.

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